Pannelli solari ibridi: convengono rispetto al fotovoltaico?

Si attivano sia con la luce che con il calore, producendo energia e fornendo acqua calda sanitaria: ma si adattano a tutti? Ecco i pro e i contro.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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Sono tante le opzioni da prendere in considerazione quando si sceglie di installare un impianto a energia solare da installare sul proprio tetto, anche se l’importante è sempre fare una valutazione dei costi/benefici a seconda delle proprie esigenze.

Tra i sistemi a disposizione, i pannelli solari ibridi sono una formula poco conosciuta e diffusa, che però è preferibile in alcune situazioni specifiche.

Che cosa sono i pannelli solari ibridi?

I pannelli solari ibridi sono allo stesso tempo collettori termici e fotovoltaici, che quindi si attivano sia con la luce che con il calore.

La loro struttura è infatti composta da due macrostrati sovrapposti, di cui il primo, più esterno ed esposto alla luce, è addetto all’assorbimento della radiazione solare e il secondo a quello del calore.

Il loro funzionamento è relativamente semplice: i collettori termici ad alta efficienza contenuti nel pannello solare ibrido attivano le celle solari fotovoltaiche addette alla trasformazione della radiazione solare in energia elettrica.

I sensori termici, recuperando il calore emesso dal sole grazie a un fluido termovettore, lo iniettano in uno scambiatore, o in un collettore di aria calda.

Si ottiene quindi simultaneamente energia elettrica e calore da poter sfruttare per l’autoconsumo.

In base alla tipologia di sistema adottato, i pannelli solari ibridi possono essere divisi in due categorie:

  • ad aria, o aerovoltaici
  • ad acqua, per il riscaldamento dell’acqua sanitaria.

Pannelli solari ibridi aerovoltaici

Questo tipo di moduli combina le tecnologie dei pannelli solari fotovoltaici, che producono energia elettrica attraverso il fenomeno fotovoltaico, sul lato anteriore, e di quelli termici, sul lato posteriore.

Qui un dispositivo di ventilazione recupera e incanala l’aria calda ottenuta per distribuirla all’interno degli ambienti attraverso specifiche condutture o palloni termodinamici.

Il vantaggio del flusso d’aria che si genera non solo permette di scaldare gli ambienti, ma giova anche alla produzione di elettricità fotovoltaica, aumentandone le prestazioni.

Pannelli solari ibridi ad acqua

La soluzione ibrida ad acqua è simile a quella aerovoltaica, con la differenza che la circolazione dei fluidi è qui assicurata da un collettore ibrido in cui scorre un liquido vero e proprio, come nei pannelli solari termici.

Questo tipo di pannelli solari ibridi sono impiegati per lo più per la fornitura di acqua calda sanitaria, poiché il calore viene sfruttato per la generazione e il mantenimento di un collettore termodinamico.

Allo stesso tempo, il liquido contenuto nei pannelli aiuta a mantenere sotto controllo la loro temperatura, evitando che si surriscaldino.

Pro e contro dei pannelli solari ibridi

Aumentano la produzione di energia elettrica, fanno risparmiare sul riscaldamento, sull’acqua calda e sulla manutenzione dell’impianto: i pannelli solari ibridi potrebbero sembrare perfetti.

Tuttavia ci sono degli svantaggi da non sottovalutare: il costo iniziale è mediamente più alto di quello di un impianto fotovoltaico, circa il doppio se non il triplo, perdono in efficienza in inverno, quando la richiesta sia di energia che di acqua calda è maggiore, devono essere installati in abitazioni con un buon isolamento termico e infine soffrono le alte temperature, cosa che li rende inutilizzabili durante l’estate quando la superficie dei pannelli può andare ben oltre i 50°C.

E quindi quando convengono?

Un impianto fotovoltaico, alle nostre latitudini, è la soluzione migliore in assoluto, visto che possiamo godere di luce e sole quasi per tutto l’anno: gli inverni non particolarmente rigidi e le estati assolate garantiscono infatti un rendimento maggiore rispetto ai pannelli solari ibridi.

Ci sono, però, due eccezioni da vagliare, in cui questi ultimi si possono rivelare più vantaggiosi: nel caso si viva a un’altitudine in cui la temperatura è costante tutto l’anno oppure per abitazioni che non hanno l’allaccio alla rete elettrica o idrica.

Leggi anche: Riscaldamento ibrido: perché è la soluzione che fa risparmiare

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Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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