Raggiunto l’Overshoot Day, ma il fotovoltaico continua a sorprendere

Martedì 2 agosto l'umanità ha finito le scorte di risorse naturali per l'intero 2023, ma se da un lato la corsa alla riduzione delle emissioni è sempre più necessaria, dall'altro arrivano segnali positivi dal fronte delle rinnovabili.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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Anche quest’anno abbiamo raggiunto l’Overshoot Day: il 2 agosto abbiamo esaurito le risorse che la Terra è in grado di generare e mettere a disposizione dei suoi abitanti in un anno.

Il dato positivo è che l’Earth Overshoot Day nel 2023 è stato posticipato di 5 giorni rispetto all’anno precedente, quello negativo è che per raggiungere l’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni di gas serra del 43% entro il 2030 questa data dovrebbe essere posticipata di almeno 19 giorni all’anno per i prossimi sette anni.

Cos’è l’Earth Overshoot Day e come si calcola

L’Overshoot Day è un concetto che indica il giorno dell’anno in cui l’umanità esaurisce le risorse biologiche e naturali prodotte dal nostro pianeta, non potendole rigenerare nell’arco di quel determinato anno.

In pratica, una volta sorpassato l’Overshoot Day, è come se attingessimo alle riserve future di cui dispone la Terra per poter sostenere la nostra condotta attuale, erodendo di fatto un patrimonio prezioso per noi e per le generazioni che verranno.

A calcolare e aggiornare il conteggio dell’Overshoot Day è la società Global footprint network, attiva dal 2003, che tiene traccia dell’andamento delle spoliazioni delle risorse naturali operate dall’uomo, ricostruendo l’andamento delle date di overshoot dal 1961 a oggi.

Leggi anche: Impronta ecologica, come alleggerire l’impatto della nostra vita sulla natura

Un andamento preoccupante

Past Earth Overshoot Days - #MoveTheDate of Earth Overshoot Day

Secondo il Global Footprint Network fino agli anni Sessanta del Novecento il genere umano è riuscito a sviluppare tecnologie, architetture e stili di vita che rientravano ampiamente nel “pacchetto risorse” offerto generosamente dalla Terra ogni anno: parliamo di acqua, aria, minerali, legna, animali, vegetali, gas e così via, indispensabili per la sopravvivenza delle specie ma anche in grado di sostentare le attività antropiche. È come se al 31 dicembre il bilancio di domanda e offerta di beni naturali fosse in pari.

A partire dagli anni Settanta, invece, si assiste a una lenta ma inesorabile retrocessione della data di pareggio, così che sempre più giorni, settimane e mesi sono rimasti scoperti, andando a intaccare il budget dell’anno successivo.

Nel 2019 l’Overshoot Day è caduto il 26 luglio, nel 2020 grazie alla pandemia e alla riduzione delle attività umane il 22 agosto, per risalire nel 2021 al 29 luglio e al 28 luglio nel 2022.

Quest’anno abbiamo guadagnato 5 giorni, ma ancora è come se ci servissero 1,7 pianeti a disposizione all’anno mantenendo i ritmi attuali di sfruttamento della Terra.

L’Italia è ancora indietro

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L’Overshoot Day è un calcolo mondiale, una media che appiattisce dinamiche locali ancora più preoccupanti: in Italia nel 2023 il giorno di superamento terrestre è stato lo scorso 15 maggio, ossia abbiamo raggiunto la quota di risorse procapite annuali in meno di metà anno.

Se tutto il mondo dovesse avere una simile impronta ecologica, non basterebbero due Terre e mezzo per soddisfare tutte le necessità richieste.

Secondo il CEO di Global Footprint Network, Steven Tebbe, le ondate di calore, gli incendi boschivi, la siccità e le inondazioni sono direttamente correlati al perdurare del debito che alimentiamo ogni anno con il pianeta.

Le conseguenze del persistere di tale situazione rischiano di compromettere la produzione alimentare, motivo per cui ogni città, governo e paese deve contribuire a ridurre l’impronta carbonica del suo operato.

Una speranza dal settore delle rinnovabili

In questo quadro preoccupante uno spiraglio di miglioramento tuttavia c’è ed è portato dal comparto delle energie rinnovabili, sempre più apprezzate e ricercate.

Il recente report di Wood Mackenzie ha rilevato che continua l’ascesa mondiale dell’energia solare, con un boom di installazioni di impianti fotovoltaici incrementerà quello del 2022 del 33%.

Entro la fine dell’anno, dunque, ci si aspettano ben 270 nuovi GW di pannelli solari, anche se l’impennata di installazioni è destinata ad ammorbidirsi nei prossimi anni.

Leggi anche: L’energia solare batte tutti i record

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Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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