giovedì, Maggio 13, 2021

Nel circolo polare artico aprirà Svart, il primo hotel a energia positiva

Sito ai piedi del ghiacciaio Svartisen e del monte Almlifjellet, la struttura è in grado di produrre più energia di quanta ne consumi. Un ottimo esempio di architettura ecosostenibile.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Prossimamente nel circolo polare artico aprirà Svart, il primo hotel a energia positiva. Un edificio che oltre a essere carbon natural, cioè a emissioni zero, è anche in grado di produrre energia pulita da redistribuire.

Un progetto ambizioso realizzato secondo i principi della sostenibilità e che punta a essere un modello di costruzione per nuovi edifici all’avanguardia.

Nel circolo polare artico aprirà Svart, il primo hotel a energia positiva

Sito in prossimità del circolo polare artico, nel fiordo Holandsfjorden ai piedi del monte Almlifjellet e del ghiacciaio Svartisen, l’impianto a energia positiva, prodigio dell’architettura ecosostenibile, è stato realizzato dallo studio norvegese Snøhetta in collaborazione con lo studio Asplan Viak, l’impresa di costruzioni svedese Skanska e l’organizzazione di turismo sostenibile Arctic Adventure.

Si tratta di un edificio ad alta efficienza energetica che, rispetto a un hotel equivalente costruito secondo i normali standard, consentirà un risparmio energetico annuo dell’85% circa.

“Per noi – ha spiegato Kjetil Trædal Thorsen, socio fondatore dello studio Snøhetta – era importante progettare un edificio sostenibile che lasciasse un’impronta ambientale minima su questa splendida natura del Nord”.

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Perché costruire un hotel a energia positiva

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Le specie vegetali rare, le acque pulite e il ghiaccio blu dello Svartisen non saranno minimamente compromesse dalla presenza del nuovo hotel, pronto, forse, alla fine del 2021.

Sarà un posto accogliente, suggestivo, ma soprattutto a zero impatto. Per realizzarlo, infatti, gli architetti hanno adattato la struttura dell’edificio all’ambiente circostante, utilizzato materiali a bassa energia incorporata e costruito pozzi geotermici collegati a pompe di calore per ridurre il consumo totale di energia. Spiega Kjetil Trædal Thorsen:

Costruire un hotel energeticamente positivo e di basso impatto è un fattore essenziale per creare una destinazione turistica sostenibile rispettando le caratteristiche uniche del territorio.

Addirittura, proprio perché a energia positiva, l’edificio sarà in grado di generare più energia rinnovabile di quella necessaria a gestirlo, realizzarlo e successivamente a demolirlo.

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Svart, le caratteristiche di un hotel unico al mondo

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Ispirato alla tradizionale architettura vernacolare, l’albergo poggia su un sistema di palafitte di legno a V rovesciata che richiama la forma dei tradizionali fiskehjell norvegesi utilizzati per l’essiccatura del pesce.

Le 100 stanze sono state realizzate seguendo la mappatura dell’irraggiamento solare che ha suggerito anche la forma circolare dell’hotel. In questo modo le stanze dello Svart, i ristoranti e le terrazze, oltre a offrire una vista panoramica della natura circostante, sfrutteranno l’energia solare del giorno e a seconda delle stagioni.

Anche le facciate dell’albergo sono pensate per sfruttare l’energia del sole: le grandi finestre proteggono dai raggi solari estivi, eliminando la necessità di condizionare gli ambienti nella stagione più calda, mentre consentiranno il massimo dell’irraggiamento nei mesi invernali, quando il sole invece è più basso.

Infine, il tetto è stato rivestito di pannelli solari prodotti con energia idroelettrica pulita per ridurre l’impronta di carbonio.

Ognuno di questi elementi è pensato per contribuire a rendere lo Svart l’hotel a energia positiva più sostenibile al mondo.

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Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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