lunedì, 19 Aprile 2021

Israele, almeno 1000 tonnellate di bitume in mare: certo il disastro ambientale

170 dei 195 km totali di costa mediterranea di Israele sono stati compromessi e molti animali stanno morendo. Da giorni i volontari sono a lavoro per ripulire le spiagge, ma la situazione è critica.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Israele, una fuoriuscita di petrolio in mare ha fatto depositare almeno 1000 tonnellate di bitume sulle coste mediterranee del Paese e circa 170 dei 195 km totali di spiaggia sono stati compromessi.

L’allarme è scattato mercoledì, quando diversi animali sono stati ritrovati sulle spiagge ricoperti dal bitume. Ormai da diversi giorni migliaia di volontari, coordinati da autorità locali e ONG, sono a lavoro per ripulire le coste.

Secondo molti funzionari israeliani questo è uno dei peggiori disastri ambientali degli ultimi decenni e ci vorranno anni per ripulire tutto.

Cosa abbia causato la fuoriuscita di petrolio non è ancora chiaro alle autorità.

Disastro ambientale in Israele, 1000 tonnellate di petrolio in mare, Goldstein: “Il bitume è ovunque”

israele disastro ambientale

Non sono confortanti le parole di Shaul Goldstein, direttore dell’autorità israeliana che si occupa dei parchi naturali e che da giorni opera al loro fianco dei volontari per ripulire il disastro sulle spiagge. Ha dichiarato:

Mi viene da piangere, il bitume è ovunque. In alcuni punti è spesso anche 10-12 centimetri.

Da domenica 21 febbraio tutte le spiagge di Israele interessate sono state chiuse al pubblico e i soccorritori lavorano per mettere in salvo gli animali rimasti coperti dal bitume.

Le vittime sono soprattutto uccelli e pesci. Anche diverse tartarughe sono morte, una balena è stata trovata spieggiata e con i polmoni pieni di liquido nero. Haaretz scrive che l’esito dell’autopsia sul corpo dell’animale non è stato ancora reso noto, me è probabile che il liquido nei polmoni della balena sia proprio petrolio.

Il Governo ha stanziato circa 11 milioni di euro per la pulizia delle coste. I volontari sono stati muniti di bombole d’ossigeno a causa delle difficoltà respiratorie provocate dall’inalazione dei fumi.

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Cosa ha causato il disastro ambientale sulle coste israeliane

disastro ambientale in israele

Cosa ha provocato questo disastro ambientale? Al momento non ci sono informazioni inequivocabili.

Il ministro della Protezione ambientale, Gila Gamliel, ha detto che sono state individuate almeno 10 navi a rischio, ma ha aggiunto anche che potrebbe non essere facile individuarla, poiché è possibile che stesse operando illegalmente e che, quindi, non fosse monitorata dalle autorità.

È possibile, infatti, che l’incidente sia avvenuto a circa 31 miglia dalla costa. Forse solo le immagini satellitari che le autorità stanno recuperando potranno far luce.

Intanto il Libano, raggiunto dal bitume sulle coste meridionali, accusa Israele, mentre Yasser al-Shanti, a capo dell’autorità marittima di Gaza, fa sapere che il bitume ha risparmiato le coste della Striscia.

Il disastro ambientale in Israele si poteva evitare?

In un’intervista per il New York Times Shaul Chorev, ammiraglio della marina israeliana in pensione e ora a capo di un centro di ricerca sulle politiche marittime dell’università di Haifa, ha detto:

Le nostre attività sono sempre incentrate sullo sventare attività terroristiche, ma non è questo il quadro completo della sicurezza in mare.

Secondo Chorev, Israele non ha abbastanza controllo marittimo e dovrebbe invece nominare un ente governativo che si occupi esclusivamente del monitoraggio della costa proprio per sventare pericoli ecologici come quello appena accaduto.

Leggi anche: Acqua quotata in Borsa come il petrolio, Kaufman: “Cosa potrebbe esserci di più catastrofico?”

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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