Daniele Iudicone: “Modifiche al Superbonus, ora serve stabilità e chiarezza”

Il Superbonus si avvia al suo tramonto, ma la transizione energetica non si può arrestare. Daniele Iudicone delinea il quadro della situazione attuale.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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Con il giro di vite dato dal Governo Meloni e le modifiche al Superbonus finisce l’era della cessione del credito dei bonus fiscali e delle agevolazioni edilizie. In tanti sono rimasti a bocca asciutta, ma la transizione energetica non può fermarsi.

Abbiamo intervistato Daniele Iudicone, cofondatore di IMC Holding e di Fotovoltaico Semplice, impresa leader in Italia per l’installazione di impianti a energia solare domestici, che ci ha restituito il quadro dettagliato della situazione.

Che tipo di modifiche prevede il Superbonus?

Probabilmente in questo momento siamo all’epilogo dell’incentivo statale per come l’abbiamo conosciuto. Con le modifiche al Superbonus apportate dal Governo non esiste più questo tipo di agevolazione perché è venuta meno la base su cui era fondata, ossia il concetto della cessione del credito.

Il Superbonus resta oggi uno strumento molto complesso da utilizzare, incentrato su una regola strutturale difficile da manovrare, quella del quoziente familiare, che se da una parte dà accesso al bonus a chi ha un reddito medio-basso, permettendo poi di sfruttare un grande quantitativo IRPEF nel giro di pochi anni (circa quattro), dall’altro si rivolge a un target che difficilmente accumula somme così elevate di tasse sul reddito da poter scaricare nel periodo di riferimento.

Leggi anche: Superbonus 90%: a cosa serve il quoziente familiare e come si calcola

Cosa succederà a chi ha già avviato i lavori?

Per chi ha già avviato i lavori non c’è nessun problema, perché chi ha la CILAS asseverata al 30 settembre 2022 ha diritto al Superbonus 110 senza condizioni, o tutt’al più al Superbonus 90% se la CILAS è stata fatta nei tempi previsti, sebbene siano pochissimi quelli sono poi riusciti a usufruire della seconda opzione, trovandosi la maggior parte delle richieste in coda a quella più vantaggiosa.

Quindi, ricapitolando, chi ha già avviato i lavori può ritenersi in una botte di ferro, anche se dovrà sciogliere poi il nodo della cessione del credito verso gli intermediari, le banche e le assicurazioni, che sono ancora in attesa di riaprire le porte per esaurire le richieste di questo tipo rimaste pendenti.

E quelli che devono ancora avviarli?

Per chi invece deve ancora avviare i lavori, sarà di fatto impossibile accedere sia alla cessione del credito sia allo sconto in fattura, dovendo quindi procedere obbligatoriamente alla detrazione IRPEF.

La cessione del credito da cosa può essere sostituita?

Qualsiasi altro tipo di incentivo statale potrebbe sostituire l’ormai in declino cessione del credito. Una volta c’erano i cosiddetti Punti energia, che però si rivelarono essere molto costosi per l’erario, ma dando uno sguardo all’Europa e alle strategie che mettono in campo gli altri stati, in Spagna ad esempio dà la possibilità di una quota di incentivo pari al 40% del valore-fattura.

Dopo le modifiche al Superbonus, lo stato potrebbe attivare degli strumenti per dare dei piccoli aiuti a chi avvia o dà vita a un impianto di generazione di energia elettrica green, dal momento che sta diventando sempre di più un asset di interesse nazionale.

Leggi anche: Daniele Iudicone: “La mia ricetta vincente per espandere il fotovoltaico in Italia”

Cosa c’è di vero e cosa no nelle decisioni del Governo Meloni che hanno portato a dire addio al Superbonus?

In merito alle decisioni del Governo, noi come azienda e a livello di impresa non possiamo capire tutto quello che c’è dietro.

Sicuramente quello che c’è di vero è che i vari bonus edilizi, proposti negli ultimi anni a causa della pandemia, sono stati creati con un criterio che potremmo definire un po’ troppo largo, soprattutto per quello che concerne le prime emanazioni. E questo ci ha portato alla situazione attuale, ossia alle modifiche al Superbonus, sostanziali in forma e misure.

La cosa più importante che noi ci auspichiamo è che venga al più presto trovata una stabilità di regole e una chiarezza di vedute da parte di qualsiasi Governo. Da qui in avanti, in un settore così importante come quello della transizione energetica.

Leggi anche: Daniele Iudicone: il fotovoltaico come chiave di svolta della transizione ecologica

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