sabato, Dicembre 5, 2020

Maria Paola Gaglione, speronata in scooter dal fratello perché ha una relazione Lgbt, cade e muore

La morte di Maria Paola Gaglione nel napoletano sconvolge società e politica e chiede con forza che si torni sulla legge contro l'omofobia e l'omotransfobia.

Catiuscia Ceccarelli
Catiuscia Ceccarelli
Catiuscia Ceccarelli, giornalista e imprenditrice, si occupa di personaggi, interviste, attualità e lifestyle. Segni particolari? Mamma di Matilde

Dramma nel Napoletano: Maria Paola Gaglione, 18 anni, è stata speronata in scooter dal fratello perché aveva una relazione con un transgender. Caduta dallo scooter, Maria Paola è morta sul colpo. Il fidanzato Ciro è rimasto ferito e il fratello della ragazza ora si trova nel carcere di Poggioreale.

Maria Paola Gaglione, dramma nel Napoletano

La notizia della morte per amore della giovane Maria Paola Gaglione fa il giro del web e sconvolge. Arriva pochi giorni dopo la morte assurda di un altro giovanissimo, Willy Monyteiro, ucciso a Colleferro durante una aggressione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Michele Antonio Gaglione, il fratello trentenne di Maria Paola, non accettava così come la sua famiglia, la relazione di sua sorella con un uomo transgender, Ciro (all’anagrafe Cira Migliore) così li avrebbe inseguiti in moto mentre a bordo del loro scooter si dirigevano ad Acerra, nel Napoletano. Il Gaglione li avrebbe speronati e presi a calci mentre erano marcia, fino a farli cadere. La ragazza è morta sul colpo dopo la caduta, mentre Ciro è rimasto ferito. Michele Antonio Gaglione, una volta interrogato, potrebbe essere indagato peomicidio preterintenzionale e violenza privata aggravata dall’omofobia.

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Maria Paola Gaglione, le reazioni

Le reazioni delle persone coinvolte in questo dramma del Napoletano sono le più diverse, a partire dalla famiglia della giovane ragazza di Caivano che non accettava la sua relazione con un transgender. In famiglia cercano di difendere il ragazzo parlando di un incidente, ma secondo quanto riportato dall’Ansa, ecco cosa avrebbe dichiarato Gaglione ai Carabinieri:

Volevo darle una lezione, non ucciderla. Ma era stata infettata.

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Maria Paola Gaglione e l’amore per Ciro

Maria Paola Gaglione e Ciro, colpevoli di un amore transgender. Il dramma di Caivano nel Napoletano.

I due giovani ragazzi si amavano, si sarebbero conosciuti e innamorati a Caivano, nel Napoletano, quando lui era ancora Cira. Un amore nato nel Parco Verde, una specie di ghetto, tristemente noto per la morte della piccola Fortuna Loffredo. Il loro amore transgender non era mai stato accettato dalla famiglia della ragazza, al contrario della mamma di Ciro che su Facebook ha dichiarato che “i figli si accettano così come vengono”. Sono zone semplici dove un amore così complicato, seppur nella sua semplicità, può non essere capito perché non conosciuto. Colpiscono sui Instagram, le parole di Ciro, il fidanzato di Maria Paola:

Amore mio…, oggi sono esattamente 3 anni di noi, 3 anni. A prenderci e lasciarsi in continuazione… avevo la mia vita come tu avevi la tua.. ma non abbiamo mai smesso di amarci..dopo 3 anni ti stavo vivendo ma la vita mi ha tolto l’amore mio più grande la mia piccola. Non posso accettarlo, perché Dio non ha chiamato me? Perché  proprio a te amore mio.. non riesco più a immaginare la mia vita senza te.. non ci riesco.

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Morte Maria Paola Gaglione, la cultura che non c’è

La mancanza di cultura, di istruzione e una vita nel degrado sociale uccide. Nel caso di Maria Paola Gaglione, uccide per mano di un fratello, distruggendo una giovane vita e una famiglia intera. Si parla di accettazione culturale, di conoscenza, ma per alcune famiglie, dove manca istruzione, capacità di confronto e cultura dell’esistenza, un amore transgender può risultare qualcosa di lontano e di più grande di loro. A fare una fotografia di come di vive in quelle zone dell’hinterland napoletano è il parroco del Parco Verde di Caivano don Maurizio Patriciello:

È una famiglia distrutta e che non si dà pace per una figlia appena maggiorenne. Ma stiamo attenti a dipingerla come una storia di omofobia. Forse non sanno nemmeno cos’è. Quel che è vero è che non erano preparati e non vedevano di buon occhio la relazione con Ciro ma so che si stavano abituando all’idea. Tuttavia, erano preoccupati perché Maria Paola era andata via di casa a soli 18 anni e temevano per un futuro senza lavoro e più che mai incerto.

Leggi anche: Legge Omotransfobia, la Campania approva il testo a tutela della comunità LGBT

Morte di Maria Paola Gaglione, le reazioni politiche sulla legge contro l’omofobia

Non poteva essere altrimenti, la morte assurda di Maria Paola Gaglione causata dal fratello che non accettava la sua relazione transgender, ha scatenato reazioni politiche unanimi da più fronti. Secondo, portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo:

Quanto accaduto, dimostra quanto siano duri i contesti che da tempo denunciamo con il nostro numero verde Gay Help Line 800 713 713. Per questo serve una legge seria contro l’omotransfobia, che prevenga situazioni di questo tipo e che senza dubbi condanni le dichiarazioni che vedono l’omosessualità come una malattia o qualcosa di inferiore.

Dal Pd, Nicola Zingaretti su Facebook:

A Caivano, in provincia di Napoli, Maria Paola è stata uccisa da suo fratello perché aveva una relazione con un ragazzo trans. Dolore, rabbia, indignazione. Altra drammatica conferma dell’urgenza di approvare la legge del Partito Democratico contro l’omofobia e la transfobia.

Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia chiede pena esemplare:

C’è una violenza atroce che dilaga tra i giovani e che continua a sfociare in simili episodi. Un inaccettabile degrado che abbiamo il dovere di arginare al più presto. Lo Stato deve tornare a farsi sentire e dare il messaggio chiaro che la violenza non è tollerata e chiunque la pratichi ne dovrà rispondere davanti alla legge. Ora pena esemplare per questo schifoso assassino.

Catiuscia Ceccarelli
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Catiuscia Ceccarelli, giornalista e imprenditrice, si occupa di personaggi, interviste, attualità e lifestyle. Segni particolari? Mamma di Matilde

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