Allarme siccità: 5 soluzioni per evitare il razionamento

Approvato il decreto siccità 2023, ma sono tante le possibilità per scongiurare la scarsità idrica.

Alfredo Polito
Alfredo Polito
Si occupa di copywriting, project management e comunicazione per imprese e istituzioni. Per anni ha scritto su la Repubblica ed è autore del libro "La guerra del vino". Tramite Gramsci ha fatto suo il motto di Romain Rolland: pratica il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà.
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Per il secondo anno di seguito l’Italia va incontro al rischio di siccità durante l’estate: il Consiglio dei ministri ha varato il decreto legge proposto dal presidente Giorgia Meloni insieme ai ministri Roberto Calderoli, Raffaele Fitto, Francesco Lollobrigida, Nello Musumeci, Gilberto Pichetto Fratin, Matteo Salvini, con disposizioni urgenti per contrastare la scarsità idrica del nostro paese e prevenire il ricorso a misure drastiche come il razionamento dell’acqua durante i mesi più caldi.

A meno che maggio 2023 non riservi copiose e abbondanti precipitazioni, l’attuazione di misure cautelative è d’obbligo per salvare l’agricoltura, l’allevamento e l’approvvigionamento idrico delle città, specialmente nel nord Italia.

Migliorare la resilienza e promuovere le infrastrutture adeguate

siccità delle colture

Secondo il Joint Research Centre della Commissione europea, quella che si prospetta quest’anno sarà, soprattutto nelle regioni settentrionali del nostro paese, una vera e propria “estate estrema”.

Il decreto siccità 2023 interviene proprio per mettere al riparo da tale prospettiva, approvando una serie di misure che mirano ad aumentare la resilienza dei sistemi idrici contro i cambiamenti climatici, stimolando la riduzione delle dispersioni idriche con campagne di ricerca e di riparazione delle tubature e degli acquedotti.

Al via anche una serie di semplificazioni che riguardano le procedure per la messa in opera di infrastrutture idriche conformi a quanto stabilito nel Pnrr, tra cui la realizzazione di impianti di desalinizzazione, l’aumento del volume degli invasi, la possibilità di costruire vasche per l’acqua piovana a uso agricolo fino a un determinato volume consentito, e il riuso delle acque reflue depurate per l’irrigazione.

Il decreto ha istituito anche una cabina di regia che monitori lo status quo entro un mese per individuare le opere più urgenti da realizzare onde semplificarne i procedimenti e l’attuazione.

Fino al 31 dicembre, poi, un Commissario straordinario nazionale per la scarsità idrica prenderà il comando di questi interventi e delle procedure di emergenza come il razionamento dell’acqua, la lotta agli spreghi, le operazioni di sfangamento e così via.

Leggi anche: Procedure semplificate, verso lo sdoganamento green di eolico e fotovoltaico

Ridurre il rischio di siccità: 5 soluzioni praticabili

Siccità - Po in secca

Al di là della legge e delle misure governative, sono tante le modalità che possono essere facilmente messe in pratica individualmente, per evitare di incorrere in situazioni di disagio dettate dalla penuria di acqua. E iniziare a organizzarsi sin da ora può essere vantaggioso per tutti. Ecco 5 suggerimenti da tenere a mente:

  1. Ridurre il consumo d’acqua: può sembrare ovvio, ma non lo è mai abbastanza, se si pensa che per ogni lavatrice che facciamo si usano tra i 40 e i 50 litri d’acqua. Pertanto, cominciare a lavare la biancheria solo a carico pieno, limitare o accorciare il tempo trascorso sotto la doccia, riparare le piccole perdite dovute ad accumuli di calcare o salvare l’acqua con cui ci laviamo le mani per innaffiare le piante sono tutti comportamenti virtuosi che, su larga scala, possono ridurre drasticamente il rischio di siccità. Si possono anche installare dispositivi che limitano automaticamente il consumo d’acqua, come i filtri frangiflutto, i deflussori etc.
  1. Costruire cisterne per l’acqua piovana: se si abita in campagna o si ha un giardino ricco di piante e fiori, si può costruire con pochi elementi una cisterna d’acqua piovana che possa raccoglierne sufficienti quantitativi per poter irrigare senza dover ricorrere all’acquedotto e riducendo anche i costi relativi.
  2. Limitare le emissioni di gas serra: l’impronta carbonica delle attività umane sta modificando il ciclo dell’acqua a causa delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera che è alla base dei cambiamenti climatici, motivo per cui bisogna contenerla al massimo anche nel proprio piccolo, adottando uno stile di vita sostenibile.
  3. Investire in risorse idriche alternative: impianti di desalinizzazione, di trattamento delle acque reflue e sistemi di ricarica delle falde acquifere sono tutti investimenti destinati a rendere, sul medio e lungo periodo, perché puntano a riutilizzare acque che altrimenti andrebbero sprecate. Scommettere su tali progetti non solo è ambizioso ed economicamente vantaggioso, ma costituisce il primo passo verso la proliferazione di infrastrutture sostenibili che possano servire a tutta la comunità.
  4. Piantare colture resistenti alla siccità: in Italia sono molte le coltivazioni adottabili resistenti alla siccità e che hanno anche il grande vantaggio di migliorare la qualità del terreno per le semine successive. Sui terreni aridi e semiaridi si possono piantare, tra le altre, il cactus, la quinoa, i fagioli, i pomodori, le patate dolci, i peperoni, il miglio, gli olivi e l’orzo.

Leggi anche: Desertificazione e rischio siccità: preoccupa 8 italiani su 10

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