sabato, Dicembre 5, 2020

Perché andare al cinema è importante come andare al supermercato

L'ultimo Dpcm firmato dal premier Conte umilia con la loro chiusura cinema e teatri, così in nome della sicurezza perdiamo deliberatamente il diritto alla cultura e il diritto allo svago.

Avatar
Silvia Buffohttp://www.ildigitale.it
Silvia Buffo, 1985. Giornalista e imprenditrice, è founder dell'azienda Identità Digitali e direttore de Il Digitale. Ricercatrice in Letteratura italiana su tematiche di scrittura e web, amante della classicità, filologia e linguaggi. Si occupa di formazione, tenendo a Roma seminari sul Web Writing. Si autodefinisce un’idealista, scrive di innovazione e cultura. “La bellezza è promessa di felicità” è il suo motto, che ha delicatamente rubato a Stendhal.

Non si vive di solo pane, eppure la pandemia stravolge completamente le nostre necessità, facendocelo credere. Cala il sipario su cinema e teatro. L’ultimo Dpcm firmato dal premier Conte, palesa un evidente discrimine tra attività necessarie e attività superflue. Mettiamo da parte l’aspetto puramente economico e il conseguente scenario drammatico a cui si è costretti ad assistere destinando in maniera irresponsabile questo settore a una morte lenta e dolorosa, in quella che il Governo considera una scelta costretta, non c’è solo la mortificazione economica, ma un grave danno morale e culturale.

Schermi e palcoscenici crollano in macerie

La chiusura di cinema e teatri è una, neanche troppo, indiretta manifestazione di illegittimità, come se di colpo la cultura del grande schermo e quella del palcoscenico fossero crollate sotto un terremoto di macerie. Di colpo le nostre vecchie abitudini vengono sostituite da un deserto e da uno stile di vita sempre più isolato e non condivisibile.

L’emergenza della pandemia, porta avanti solo la condivisione mediatica e collettiva della malattia, la speranza del suo superamento, l’anelare a una normalità da cui siamo sempre più lontani e rispetto alla quale siamo sempre meno ambiziosi. All’infuori del focus Covid, questa seconda ondata inibisce ogni possibile distrazione.

Niente cinema, solo beni di prima necessità

Pensarla diversamente o desiderare altro in questo clima sembra quasi minaccioso, un oltraggio alla salute pubblica. Se da una parte assistiamo a una crisi economica, dall’altro vediamo cambiare i nostri consumi: l’economia del Covid è quella delle famiglie, di quella serie di cose certe e sicure che servono a stare a casa, rendendo questo isolamento più confortevole, di ciò che è indispensabile al sostentamento, di tutto ciò che sufficientemente ci nutre e ci conserva. A partire da questi nuovi bisogni cambieranno i mercati e si costruiranno gli scenari economici dei prossimi anni.

Leggi anche: Riccardo Muti a Conte: “Chiudere i teatri è ignorante e insensibile. Ci ripensi”

Cinema e teatro chiusi, che fine fa il diritto a emozionarsi

Così, in questa univoca direzione, adesso, ma già da marzo scorso, viene meno in maniera del tutto insensibile il riconoscimento delle attività culturali e di intrattenimento, non solo vengono discriminate sul piano economico, ma non vengono riconosciute come necessità quotidiane. L’alterazione dell’aspetto psichico e psicologico come effetto collaterale collettivo non viene considerata, le conseguenze di queste grossolane restrizioni sulla salute mentale non vengono valutati come un danno alla salute pubblica, come se dopo il Covid fossimo anestetizzati a tutto e in grado di privarci qualsiasi abitudine, con il privilegio però di non essere contagiati. Nella scorsa primavera fu ad esempio ritenuta superflua, quindi inessenziale, l’attività motoria all’aperto aumentando così gli episodi di infarto e i problemi cardiaci vertiginosamente.

Cinema e teatro, gli antidepressivi naturali di cui ci priviamo

Oggi si coltiveranno invece le depressioni, sia per gli addetti ai lavori che non vedono più un futuro nel loro settore, assistendo ad esempio alla chiusura, stavolta irreversibile di quei teatri, che rimanevano in piedi con resistenza in un mondo già viziato dalla svalorizzazione della cultura e da una sempre più frivola indifferenza dovuta ai tempi aridi che già correvano nell’era pre-Covid per le ragioni che conosciamo bene. Questa volta il discrimine colpisce il cinema e i teatri, antidepressivi naturali, stimolatori di emozioni, attivatori di neuro-trasmettitori che mai come in questo momento ci sono necessari per andare avanti. Questo Dpcm è una scure dal taglio netto e senza speranza che con la sua fredda lama sembra echeggiare un unico messaggio: “La cultura non è più necessaria, possiamo farla morire economicamente e moralmente”.

Leggi anche: Nuovo Dpcm, da oggi cambiano le abitudini degli italiani. Ecco come

Avatar
Silvia Buffohttp://www.ildigitale.it
Silvia Buffo, 1985. Giornalista e imprenditrice, è founder dell'azienda Identità Digitali e direttore de Il Digitale. Ricercatrice in Letteratura italiana su tematiche di scrittura e web, amante della classicità, filologia e linguaggi. Si occupa di formazione, tenendo a Roma seminari sul Web Writing. Si autodefinisce un’idealista, scrive di innovazione e cultura. “La bellezza è promessa di felicità” è il suo motto, che ha delicatamente rubato a Stendhal.

Popolari

Coronavirus, tornerà a settembre con nuovo lockdown: sì o no?

Il rischio di un nuovo lockdown a settembre sembra farsi più concreto. Cosa ne pensano gli esperti? E come farsi trovare pronti?

Ti sei mai chiesto quali sono i 20 eserciti più potenti al mondo?

20) Spagna Indice della forza militare: 0,3388Popolazione totale: 49.331.076Personale...

Nuove regole Inps sulla quarantena: l’isolamento fiduciario a casa non è malattia

Diversamente da quanto stabilito nel decreto Cura Italia, l’isolamento domiciliare non sarà automaticamente equiparato alla malattia. Ecco cosa c’è da sapere.

Finanziamenti a fondo perduto 2020: tutti i bandi

La lista dei bandi a fondo perduto 2020 nazionali e regionali. Quali sono, chi può chiederli e come fare per ottenerli.

Ultimi

Benedetta Barzini, prima top model italiana: “L’anoressia malattia grave, ma utile”

È stata la prima italiana a comparire sulla copertina di Vogue America, nel 1963. Bellissima e fascinosa, all’età di 77 anni è protagonista del documentario di Beniamino Barrese, "La scomparsa di mia madre".

Natale con droni, posti di blocco ed esercito, il piano del Viminale per la sorveglianza

Il piano del Viminale interviene per la sicurezza dei cittadini. Affinché si...

Adolf Hitler africano: cosa faresti se alla nascita ti venisse assegnato questo nome?

Di recente è stato eletto in un consiglio regionale in Namibia un...

California: bimbo si suicida a 11 anni, in diretta durante una lezione on line

Un bimbo si suicida all'età di soli anni a Woodbridge, in California....

Autostrade, Castellucci indagato per crollo della galleria Berté in A26

Nel giorno in cui il Riesame dispone la scarcerazione dell'ex dirigente per la vicenda delle barriere fonoassorbenti, Castellucci viene indagato, insieme a una decina di persone, per la mancata manutenzione delle gallerie.