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Giornata Mondiale della Salute Mentale, la situazione in Italia

Salute mentale non è solo assenza di disturbi, ma una dimensione di benessere continuo. Il 10 ottobre ospedali e strutture private organizzano eventi di promozione e formazione, e screening a tariffe agevolate

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Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in tutto il mondo ben il 10-20% dei bambini e degli adolescenti ha a che fare con problemi di salute mentale, soprattutto depressione e ansia. Le patologie neuropsichiatriche sono la principale causa di disabilità nei giovani, e la depressione in particolare è una delle più importanti cause di malattia tra gli adolescenti, con il suicidio al terzo posto tra le principali cause di morte. È anche per questo che negli ultimi tempi si sente parlare di “allarme salute mentale tra i teenager”. Numerose ricerche evidenziano che i giovani soffrono soprattutto a causa della necessità di avere maggiore autonomia socioeconomica, insieme a problemi legati all’attività sessuale e relazionale, all’uso scorretto dei social network, fino alle violenze in famiglia.

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Dall’adolescenza alla senilità: per ogni periodo della vita c’è una sfida differente

L’adolescenza e i primi anni dell’età adulta sono momenti di particolare fragilità, periodi della vita in cui si verificano molti repentini cambiamenti. Per alcuni giovani cambiare luogo di studi, uscire dalla casa familiare per andare a vivere da soli, iniziare l’università o andare alla ricerca di un nuovo lavoro possono rappresentare sfide entusiasmanti, ma tutti questi cambiamenti portano livelli di stress e apprensione probabilmente mai provati prima.
In alcuni casi, se non riconosciuti e gestiti, questi sentimenti di preoccupazione e umore depresso possono cronicizzarsi in vere e proprie malattie mentali. Anche l’uso crescente delle tecnologie online, pur portando molti vantaggi, può aumentare le pressioni sociali. Man mano che aumenta la connettività alle reti virtuali, disponibili in qualsiasi momento del giorno e della notte, queste pressioni si intensificano peggiorando la situazione.

L’altra emergenza riguarda le patologie neurodegenerative: con l’allungamento dell’aspettativa di vita, nei paesi occidentali è previsto un aumento dell’incidenza delle demenze e di tutti i deficit neurocognitivi tipici della terza età e quarta età. I disturbi neurodegenerativi sono in continua crescita e solo in Europa hanno costo sanitario stimato di ben 800 miliardi di euro. È importante considerare la necessità di investimenti nel campo della ricerca di base e clinica al fine di ottenere trattamenti sempre migliori, tempestività di diagnosi ed interventi. Per alcune patologie, come l’ictus o le demenze, l’individuazione anticipata dell’esordio della malattia è cruciale. In questi casi è infatti valido l’adagio time is brain. La rapidità e l’accuratezza dell’intervento neurologico e psicologico subito dopo la comparsa dei primi sintomi consentono di ridurre o annullare i danni che spesso condizionano molto la qualità di vita dei malati.

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Aver cura della propria mente, un’azione necessaria

La necessità di intervenire tempestivamente riguarda sia le patologie neurodegenerative, sia i disturbi emotivi. La cronicizzazione costituisce sempre un fattore prognostico negativo in ogni campo della salute, mentale e non. Di qui nasce la necessità di organizzare eventi di sensibilizzazione e divulgazione nei confronti della fragilità psichica. Per questo motivo, ogni anno, il 10 Ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale. In questa occasione gli ospedali, le ASL e molte strutture private organizzano eventi finalizzati alla promozione della salute, convegni, giornate di formazione e di screening a tariffe agevolate.

Ma cosa vuol dire Salute Mentale? Secondo l’OMS si tratta di:

Uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni.

L’espressione “salute mentale” non è soltanto l’assenza di disturbi mentali, ma una dimensione di accrescimento, produttività e benessere continuo.

Il compito dei professionisti della salute mentale, quindi, non è solo restituire un buon funzionamento psichico alle persone che lo hanno perso, ma anche aiutare le persone che stanno già bene a stare ancora meglio. È possibile infatti che anche una persona che non ha mai avuto problemi psichiatrici si trovi a essere vulnerabile in occasione di eventi particolari, come ad esempio un’importante visita ospedaliera, la diagnosi di una malattia cronica o un periodo di transizione esistenziale/lavorativa. Inoltre, conoscere e legittimare interventi mirati al miglioramento della qualità della vita e del benessere psicologica ha un effetto positivo contro la stigmatizzazione che esiste nei confronti di tutto ciò che riguarda la sofferenza psichica. “Dallo psicologo non ci vanno mica i pazzi”: ecco il mantra che da molti anni si cerca di recitare a voce sempre più alta anche in Italia, e diciamo pure che ci si riesce anche grazie a iniziative di questo tipo.

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di Tonia Samela

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