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Alex Bellini: “Io in guerra contro la plastica”

La sua missione? Navigare sui 10 fiumi più inquinati del pianeta e sensibilizzare il mondo al problema della plastica.

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Navigare su una zattera costruita con materiali riciclati seguendo il percorso che fa una qualsiasi bottiglia di plastica, dai fiumi più inquinati dritti fino al mare aperto, con l’obiettivo di invitare alla riflessione e al rispetto per il nostro Pianeta. È questa la nuova sfida di Alex Bellini, avventuriero valtellinese, speaker e mental coach con la passione per l’esplorazione. Molti lo conoscono per la sua tenacia e per le numerose missioni estreme con le quali si è cimentato: l’attraversamento a remi dell’Atlantico, da Genova al Brasile; tre anni dopo è stato il turno dell’Oceano Pacifico con partenza da Lima in Perù ed arrivo in Australia; come dimenticare poi le innumerevoli maratone fra cui 2000 chilometri a piedi trascinando una slitta attraverso i ghiacciai in Alaska, più di 5000 da Los Angeles a New York; o ancora il percorso di 13 giorni con sci e slitta nel più grande ghiacciaio d’Europa. Nonostante sia fermamente convinto che il viaggio sia una sorta di self-exploration, cioè un’esplorazione introspettiva, Bellini non è ancora sazio di avventure ed è pronto ad un nuovo passo per conoscere il mondo ed aiutare a proteggerlo.

Raccontare il nostro Mondo di plastica

A fine febbraio Bellini è partito dando vita al suo nuovo progetto “10 Rivers 1 Ocean”, una spedizione carica di passione e amore per la natura lungo i 10 fiumi della Terra dove la crisi ambientale è più evidente che mai. La prima tappa di questo percorso sarà il fiume Gange in India, seguito da Yangtze, Hai He, Fiume Giallo, Pearl, Mekong, Indus, Amur, Nilo e Niger. Di questi fiumi, ben cinque sono cinesi e lo Yangtze, il peggiore di tutti, trasporta fino a 1,5 milioni di tonnellate di plastica in mare ogni anno. Come un moderno Robinson Crusoe, Bellini affronterà questi dieci fiumi con la sua zattera verso la meta finale, il Great Pacific Garbage Patch – un non continente fatto di plastica di un milione e mezzo di chilometri quadrati, circa tre volte la dimensione della Francia che si trova tra San Francisco e le Hawaii.

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Perché 10 fiumi e 1 Oceano?

Non tutti sanno che l’80% di questo inquinamento proviene dai fiumi, in particolare da dieci fiumi che raccolgono le scorie inquinanti delle grandi città e riversano nei mari di tutto il mondo tonnellate e tonnellate di plastica. Ecco spiegato l’origine del progetto, inoltre ci si riferisce ad un unico oceano poiché la vecchia distinzione di Atlantico, Pacifico, Indiano sembra ormai superata. Siamo immersi in un unico grande oceano, infatti, ciò che oggi inquina il Mar della Cina in poco tempo potremmo trovarlo nel Mediterraneo per effetto della circolazione termoalina oceanica che crea spostamenti delle masse d’acqua. L’avventura durerà circa tre anni e mezzo, un lungo viaggio che metterà nuovamente a dura prova l’esploratore, sia fisicamente sia psicologicamente. Così come il problema della plastica non si può risolvere in un giorno, allo stesso modo non è possibile generare un progetto che abbia un forte impatto in poco tempo.

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Qual è la soluzione?

Per Bellini siamo tutti responsabili del dramma della plastica. Il suo viaggio attraverso i fiumi del mondo servirà ad osservare da lontano il nostro unico grande oceano per cercare una soluzione. Inoltre, un’intervista per Vanity Fair, afferma:

“L’unica soluzione è non produrre plastica. In Italia solo il 40 per cento del materiale riciclabile viene effettivamente riciclato, il restante 60 va nelle discariche e nell’inceneritore”.

Questo dimostra come l’intero progetto abbia come unico obiettivo quello di farci cambiare prospettiva, di farci aprire gli occhi e diventare consumatori più consapevoli. Bisognerebbe mettere da parte la superficialità e chiedersi chi paga il costo delle nostre scelte? Qual è l’impatto di una singola bottiglia di plastica? Un problema che potrebbe non colpirci nell’immediato, ma che sicuramente cambierà per sempre l’ecosistema e le vite dei nostri figli in un futuro prossimo. Il segreto per la rinascita è farsi delle domande, mettersi alla prova, superare dei piccoli ostacoli materiali, abbandonare delle abitudini molto elementari per invertire la rotta e salvare il Pianeta che ci ospita. Una piccola rivoluzione pacifica, ma fondamentale per un domani migliore.

di Federica Tuseo

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