Riscaldamento ibrido: perché è la soluzione che fa risparmiare

Il sistema di riscaldamento ibrido rappresenta una valida alternativa per ottimizzare i risultati economici e ambientali, oltre alla possibilità di ottenere il Bonus 65% e il Superbonus 110%.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.
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Per il riscaldamento residenziale e l’acqua calda si può ricorrere a diverse soluzioni. Una di queste è il sistema di riscaldamento ibrido che consiste in quell’impianto risultante da due generatori diversi di energia: una caldaia a condensazione, alimentata a GPL o metano, e una pompa di calore.

La pompa di calore, che rappresenta in questo sistema la fonte principale per le esigenze di riscaldamento, potrebbe essere utilizzata, se predisposta, anche per il raffreddamento estivo.

Per il riscaldamento invernale, quando la temperatura esterna scende al di sotto di una data soglia di efficienza, si attiva la caldaia, altrimenti si utilizza la pompa di calore. Il sistema di riscaldamento ibrido ha a disposizione tre modalità di funzionamento diverse: solo caldaia, solo pompa o sistema ibrido, che utilizza in modo da gestire i consumi energetici a seconda del caso specifico.

Inoltre si potrebbe abbinare un impianto fotovoltaico in modo da ottimizzare ulteriormente i risparmi.

Riscaldamento ibrido: cosa sono le pompe di calore e come sono realizzate

riscaldamento ibrido_pompe di calore

Le pompe di calore vengono utilizzate nei sistemi di riscaldamento ibrido. Si tratta di generatori di calore entrati nel mercato tra gli Anni ’80 e ’90 e che nel tempo hanno rappresentato delle valide alternative alle caldaie. Le pompe di calore possono essere utilizzate per il riscaldamento e il raffreddamento dell’ambiente e per la produzione di acqua calda sanitaria.

A seconda del principio di funzionamento sono dette a compressione o ad assorbimento, se ci si serve dell’elettricità o del gas. Il principio di funzionamento è un fluido refrigerante che percorre un circuito chiuso. Il cambiamento di stato di tale fluido, da liquido a gas o viceversa, provocherebbe il trasferimento di calore.

La pompa trasporta il calore da un livello inferiore a uno superiore di temperatura. La fonte, detta sorgente fredda, da cui si estrae può essere: l’aria, l’acqua o la terra, considerando quest’ultima come pompa di calore geotermico.

Mentre il pozzo caldo da riscaldare può essere l’aria o l’acqua. A seconda delle varie combinazioni tra sorgente fredda e pozzo caldo si avrà:

– aria – aria

– aria – acqua

– acqua – aria

– acqua – acqua

– terreno – aria

– terreno – acqua

Nella pompa di calore a compressione la quota energetica può derivare sia dalla rete elettrica sia da fonti rinnovabili come i pannelli fotovoltaici, che rientrano a pieno negli interventi agevolati del superbonus 110%.

Riscaldamento ibrido: Bonus 65% e Superbonus 110%

Con impianti di riscaldamento ibrido si ha la possibilità di detrarre il 65% delle spese sostenute se costituiti da una caldaia a condensazione e da una pompa di calore. Con l’Ecobonus dell’Agenzia delle Entrate in dieci anni si potranno detrarre il 65% delle spese, tramite delle detrazioni dell’Irpef, inviando la comunicazione del bonifico effettuato al portale dell’Enea, ente titolare della gestione della detrazione fiscale.

A questa possibilità si aggiunge il bonus 110% per i costi di istallazione e fornitura. Essendo un sistema di riscaldamento ibrido una soluzione che porta grandi vantaggi economici e ambientali, può avere le giuste garanzie per ottenere il Superbonus 110%. I sistemi ibridi, sfruttando il calore gratuito presente nell’aria, riducono lo sfruttamento di fonti fossili e limitano le emissioni di CO2.

È fondamentale sottolineare come la detrazione del 110% è possibile solo se l’intervento complessivo porta a un miglioramento della classe energetica dell’edificio di almeno due classi, dimostrato con l’attestazione APE.

Se questo upgrade non fosse possibile si potrebbe optare per l’incentivo del Conto Termico o per l’ecobonus, con una detrazione del 65% per la pompa di calore e del 50% per l’eventuale impianto fotovoltaico. Il Conto Termico è pensato per favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili. Si tratta di un incentivo disponibile dal 2013 e introdotto con i D.M. 28/12/2012.

Leggi anche: Pompa di calore e fotovoltaico, verso il 100% di indipendenza energetica

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