lunedì, Ottobre 18, 2021

Perché Alexey Navalny non deve morire

Alexey Navalny, sta rischiando di morire in carcere da un momento all'altro. La sua morte per cui ora sono tutti in apprensione potrebbe mettere per sempre fine a quell’utopia di giustizia che da anni il dissidente russo porta avanti.

Mary Tagliazucchi
Mary Tagliazucchi, giornalista e fotoreporter si occupa di inchieste, reportage in giro per il mondo, cronaca e attualità. Il suo vizio? Guardare oltre, sempre.

Alexey Navalny non deve morire, non può morire. In lui coesistono giustizia, coraggio e determinazione. Un eroe dei nostri giorni e non solo del popolo russo ma a livello internazionale. Mai come ora infatti c’è voglia di giustizia, di chiarezza e lui di fatto incarna tutto questo. È sicuramente una grande figura eroica del nostro tempo.

Il dissidente russo Alexey Navalny sta morendo. L’oppositore più tenace e contraddittorio del premier Vladimir Putin è in serio pericolo di vita. 

“Per favore, lasciare che un medico visiti mio padre”

È il disperato annuncio pubblicato sui social dalla figlia ventenne del Daria Navalnaya del leader del partito democratico del progresso “Russia del Futuro”. Un annuncio ripreso subito dalla stampa e i media di tutto il mondo.

Dal 31 marzo Navalny -detenuto da gennaio scorso in carcere- è  in sciopero della fame. Un protesta che sta aggravando ancora di più la sua già cagionevole condizione fisica.

Condizione fisica già minata da quando il 20 agosto scorso, l’oppositore russo, era stato avvelenato con gas nervino mentre era a bordo, insieme alla sua portavoce Kira Yarmysh, dell’areo S7 Airlines, diretti verso Mosca. A quanto pare, cure mediche adeguate, non sono all’ordine del giorno verso chi, a detta di tutti, è ormai diventato la vera ‘spina nel fianco’ di Putin.

Leggi anche: Chi è Alexey Navalny, la spina nel fianco di Putin

Il 21 aprile tutto il popolo russo potrà in piazza per salvargli la vita

E, ancora una volta, Leonid Volkov (responsabile della rete regionale del Fondo Anti-Corruzione e luogotenente di Navalny), si mobilita e, come riporta l’agenzia di stampa AGI, porta avanti la sua battaglia e schiera tutti i suoi collaboratori a invitare il popolo russo a scendere in piazza il prossimo 21 aprile. Una manifestazione a quanto pare necessaria per mobilitare l’opinione pubblica a richiedere a gran voce le cure necessarie per salvargli la vita.

C’è da sottolineare che la data, quella di mercoledì prossimo, non è una data scelta a caso. Mercoledì sera il presidente Vladimir Putin pronuncerà il suo discorso alla nazione. Una strategia, quella mossa dai collaboratori di Navalny, pensata appositamente per cercare di attirare ancora di più l’attenzione sul caso. Attenzione e c’è da giurarci anche l’indignazione del premier russo.

Di sicuro il prossimo 21 aprile nuovi scontri accenderanno nuovamente i riflettori sulla questione. Le ultime manifestazioni a suo favore infatti avevano portato a 4.500 arresti. Scontri tra le forze dell’ordine e gli attivisti che erano state definite dall’amministrazione americana Biden: brutali. 

Ma a livello internazionale il sentiment è già abbastanza forte a favore dell’oppositore russo, Navalny. A partire dal ministro degli Esteri francese, Jean Le Drian che davanti le telecamere di France3 ha dichiarato:

Spero che vengano adottate tutte le misure per garantire l’integrità fisica di Navalny ma anche la sua libertà. La sua situazione attualmente è preoccupante.

Ma tutta l’Unione Europea in questo momento sta seguendo da vicino la situazione, ipotizzando anche nuove sanzioni.

Alexey Navalny ha diritto alle cure ma gli sono state negate

Navalny infatti, detenuto nella colonia penale più dura del Paese, ha diritto alle cure ed esami da parte di un dottore a sua scelta ma nonostante questo gli sono state negate. Motivo per cui il dissidente russo ha iniziato lo sciopero della fame. Disagio neurologico importante, intorpidimento degli arti superiori e inferiori, tosse e febbre alta infatti stanno allarmando non solo i suoi familiari ma tutti coloro che temono per la sua morte.

Leggi anche: Navalny avvelenato dai servizi segreti russi: la confessione di un agente dell’FSB

Tra i firmatari per le cure a Alexey Navalny anche Saviano

Molti i firmatari che richiedono le immediate cure di Navalny, dagli scrittori Roberto Saviano ed Emmanuel Carrère, dalla giornalista Anne Applebaum, l’attore Ralph Fiennes e moltissimi altri ancora.

Perché Alexey Nalvany riesce a generare tutta questa attenzione in tutto il mondo?

Semplice è forse uno dei pochi uomini politici che prosegue a combattere per la sua causa, la causa di tutti. Non solo del popolo russo ma a livello internazionale. Mai come ora infatti c’è voglia di giustizia, di chiarezza e lui di fatto incarna tutto questo.

Un eroe se così si può definire dei nostri giorni. La sua morte per cui ora sono tutti in apprensione rischia di far finire quell’utopia di giustizia che da anni il dissidente russo porta avanti.

Leggi anche: Proteste in Russia e nel mondo per la liberazione di Alexey Navalny

Ricordiamo chi è Alexei Navalny 

Figlio di imprenditori (proprietari di una fabbrica di tessitura di cesti), cresciuto in Ucraina, Alexeysi laurea in giurisprudenza alla Peoples Friendship University of Russia, specializzandosi in mercati finanziari, perfezionando i suoi studi anche grazie a una borsa di studio a Yale. Nel 2013 si candida come sindaco di Mosca arrivando secondo.

Una condanna penale nel 2018 invece gli preclude la ‘corsa’ alle presidenziali russe. L’attivista era stato infatti escluso dalla Commissione elettorale centrale russa e dalla Corte suprema russa. Ma nel 2019 Alexey si prende la sua rivincita e, riesce a far eleggere, candidati alternativi a quelli di Russia Unita, alla Duma di Mosca.

Ma Navalny è anche colui che si batte coraggiosamente a favore e alla legalizzazione dei matrimoni omossessuali nel Paese. Ovviamente su questo tema, di tutt’altro avviso, il presidente russo Putin che, lo scorso 4 marzo 2020, aveva proposto il divieto dei matrimonio tra persone dello stesso sesso.

E, nonostante anche il presidente americano Joe Biden si sia pronunciato dichiarando che: La situazione dell’oppositore russo Alexey è totalmente ingiusta.”, c’è da credere che bisognerà aspettare il prossimo mercoledì aprile per far sì che davvero la situazione si sblocchi a favore di Navalny. I medici infatti temono un arresto cardiaco. 

Se questo dovesse avvenire, non sarà solo il popolo russo a perdere un politico, un’attivista, vero e giusto. A perdere saremo tutti, contro le ingiustizie, le strategie di potere e l’omertà.

Mary Tagliazucchi
Mary Tagliazucchi, giornalista e fotoreporter si occupa di inchieste, reportage in giro per il mondo, cronaca e attualità. Il suo vizio? Guardare oltre, sempre.

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