giovedì, 1 Dicembre 2022

Mobilità sostenibile: 12 interventi per decongestionare le città

Ciclabili, programmi per sensibilizzazione e meno parcheggi: così si vive meglio con la mobilità sostenibile.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

Dovendo ridurre i consumi mantenendo gli standard di benessere attuali diventa irrinunciabile pianificare una mobilità sostenibile che tenga conto dei fattori ambientali e delle necessità dei cittadini a spostarsi in modo veloce ed efficiente.

Una ricerca dello svedese Lund University Centre for Sustainability Studies (LUCSUS), basata su una lunga serie di quasi 800 studi dal 2010 a oggi, ha individuato 12 punti fondamentali per migliorare la vivibilità dei centri abitati, messi in pratica in diversi scenari europei.

Gli obiettivi della mobilità sostenibile

L’intento di delineare le migliori pratiche da adottare nelle città in ambito della mobilità sostenibile si inserisce nella rosa di politiche volte a ridurre il traffico e la quantità di macchine circolanti, nell’ottica di rispettare gli obiettivi climatici sottoscritti dall’Agenda 2030.

Disincentivare l’utilizzo dell’auto personale e al contempo favorire la diffusione del car sharing e delle vie ciclabili è anche un modo per attivare politiche di energia circolare, incoraggiando nuove categorie di servizi e di mezzi.

Una rapida transizione e l’adozione di veicoli ecologici, non alimentati a idrocarburi fossili, è necessaria per evitare il peggioramento delle condizioni climatiche attuali, considerando che i soli gas di scarico di auto e furgoni costituiscono quasi un quinto delle emissioni europee di anidride carbonica.

Le tre strategie più efficaci

In vetta alla classifica dei 12 punti individuati dalla ricerca ci sono tre misure già in parte adottate anche nelle città italiane: pedaggi urbani, aree ztl, pedonalizzazione di tratti viari e parcheggi.

  • La congestion charge sullo stile di Londra, o zone a pagamento per il transito – come avviene per esempio a Milano – è una sorta di pedaggio per poter accedere in alcune aree cittadine con i veicoli. Lo scopo di questa tassazione extra è quello di scoraggiare l’utilizzo dei mezzi di trasporto privati, incentivando invece la mobilità cittadina di metro, bus e tram.
  • Aree ztl: a differenza delle precedenti, le zone a traffico limitato impediscono l’accesso ai veicoli non autorizzati, pena l’ammenda di una sanzione a chi viola l’entrata. Ormai presenti in tantissime città italiane, insieme alla congestion charge potrebbero ridurre il traffico di oltre un terzo quello attuale.
  • Pedonalizzazione e rimozione parcheggi: anche se può sembrare fortemente impopolare, la riduzione del numero di parcheggi e l’ampliamento delle zone pedonabili sono delle armi efficacissime per evitare il congestionamento da traffico cittadino. Questa misura deve prevedere dei parcheggi di interscambio, al di fuori del centro abitato, da cui sia facile con un mezzo sostenibile raggiungere il cuore della città.

Le altre soluzioni antitraffico

Le altre 9 strategie sono rivolte ai servizi di mobilità sostenibile locale e a chi ne fa uso. Ecco quindi la classifica e i benefici delle misure adottabili:

  • Mobilità sostenibile per i cittadini: si possono prevedere trasporti pubblici gratuiti per gli impiegati o delle navette che portino dai parcheggi di interscambio al centro città,
  • Servizi di mobilità per le università: incentivando i ragazzi a usare il trasporto pubblico, si potrebbero prevedere una serie di sconti e agevolazioni legate all’abbonamento mensile.
  • Car Sharing: allo stesso modo, per ridurre la quantità di veicoli circolanti, dovrebbe essere incentivato il car sharing, aumentando i parcheggi ad esso dedicati e le colonnine di ricarica per le auto elettriche.
  • Ciclabili: largo spazio dovrebbe essere lasciato sul territorio cittadino a chi si muove in bicicletta, implementando nuove strutture che consentano l’utilizzo del mezzo più pulito che ci sia anche quando piove.
  • Politiche aziendali di car e bike sharing: sostenere i propri dipendenti nella transizione ecologica, dando la possibilità di usufruire di mezzi sostenibili, dovrebbe essere incentivato da politiche che premino le aziende più virtuose.
  • Promozione a scuola di attività all’aperto: anche l’istruzione gioca un ruolo determinante nella mobilità sostenibile. Ecco perché la scuola dovrebbe educare i bambini e i ragazzi a prediligere uno stile di vita sano, che contempli un uso delle automobili ridottissimo.
  • Sensibilizzazione all’interno delle università alle tematiche in questione e promozione di stili di trasporto sostenibili e condivisi.
  • Planning individuale: se a livello istituzionale l’attenzione alla sostenibilità è di primaria importanza, anche i singoli cittadini dovrebbero maturare una coscienza ecologica, valutando la reale necessità di prendere la macchina ogni qualvolta si presenti l’occasione.
  • Gamification: tutto il nostro quotidiano si svolge oggi sul cellulare, quindi perché non sfruttarlo per fare qualcosa di buono? Una misura facile e divertente per ridurre i consumi e il traffico è quella delle app che stimolano ad adottare stili di vita ecologici, con riconoscimenti e premi in base ai goal monitorati e ottenuti giorno dopo giorno.

Leggi anche: L’automobile green verso il futuro della mobilità

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

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