martedì, Marzo 2, 2021

Paga per far spezzare le mani al figlio gay, oggi patteggia due anni di carcere

Il padre della vittima, mandante del pestaggio, oggi patteggia una pena di due anni, senza risarcimento del danno. Voleva vendicarsi del figlio perché omosessuale.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

Patteggia una pena di due anni senza risarcimento del danno, il padre che lo scorso 2017 aveva assoldato un uomo per far picchiare il figlio perché omosessuale. Meglio, fargli “spezzare le mani”.

Un compenso pattuito di 2.500 euro per far pedinare, insultare e minacciare suo figlio, un medico chirurgo torinese. Secondo quanto emerso dalle indagini, il padre della vittima, un 75enne, voleva punire il giovane medico, “spezzargli le mani” per distruggerlo professionalmente.

“Lei sarebbe contenta di aver un figlio omosessuale? – confessa il padre durante il processo – È così, pazienza, cerchiamo di vivere. Ma non mi chieda se sono contento, perché no. Non lo ero”.

Padre paga per far spezzare le mani al figlio perché omosessuale

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L’omofobia non si ferma e continuiamo a sentire atti di violenza nei confronti di persone omosessuali.

Tutto inizia nel 2016 quando il giovane medico torinese, una volta raggiunta l’indipendenza economica, decide di aprirsi uno studio, raccontare alla famiglia della propria omosessualità e presentare loro il compagno. Intervistato da un giornale torinese, il giovane medico racconta come sono andati inizialmente i fatti. Ricorda:

Era la prima volta che parlavo della mia omosessualità. Mia madre stava molto male e volevo renderla partecipe della mia vita prima di perderla.

Mio padre, all’inizio, l’aveva presa bene. Il mio compagno veniva a pranzo, a cena.

Le cose sarebbero cambiate presto, racconta il medico.

Dopo l’uscita di alcune foto che lo ritraevano in compagnia di un noto attore su un settimanale di gossip, il padre 75enne va su tutte le furie. L’omosessualità di suo figlio ora costituisce un problema. La situazione degenera al punto che la moglie dell’uomo, dopo 42 anni di matrimonio, decide di separarsi.

Così nel 2017 il padre assolda un uomo per vendicarsi del figlio. Vuole fargli “spezzare le mani” per danneggiarlo fisicamente e professionalmente. Fortuna vuole che l’uomo assoldato, un romeno, dopo un paio di settimane di pedinamenti capisce che il giovane medico è una brava persona e, secondo coscienza, non se la sente di fargli del male. E anzi, decide di raccontare tutta la verità.

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L’epilogo della vicenda

Confessata la colpa, il ragazzo e il giovane medico si mettono d’accordo. I due simulano una messa in scena fingendo che il pestaggio sia realmente avvenuto e scattano delle foto. Prove alla mano, il padre paga la ricompensa pattuita all’uomo.

La vicenda, però, non finisce qui. Il figlio nel maggio 2018 decide di andare fino in fondo e trova il coraggio di denunciare il padre. Lo scorso martedì 15 dicembre, davanti al giudice del Tribunale di Torino Ludovico Morello, la storia trova il suo epilogo.

L’imputato ha pattuito una pena di due anni per atti persecutori e lesioni aggravate, senza risarcimento del danno causato. Il commento del figlio:

Perdonarlo? Lasciamo perdere quello che è successo a me, ma non posso perdonare quello che ha fatto a mia madre e al mio compagno.

Un genitore può non comprendere la vita di un figlio, può non condividerne le scelte, ma una tale violenza non ha giustificazione.

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La risposta del padre: “Mio figlio? Omosessuale e magalomane”

Il padre, mandante del pestaggio, sostiene la sua visione delle cose e in aula prova ancora a difendersi. Prima di tutto ammette di non essere contento dell’omosessualità del figlio. “Chi lo sarebbe” dice in aula. E continua:

Quando me l’ha detto, ho allargato le braccia. Gli ho risposto: è così pazienza. Cerchiamo di metterci d’accordo, cerchiamo di vivere.

Ma non mi chieda se fossi contento, perché no. Non lo ero.

Ciò nonostante, il padre smentisce le accuse fatte. Dice di non aver avuto mai nessun intenzione di far del male al figlio ma di averlo solo voluto intimidire. Il patteggiamento è avvenuto su consiglio dell’avvocato. Ha raccontato il padre ai giornali:

Non diciamo cavolate. Ho mandato una persona che poi è sparita? Io questo tipo non so chi sia.

Non volevo patteggiare. È stato il mio avvocato a consigliarmi così. Mi ha spiegato che anche mia figlia sarebbe venuta a testimoniare in aula contro di me.

I rapporti con mio figlio sono pessimi e sono sempre stati pessimi. È un megalomane, si crede chissà chi perché fa il dottore.

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Le reazioni di Giorgia Meloni e il sindaco di Torino, Chiara Appendino

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Chiara Appendino, Sindaco di Torino per il Movimento 5 Stelle.

Anche Giorgia Meloni, La leader del partito Fratelli d’Italia, sui social ha voluto mostrare solidarietà nel confronti del giovane medico torinese:

Che schifo. Avrebbe scoperto l’omosessualità del figlio e reclutato un delinquente per spezzargli le mani e impedirgli di diventare chirurgo.

Un abbraccio e solidarietà al ragazzo, con l’augurio di realizzare il suo progetto di vita.

Sarà la migliore risposta ad un padre indegno.

Più radicale la posizione del sindaco di Torino, Chiara Appendino, che condanna il gesto del padre e parla di misure concrete al fine di tutelare le vittime d’odio, contrastare l’omotransfobia e la violenza di genere. Ha scritto su Facebook:

Serve al più presto una legge che aiuti un cambiamento culturale profondo. Serve che questo cambiamento culturale passi dalle Istituzioni, dalla scuola, dalle famiglie.

Il padre è stato condannato a due anni ma oggi potremmo essere qui a piangere l’ennesima vittima di omo-lesbo-bi-trans-fobia che, come dimostrano le cronache quotidiane, è assolutamente presente nel nostro Paese.

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Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

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