domenica, Gennaio 16, 2022

Mozambico, orrore terrorista: bambini decapitati e decine di morti tra i civili a Cabo Delgado

Una recente inchiesta condotta da Save The Children in Mozambico rivela dettagli agghiaccianti sulla decapitazione di adulti e bambini a Cabo Delgado, in Mozambico in diversi attacchi jihadisti.

Luca Tartaglia
Classe 88. Yamatologo laureato in Lingue Orientali, specializzato in Editoria e Scrittura, con un Master conseguito in Diritto e Cooperazione Internazionale. Ama dedicarsi a Musica e Cultura, viaggiare, “nerdeggiare” e tutto ciò che riguarda J. J. R. Tolkien

Racconti da far accapponare la pelle quelli riferiti dagli operatori di Save the Children in Mozambico, a Cabo Delgado, una regione settentrionale del Paese.

Attacchi, omicidi, decapitazioni di bambini. Inenarrabili tragedie. Tutto ad opera di terroristi islamici, eredi del morente Daesh, sotto il nome di Shaabab, ma ancora presente in Africa.

Attacchi che vanno avanti da anni oramai. Emergono notizie di civili decapitati dai militanti islamici fin dallo scorso novembre, quando si parlava di oltre 50 persone decapitate sempre a Cabo Delgado. Ad aprile dell’anno scorso decine di civili furono uccisi in un attacco contro un villaggio nella medesima regione.

In aggiunta, diversi gruppi per diritti umani hanno puntato il dito anche verso le forze di sicurezza interna per abusi, torture e omicidi nel corso di operazioni contro i jihadisti.

Mozambico, attacchi verso bambini e civili inermi

Mozambico Mappa

Il racconto di Save the Children continua descrivendo queste atrocità, e di come vadano avanti da mesi, in particolare in questa regione settentrionale del Mozambico.

Lo scorso novembre, infatti più di cinquanta persone sono state decapitate e smembrate in alcuni attacchi sferrati da miliziani legati all’Isis nel nord nella provincia di Cabo Delgado, nei distretti di Miudumbe e Macomia.

Si tratta dell’ennesima strage ad opera di jihadisti islamici, in questo caso terroristi di Al-Ansar al-Sunna, o anche Shabaab, un’organizzazione terroristica presente nell’africa orientale, in una regione ricca di minerali e gas naturali allo Stato.

Dai vari villaggi, distrutti, sono state portate via numerose donne, quasi sicuramente per destinarle al florido mercato della schiavitù sessuale.

Diverse decine di uomini uccisi barbaramente in quello che continua ad essere un incubo costante per alcune regioni dell’Africa e del Medio Oriente.

Nonostante la polizia del luogo cerchi di rassicurare i media, la situazione negli ultimi mesi sembra peggiorata drasticamente.

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Mozambico, ennesima violenza insensata in una regione ricca di minerali

Vengono presentati dei dati, certi per la Ong attiva nel Mozambico settentrionale, secondo cui a causa delle azioni terroristiche e anche per le risposte delle forze di sicurezza mozambicane, nel conflitto sarebbero morte almeno 2.600 persone circa, tra cui 1.312 civili, relativi al periodo ottobre 2017-febbraio 2021. Sottolineando anch’essa come la situazione sia in peggioramento, viste anche le tantissime vittime di giovane età.

Anzi, si parla di vere e proprie cittadine assediate, dove è impossibile mandare aiuti e assistenza, una quantità di sfollati senza precedenti nel paese, il tutto poco dopo i gravi eventi climatici che hanno colpito la zona (il ciclone Kenneth del 2019 e le alluvioni di inizio 2020).

Appelli del Papa, delle ONG e organizzazioni civili che agiscono sul territorio mozambicano, che descrivono la situazione oggi disperata, dove si necessita di un aiuto forte e deciso per sradicare future tragedie come quella dei bambini uccisi di pochi giorni addietro.

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Luca Tartaglia
Classe 88. Yamatologo laureato in Lingue Orientali, specializzato in Editoria e Scrittura, con un Master conseguito in Diritto e Cooperazione Internazionale. Ama dedicarsi a Musica e Cultura, viaggiare, “nerdeggiare” e tutto ciò che riguarda J. J. R. Tolkien

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