sabato, Gennaio 23, 2021

Minacce di morte dai no vax per Claudia Alivernini, la prima infermiera vaccinata in Italia

Minacce di morte dei no vax sui social di Claudia Alivernini, la prima infermiera vaccinata in Italia e costretta a rimuovere i propri profili sul web.

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

Claudia Alivernini, infermiera dello Spallanzani, è la prima vaccinata in Italia il 27 dicembre, nonché bersaglio di valanghe di insulti e minacce dei no vax sui profili social.

Quel “E ora vediamo quando muori” sul web, in coda ad altre innumerevoli ingiurie, fa temere la giovane impiegata sanitaria per la propria incolumità e la costringe a rimuovere il proprio profilo Facebook e altre pagine istituzionali.

Claudia Alivernini, la prima infermiera a ricevere il vaccino anti-Covid

Claudia Alivernini
Claudia Alivernini, la prima infermiera sottoposta al vaccino anti-Covid.

È il 27 dicembre 2020, giorno del via libera della campagna vaccinale anti-Covid, e Claudia Alivernini, la prima infermiera a essere sottoposta al vaccino in Italia nell’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, chiosa a Fanpage:

È Con profondo orgoglio e grande senso di responsabilità che oggi ho fatto il vaccino: un piccolo gesto ma fondamentale per tutti noi.

Sono qui come cittadina ma soprattutto come infermiera, a rappresentare tutti gli operatori sanitari che hanno scelto di credere nella scienza. Ho toccato con mano e visto con i miei occhi quanto sia difficile combattere questo virus, essendo stata in prima linea dall’inizio dell’emergenza.

È stato doloroso assistere alle sconfitte che questo virus ha causato ma oggi c’è la consapevolezza che è un giorno importante e decisivo, la scienza e la medicina sono l’unico mezzo, insieme al senso civico di ognuno di noi, per vincere questa battaglia così dura.

Le parole di Claudia, con quel tono sommesso e quasi commosso, lasciano ben intuire le innumerevoli difficoltà e tragedie che medici e operatori sanitari hanno affrontato e stanno affrontando ogni giorno da ormai quasi un anno.

Non suona astruso che, se non per tutti ma almeno per molti, il Vaccine Day sia “un giorno importante e decisivo”. Eppure, quel “Lo dico col cuore, vacciniamoci”, con cui la giovane impegnata in prima linea in lotta contro il virus conclude il suo intervento, genera il putiferio.

Contro Claudia Alivernini, la furia dei no vax

Le parole di Claudia Alivernini se da una parte danno speranza a quanti auspicano in una svolta decisiva grazie proprio all’avvio della campagna vaccinale, dall’altra rendono immediatamente la giovane infermiera, ormai simbolo del Vaccine Day, bersaglio delle più spietate calunnie e maldicenze.

Al profluvio di insulti e minacce che hanno invaso i profili social dell’infermiera, nonché di fronte ai commenti sotto molti articoli di giornale, insorge, inevitabilmente, nella ragazza timore per la propria incolumità. E c’è di più: sembra siano stati creati diversi profili fake utilizzando proprio l’identità dell’impiegata dello Spallanzani.

I no vax sono spietati e, stando a quanto dichiarato, sembrano in attesa della morte della prima vaccinata che non può far altro che eliminare i propri profili sul web e valutare una denuncia alla Polizia di Stato.

Leggi anche: Vaccino Covid e fake news: alle bufale risponde l’Istituto Superiore di Sanità

Il Vaccine Day allo Spallanzani di Roma

Claudia Alivernini
Vaccine Day: dallo Spallanzani di Roma.

Claudia Alivernini non è stata l’unica a essere stata vaccinata lo scorso lunedì. Il Vaccine Day ha coinvolto le infettivologhe Alessandra Vergori e Alessandra D’Abramo, la biologa e virologa Maria Rosaria Capobianchi e l’operatore socio sanitario Omar Altobelli, solo per dirne alcuni dei 130 dello Spallanzani.

Oggi, 29 dicembre, sono in arrivo nel Lazio 44.850 dosi previste, ovviamente, innanzi tutto per quelle categorie più a rischio. Un piccolo passo verso l’obiettivo di vaccinare la maggior parte dei cittadini entro la fine del 2021 e raggiungere così la cosiddetta immunità di popolazione.

Il V-day in Italia

Il 27 dicembre, in Italia così come in tutta Europa, è stato uno dei giorni più attesi dell’ultimo anno in cui la pandemia ha completamente stravolto le nostre vite. Il 16 dicembre, proprio allo Spallanzani di Roma, sono arrivate dal Belgio le prime 9.750 dosi del vaccino Pfizer-Biontech pronte per essere distribuite in tutte le regioni dello stivale.

Malgrado molti scettici il vaccino rappresenta, almeno per il momento, l’unica via di fuga da questo incubo. E, mentre si cerca di fronteggiare le polemiche spietate dei no vax, secondo quanto previsto dal Piano Vaccini, i 300 siti di somministrazione individuati dalla Struttura commissariale in accordo con le Regioni sono in attesa delle prossime consegne.

Leggi anche: Vaccino Covid, Bassetti: “L’ho appena fatto e mi sento più forte”

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

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