lunedì, Marzo 8, 2021

Pietro Ichino: “Il datore di lavoro può licenziare se il dipendente rifiuta il vaccino”

In seguito a un'intervista rilasciata dal giurista, si fa ora largo l'ipotesi del vaccino obbligatorio anche per i lavoratori dipendenti. Secondo Ichino il Codice civile prevede questa possibilità.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

Centrale nel dibattito pubblico degli ultimi giorni è stata la proposta di rendere obbligartorio il vaccino Covid per i dipendenti pubblici e, in seguito a un’intervista rilasciata dal giurista Pietro Ichino, si fa ora largo l’ipotesi del vaccino obbligatorio anche per i lavoratori dipendenti.

Secondo Pietro Ichino, politico, giurista e giornalista, questo scenario sarebbe giuridicamente possibile e, in molte situazioni, previsto dal Codice civile.

Vaccino Covid obbligatorio, nel settore pubblico e nel privato

vaccino obbligatorio
Fabiana Dadone, ministro per la Pubblica Amministrazione, contraria al vaccino obbligatorio per i dipendenti pubblici.

Dopo il 27 dicembre, giorno in cui è iniziata la campagna vaccinale in tutta Europa, il tema dell’obbligatorietà del vaccino anti-Covid è diventato centrale. In particolare, l’intervento del sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, sulla necessità di rendere il vaccino obbligatorio per i dipendenti pubblici, ha suscitato reazioni contrastanti e spaccato l’opinione pubblica.

Fabiana Dadone, ministro per la Pubblica Amministrazione, ritiene l’obbligo vaccinale “un metodo coercitivo assurdo”.

Ora, però, le dichiarazioni di Pietro Ichino si spingono ancora più avanti. Non solo rendere obbligatorio il vaccino per i dipendenti pubblici, ma anche i datori di lavoro privati possono chiedere ai dipendenti il vaccino obbligatorio, pena la scissione del contratto. La legge, secondo Ichino, prevede questa possibilità in particolari situazioni.

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Pietro Ichino sul vaccino obbligatorio: “Previsto dal Codice civile”

Pietro Ichino
Pietro Ichino, politico e giurista, ritiene che in futuro i datori di lavoro possano licenziare i propri dipendenti se questi non vorranno vaccinarsi.

Pietro Ichino in un’intervista al Corriere della Sera, ha spiegato che quanto previsto dalla norma rende questa ipotesi plausibile. Ha detto:

L’articolo 2087 del codice civile obbliga il datore di lavoro ad adottare tutte le misure suggerite da scienza ed esperienza.

Si tratta di misure necessarie per garantire la sicurezza fisica e psichica delle persone che lavorano in azienda, il loro benessere.

Ovviamente può imporlo solo se ragionevole, e prosegue:

In questo momento non lo sarebbe, perché non è ancora possibile vaccinarsi.

Ma via via che la vaccinazione sarà ottenibile per determinate categorie diventerà ragionevole imporre questa misura, finché l’epidemia di Covid sarà in corso.

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Sul vaccino obbligatorio per il personale sanitario

vaccino obbligatorio
Viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, non comprende medici e infermieri che rifiutano di vaccinarsi.

Al di là di quel che si dibatte, su un’aspetto sembrerebbero essere tutti d’accordo: la necessità di rendere il vaccino obbligatorio almeno per il personale sanitario.

Su questo risultano ad esempio concordi il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri e Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le malattie infettive allo Spallanzani di Roma. In un’intervista all’Adnkronos Pierpaolo Sileri ha dichiarato:

Posso arrivare a capire le perplessità o anche la riluttanza di un normale cittadino che non ha studiato medicina e che non si fida ancora del tutto.

Ma penso francamente che chi, dopo anni di studio e di specializzazione e dopo aver visto tutto ciò che è accaduto in questi mesi, abbia ancora dei dubbi è meglio che cambi mestiere.

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Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

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