lunedì, Marzo 8, 2021

Chi è Alexey Navalny, la spina nel fianco di Putin

Leader del partito democratico del progresso ‘Russia del Futuro’ e presidente della Coalizione democratica, chi è il 44enne Alexey Navalny, quella spina nel fianco di Putin che ha resistito all'avvelenamento per gas nervino e guida l'opposizione reazionaria dal carcere.

Mary Tagliazucchi
Mary Tagliazucchi
Mary Tagliazucchi, giornalista e fotoreporter si occupa di inchieste, reportage in giro per il mondo, cronaca e attualità. Il suo vizio? Guardare oltre, sempre.

“Il nuovo indirizzo di lavoro per noi è quello riguardante la politica estera: faremo in modo che ogni leader straniero possa discutere con Vladimir Putin di nient’altro che della liberazione di Alexey Navalny“. Lo ha detto Leonid Volkov, responsabile della rete regionale del Fondo Anti-Corruzione e luogotenente di Navalny in un messaggio ai sostenitori e riportato dall’agenzia di stampa Ansa.

Alexey Navalny, l’uomo che Putin teme di più al mondo

A riprova che, Alexey Navalny, l’attivista e leader dell’opposizione al Cremlino, prosegue a essere la vera ‘spina nel fianco’ del premier russo Vladimir Putin. Non a caso Navalny è stato descritto dal Wall Street Journal come l’uomo che Putin teme di più. Neanche l’avvelenamento con un agente nervino avvenuto a fine agosto scorso (si ipotizza ma ancora da confermare dall’FSB), ha infatti fermato l’attivista anticorruzione dal tornare a Mosca.

Quell’avvelenamento con gas nervino che non fermò Navalny

La mattina del 20 agosto Navalny e la sua portavoce Kira Yarmysh erano a bordo dell’aereo S7 Airlines volando da Tomsk a Mosca. Proprio durante il volo l’attivista aveva cominciato a manifestare i primi sintomi di malessere per poi perdere completamente conoscenza.

Effettuando un atterraggio d’emergenza ad Omsk, Alexey fu portato d’urgenza al reparto di rianimazione tossica dell’ospedale della città. Come è ormai risaputo l’attivista ce l’ha fatta e, più battagliero che mai, ha fatto il suo ritorno da ‘redivivo’ a Mosca dove è stato arrestato. In passato (nel 2017 e 2019 Alexey era stato già vittima di ‘incidenti’).

Leggi anche: Navalny avvelenato dai servizi segreti russi: la confessione di un agente dell’FSB

L’arresto di Alexey Navalny, ma non solo anche del suo collaboratore Leonid Volkov

Ma nelle ultime ore un mandato d’arresto internazionale è scattato anche per un collaboratore di Navalny: Leonid Volkov. Da quello che riferisce l’agenzia Interfax (e riportato dall’agenzia di stampa Askanews), l’uomo che risiede al di fuori della Russia, è accusato di incitamento ai minori a partecipare a iniziative non autorizzate”.

Alexey Navalny, durante la sentenza della condanna sorrideva e faceva cuori con le mani alla moglie

L’ondata di proteste contro Putin pertanto non si placano, anzi. Le ultime sono avvenute lo scorso 28 gennaio in concomitanza con l’arresto di Navalny avvenuto nei giorni precedenti. L’attivista infatti era stato arresto al rientro dalla Germania dove era stato seguito e curato dopo l’avvelenamento. La sentenza della condanna – che ha ascoltato sorridendo da dietro il vetro mentre faceva un cuore con  le mani verso la moglie – è stata di 2 anni e 8 mesi.

Alexey Navalny, la sua pena è stata però ridotta

La pena è stata ridotta perché il giudice ha preso in considerazione anche l’anno di detenzione domiciliare scontato per il caso: Yves Rocher. I giudici infatti hanno commutato la sua pena da condizionale a detentiva per una condanna pendente dal 2014. Secondo loro il dissidente avrebbe violato i termini della sospensione di pena e pertanto dovrà rimanere in carcere.

Ma ‘conosciamo’ più da vicino Alexey Anatolievich Navalny, ormai conosciuto come fra i più noti oppositori del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

Alexey Navalny, la sua storia

Figlio di imprenditori (proprietari di una fabbrica di tessitura di cesti), cresciuto in Ucraina, Alexey si laurea in giurisprudenza alla Peoples Friendship University of Russia, specializzandosi in mercati finanziari, perfezionando i suoi studi anche grazie a una borsa di studio a Yale. Nel 2013 si candida come sindaco di Mosca arrivando secondo.

Una condanna penale nel 2018 invece gli preclude la ‘corsa’ alle presidenziali russe. L’attivista era stato infatti escluso dalla Commissione elettorale centrale russa e dalla Corte suprema russa. Ma nel 2019 Alexey si prende la sua rivincita e, riesce a far eleggere, candidati alternativi a quelli di Russia Unita, alla Duma di Mosca.

Alexey Navalny opposto a Putin anche perché favorevole ai matrimoni omosessuali

Attualmente leader del partito democratico del progresso ‘Russia del Futuro’ e presidente della Coalizione democratica, il 44enne Alexey, in passato si era anche detto favorevole alla possibilità di ricondurre Bielorussia e Ucraina sotto l’influenza russa. Inoltre, più volte, ha dichiarato che la Russia dovrebbe cercare un modus operandi con i Paesi Occidentali. Non a caso si è dichiarato coraggiosamente a favore e alla legalizzazione dei matrimoni omossessuali nel Paese. Ovviamente su questo tema, di tutt’altro avviso, il presidente russo Vladimir Putin che, lo scorso 4 marzo 2020, aveva proposto il divieto dei matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Leggi anche: Proteste in Russia e nel mondo per la liberazione di Alexey Navalny

Alexey Navalny resta in carcere ma la sua voce non si spegne

Ad oggi, come detto, Navalny resterà in carcere mentre i suoi sostenitori aumentano, insieme al numero di oppositori del leader russo Putin. La voce di Alexey infatti non si ‘spegne’ e come ha lui stesso dichiarato:

La mia detenzione è un modo per intimidire i russi. Vogliono imprigionare una persona per spaventarne milioni.

Mary Tagliazucchi
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Mary Tagliazucchi, giornalista e fotoreporter si occupa di inchieste, reportage in giro per il mondo, cronaca e attualità. Il suo vizio? Guardare oltre, sempre.

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