Italo Calvino, l’uomo del futuro amato da Richard Gere: “Il cinema è una lente di ingrandimento sul quotidiano”

Italo Calvino ha previsto il mondo di oggi, sempre più immerso nella tecnologia. È stato uno dei più importanti scrittori e narratori del '900 e aveva una passione nell'anima, il cinema di Hollywood. Da qui nasce, però, una contraddizione. Anche se amava il grande schermo, non è facile adattare le sue opere all'audiovisivo. Strada percorsa anche da Richard Gere. Con quale esito?

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Italo Calvino, uno dei più grandi scrittori e intellettuali che il ‘900 abbia avuto, avrebbe compiuto quest’anno 100 anni. Autore di Il cavaliere inesistente, Il sentiero dei nidi di ragno, Le cosmicomiche, Marcovaldo, Se una notte d’inverno un viaggiatore, nella sua vita ha scritto oltre 100 opere, che ispirano ogni giorno moltissimi lettori.

Calvino, oltre alle numerosi passioni, ne aveva una in particolare: il cinema. In particolare il cinema dei divi di Hollywood. Nella Autobiografia di uno spettatore nel 1974, apparso come introduzione ai Quattro film di Federico Fellini, Italo Calvino scriveva che il cinema, durante la sua adolescenza, gli ha permesso di vedere e capire il mondo: “Ci sono stati anni in cui andavo al cinema quasi tutti i giorni e magari due volte al giorno, ed erano gli anni tra, diciamo, il Trentasei e la guerra, l’epoca insomma della mia adolescenza. Anni in cui il cinema è stato per me il mondo”.

Nonostante il suo amore per il cinema, è difficile trasporre le sue opere nel mondo del grande schermo. E ci sono stati anche dei tentativi in questo senso, da parte di Richard Gere, da sempre fan del grande scrittore. E non solo.

Italo Calvino, spettatore al cinema: “Lo schermo è una lente di ingrandimento sul fuori quotidiano”

Italo Calvino andava spesso al cinema, anche due volte al giorno e di nascosto, additando scuse con i genitori, cercando di “soddisfare un bisogno di spaesamento”. Si trovava a suo agio tra la sala semivuota che gli permetteva di sdraiarsi “con le gambe allungate sulla spalliera davanti”.

Ecco cosa affermava in Autobiografia di uno spettatore: “Cinema vuol dire sedersi in mezzo a una platea di gente che sbuffa, ansima, sghignazza, succhia caramelle, ti disturba, entra, esce, magari legge le didascalie forte come al tempo del muto. Il cinema è questa gente, più una storia che succede sullo schermo”.

Da spettatore vedeva il cinema come ‘civiltà delle immagini’: “Non c’è un mondo dentro lo schermo illuminato nella sala buia, e fuori un altro mondo eterogeneo separato da una discontinuità netta, oceano o abisso. La sala buia scompare, lo schermo è una lente di ingrandimento posato sul fuori quotidiano, e obbliga a fissare ciò su cui l’occhio nudo tende a scorrere senza fermarsi”.

Italo Calvino, l’uomo del futuro con la passione per il cinema del passato

Italo Calvino, l’uomo del futuro che attinge dal passato. Le città invisibili è stato riconosciuto come profetico per l’avvenimento del mondo di Internet: “A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose l’uno dell’altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. […] Gli sguardi s’incrociano per un secondo e poi si sfuggono, cercano altri sguardi, non si fermano”.

Nonostante la visione per il mondo in divenire, Calvino lasciava sempre aperta la finestra verso il passato e il cinema degli anni ’30, il cinema dei divi hollywoodiani che vivevano sul Sunset Boulevard. Un mondo in cui nascondersi, quel buio che gli apriva gli occhi sulla realtà.

Italo Calvino, l’elogio a Gina Lollobrigida e i divi di Hollywood

Calvino avrebbe voluto diventare anche critico cinematografico ed era appassionato al fenomeno del divismo, a Greta Garbo, Marlene Dietrich, Myrna Loy, apprezzando anche Gina Lollobrigida su “Cinema Nuovo” nell’interpretazione in La romana, affermando nel 1954:Gina Lollobrigida vuole diventare una brava attrice, vuole lavorare bene; sono doti tanto rare oggi, in tempo di sfoggio astratto di venustà e di superficiale improvvisazione”.

Sui divi di Hollywood, invece, affermava, sempre in Autobiografia di uno spettatore: “Gli attori rappresentavano modelli di caratteri e di comportamenti […] Clark Gable mostrava una certa brutalità rallegrata dalla spacconeria, Gary Cooper un sangue freddo filtrato dall’ironia. […] Poi c’era l’aplomb di William Powell e la discrezione di Franchot Tone […] Spencer Tracy era il modello dell’uomo aperto e giusto che sa fare le cose con le sue mani, e veniva proposto perfino un raro esempio d’eroe intellettuale, in Leslie Howard”.

Calvino, tra Richard Gere e Marco Bellocchio

Per la loro complessità, è stato ed è difficile adattare un testo di Calvino dal libro all’audiovisivo. Ma molti ci hanno provato, tra cui Marco Bellocchio, tornato da poco dal Festival di Cannes e trionfatore ai Nastri d’Argento.

Ecco cosa ha rivelato all'”Ansa”: “C’è stato un momento in cui sono rimasto molto colpito dai tre racconti, Il barone rampante, Il visconte dimezzato e Il cavaliere inesistente. Mi ricordo che per un breve periodo avevo immaginato di fare un film da Il barone rampante. Mi sembrava un’idea cinematograficamente straordinaria. Poi seppi che un grande attore americano Richard Gere aveva preso i diritti e che poi non se ne fece più niente”.

Richard Gere ha da sempre avuto la passione per Calvino, tanto da scomodare anche la moglie dello scrittore, Chichita, per fargli avere i diritti dell’opera Il barone rampante. In diverse occasioni ha letto passi dell’opera, cercando di pronunciare bene i nomi dei personaggi in italiano.

Il barone rampante diventerà una serie? Calvino e le proposte per il nuovo millennio

Qual è stato l’esito della vicenda? I diritti li ha avuti non Richard Gere, ma Lorenzo Mieli, produttore di È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, entusiasta per il bottino prezioso ottenuto: “Sono ossessionato dal lavoro di Calvino da sempre. Un onore poterci fare una serie”.

Con le sue Lezioni americane e le proposte per il nuovo millennio, Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità, Coerenza, Calvino non smette mai di essere attuale, sia nel mondo letterario sia in quello cinematografico. Anzi, continua a prevedere il futuro, rimanendo comunque fedele al passato.

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