venerdì, 7 Maggio 2021

Acqua quotata in Borsa come il petrolio, Kaufman: “Cosa potrebbe esserci di più catastrofico?”

L'acqua è stata quotata in Borsa il 7 dicembre 2020. Ma è possibile esporre un bene comune come l’acqua ai rischi speculativi dei mercati finanziari?

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

Acqua quotata in Borsa a dicembre 2020. Uno dei beni comuni più preziosi al mondo è diventato un bene influenzato dalla speculazione finanziaria esattamente come il petrolio. E, come tale, oscillerà nei mercati finanziari sulla base di un andamento poco prevedibile come quello della Borsa.

Frederick Kaufman, professore della Graduate School of Journalism City University of New York, alla notizia dell’acqua quotata in Borsa che rispecchia perfettamente quello che ci stiamo chiedendo tutti:

Cosa potrebbe esserci di più catastrofico che scommettere sull’approvvigionamento alimentare mondiale?

Acqua quotata in Borsa dalla Cme Group, qual é il prezzo da pagare?

Acqua quotata in Borsa dalla Cme Group, un’azienda operante nel mercato finanziario statunitense e scambiatrice di future, il 7 dicembre 2020. Il Cme Group possiede anche le azioni del Dow Jones e alcuni indici finanziari.

Il Relatore Speciale dell’Onu sul diritto all’acqua, Pedro Arrojo-Agudo, l’11 dicembre 2020 ha espresso moltissima preoccupazione alla notizia che l’acqua verrà scambiata nel mercato dei “futures” della Borsa di Wall Street.

In futuro, dicono, potrà servire come strumento di risk management per aiutare le aziende agricole e le imprese industriali a proteggersi dai rischi economici legati alle carenze idriche. Dicono.

In realtà il modello è stato già testato e ha distrutto interi mercati dei cereali a Chicago, Kansas City e Minneapolis, a danno di produttori e consumatori e a vantaggio della finanza. Lo aveva raccontato il professor Frederick Kaufman in un articolo su Nature nel 2012.

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Privatizzare l’acqua per speculare sulla siccità, il mercato delle condizioni metereologiche è in espansione

Acqua quotata in Borsa perché.

Acqua quotata in Borsa a causa della necessità di gestire il rischio sulle variazioni di prezzo. Infatti, in zone come quella della California, a causa dei frequenti incendi, vi è una grande scarsità di acqua.

Dunque, questo nuovo settore sarà il business del futuro per speculatori di Borsa a danno di chi soffre di siccità. Sempre Frederick Kaufman, nell’articolo su Nature, ha spiegato:

Gli speculatori possono già scommettere su neve, vento e pioggia attraverso contratti futures legati alle condizioni meteorologiche acquistati e venduti sul Chicago Mercantile Exchange.

Il valore di mercato delle condizioni meteorologiche è cresciuto del 20% dal 2010 al 2011.

Madre Natura è diventata per Wall Street la madre di tutti i casinò

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Acqua quotata in borsa contro lo spreco, è veramente una soluzione?

Il professore americano spiega, inoltre, che entro il 2035 ci saranno 3 miliardi di persone stressate dall’acqua sulla Terra.

La scarsità d’acqua diventerà cronica con incendi sempre più pervasivi e con sempre meno neve a causa di inverni sempre più afosi. Mettere un prezzo sull’acqua potrebbe essere la soluzione adatta per salvare l’approvvigionamento del pianeta. Insomma, più l’acqua costa, meno verrà sprecata.

Ma in questo modo potrebbe accadere l’irreparabile. Verranno distrutti gli ecosistemi acquatici, si estingueranno moltissime specie e si creeranno conflitti internazionali per l’approvvigionamento di acqua.

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Acqua quotata in Borsa, la petizione raccoglie oltre 10mila firme

Acqua quotata in Borsa.

A questo proposito, in Italia è nata una petizione del Forum italiano dei Movimenti per l’acqua contro la quotazione in borsa dell’acqua.

Gino Strada, Dacia Maraini, Moni Ovadia, Nando Dalla Chiesa, Mimmo Lucano sono alcune delle firme più autorevoli a sostegno della petizione che ha superato quota 11mila adesioni.

La petizione del Forum italiano dei Movimenti per l’acqua cerca di essere argine alla “svolta che apre alla speculazione dei grandi capitali e alla conseguente emarginazione di territori, popolazioni, piccoli agricoltori e piccole imprese, minacciando i diritti umani fondamentali. E ancora si legge:

L’acqua è già minacciata dall’incremento demografico, dal crescente consumo e inquinamento dell’agricoltura su larga scala e della grande industria, dal surriscaldamento globale e dai relativi cambiamenti climatici.

Se oggi l’acqua può essere quotata in Borsa è perché da tempo è stata considerata merce, sottoposta ad una logica di profitto e la sua gestione privatizzata.

Nell’appello anche la richiesta di riportare le competenze sul Servizio Idrico al ministero dell’Ambiente in modo da poter investire per la riduzione drastica delle perdite nelle reti idriche salvaguardando il territorio con investimenti contro il dissesto idrogeologico.

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Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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