sabato, Settembre 19, 2020

Migranti, Lamorgese: “Il problema non sono gli sbarchi, ma l’accoglienza”

I numeri sull’arrivo dei migranti sono aumentati rispetto all’anno scorso a causa della crisi economica tunisina, ma “non sono elevatissimi”, ha detto la ministra dell’Interno. “La Tunisia è una giovane democrazia, va supportata”.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Dall’inizio dell’anno ad oggi sono stati oltre 15 mila gli sbarchi di migranti su territorio italiano. Un numero elevato, ma non così alto se inquadrato nel contesto della grave crisi che sta vivendo la vicina Tunisia e che sta mettendo in fuga intere famiglie. Per lo meno questo è quanto sostenuto dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, che al termine del comitato nazionale Ordine e Sicurezza pubblica a Milano, facendo il punto sull’immigrazione e sulla situazione degli sbarchi in Italia, ha detto:

Non sono elevatissimi. Certamente più alti dell’anno scorso, ma dovuti alla situazione di crisi economica e sociale della Tunisia. l problema principale non sono tanto i numeri, ma è quello di organizzare l’accoglienza in tempi di coronavirus: devono fare tutti la quarantena di 14 giorni.

La grave crisi economica della Tunisia

In Tunisia, specialmente nelle regioni dell’entroterra e a sud del Paese, dove il tasso di disoccupazione giovanile sfiora il 35%, le precarie condizioni di vita, congiuntamente con la crisi sanitaria mondiale che ha bloccato il turismo, principale risorsa economica del Paese, ha innescato una crisi sociale pronta ad esplodere. È per questo che molti giovani tunisini, talvolta intere famiglie, decidono di prendere il largo. Si parte dall’arcipelago di Kerkennah, che dista dall’Italia appena 120 chilometri. Un tratto di mare distante quanto Milano da Torino e che ormai è tristemente conosciuto per i numerosi naufragi. È qui, anche, che ha avuto luogo l’incontro della ministra italiana dell’Interno con il presidente tunisino Kais Saied, alla fine dello scorso luglio. Ha spiegato Lamorgese:

Gli arrivi sono determinati da sbarchi autonomi difficilmente gestibili, nel senso di fermarli in mezzo al mare. E sono piccole imbarcazioni, gommoni. La Tunisia è una giovane democrazia, va supportata.

Leggi anche: Migranti, la storia di Mustapha che parla ai giovani gambiani: “Non avventuratevi in Europa”

Europa e migranti, un primo passo

La ministra Lamorgese lo scorso 16 agosto è tornata in visita in Tunisia. Con lei c’era anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e i commissari europei Ylva Johansson, degli Affari interni, e Olivér Várhelyi, Vicinato e Allargamento. La presenza dell’Europa in quest’incontro è particolarmente significativa. Spiega la ministra:

Ho detto a Johansson che si tratta di un problema che riguarda l’Europa e che sarebbe stato opportuno andarci insieme. E lo stesso presidente tunisino Sayed, che due settimane fa è anche andato di persona a Sfax- dove ci sono gli imbarchi dei migranti- mi ha detto che non ha mai visto l’Europa.

La delegazione ha incontrato il presidente della Repubblica Kais Saied, il premier incaricato Hichem Mechichi ed il ministro degli Esteri ad interim Selma Enneifer.

Leggi anche: La giornalista Caponnetto: “Offendermi non servirà, non smetterò di raccontare i fatti”

L’Italia finanzierà la Tunisia in cambio di controlli sulle coste

migranti
Piccola imbarcazione di migranti dalla Tunisia. Le traversate in piccoli scafi, o gommoni, favoriscono gli sbarchi autonomi e sono più difficili da rintracciare.

Dopo il successo della rivoluzione tunisina dei gelsomini del 2011, che ha messo in fuga il dittatore Ben Alì, la Tunisia vive ancora una forte instabilità politica, soprattutto perché debole economicamente. Già dalla fine di luglio, la ministra Lamorgese era riuscita a trovare in compromesso con la giovane democrazia, instaurando un’ottima collaborazione con il Paese. La ministra nell’intervento al comitato nazionale Ordine e Sicurezza aveva detto:

Abbiamo fatto ricominciare i rimpatri di migranti al ritmo di 80 persone a settimana e loro operano per sgominare le bande criminali che organizzano i viaggi verso l’Italia. Hanno accolto le nostre richieste, sono ripartiti i voli con i ritmi precedenti e di questo siamo grati.

Ancora, dopo l’incontro di agosto il Viminale ha chiesto alla Tunisia maggiori controlli sulle coste in cambio di aiuti economici. 11 milioni di euro, risparmiati sul capitolo accoglienza migranti, che verranno impiegati per la manutenzione delle motovedette, l’addestramento delle forze di sicurezza, radar ed un sistema informativo che allerterà tempestivamente la gendarmeria quando le imbarcazioni di migranti sono in mare, in modo da bloccarle prima che superino le acque tunisine.

Leggi anche: Migranti, Conte e Lamorgese: “80 rimpatri a settimana”

Il nuovo decreto immigrazione

Per quanto riguarda la modifica tanto attesa del decreto Immigrazione, dice la ministra, bisognerà aspettare settembre. “Il testo è stato chiuso con la maggioranza e verrà esaminato appena il presidente del Consiglio lo riterrà opportuno, dopo il periodo estivo”. Finalmente l’Italia si prepara a scrivere un nuovo capitolo sui temi dell’accoglienza ai migranti.

Leggi anche: Klodiana Çuka, Integra Onlus: “Ho chiuso 55 case d’accoglienza. E ancora vedo solo demagogia”

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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