martedì, Ottobre 20, 2020

Architetti al tempo della video call: “A ogni problema c’è una soluzione creativa”

È inutile negarlo, lo spauracchio di una crisi economica imminente, a causa della pandemia da Covid-19, va di pari passo con la paura di contrarre questo virus che, a quanto pare, è ancora lontano dall’essere definitivamente debellato. E se alcune categorie come commercianti, artigiani – si spera- beneficeranno di provvedimenti atti a tutelarli, ci sono altre categorie che purtroppo non rientrano fra quelle che beneficeranno degli ammortizzatori sociali previsti invece per i lavoratori dipendenti. Come gli architetti per esempio, categoria che sta in qualche modo risentendo dell’attuale situazione.

Gli architetti vogliono saperne di più, scrivono una lettera al Presidente del Consiglio

Non a caso, giorni fa, il Consiglio Nazionale degli Architetti ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Conte. Nella lettera di evidenziavano alcuni punti chiave sui quali si richiedeva l’intervento del Governo per supportare i suoi iscritti, i professionisti e le migliaia di famiglie che essi rappresentano. Questo nella speranza di veder applicate misure eccezionali concepite in tempi eccezionali. Per capire da vicino la reale situazione che stanno vivendo questi liberi professionisti, il Digitale.it ha contattato direttamente Obicua, team di architetti italiani, conosciuti e apprezzati sia a livello nazionale che internazionale. Da poco tornati da Miami dove hanno partecipato con il loro progetto ecosostenibile The Kinii, alla prestigiosa ArchMarathon 2020, l’evento che sceglie solo i migliori progetti realizzati da architetti e designer di tutto il mondo, i tre professionisti si sono ritrovati catapultati in una situazione che di fatto non ha precedenti.

La videocall con gli architetti di Obicua: cosa ci lascerà questa quarantena?

Obicua
Lucia Catenacci, Valerio Campi e Massimiliano Brugia di Obicua.
Abbiamo raggiunto e conosciuto più da vicino Lucia Catenacci, Valerio Campi e Massimiliano Brugia, soci e fondatori dello studio di architettura Obicua nel modo più utilizzato ora: in video chiamata. Inizia a raccontarsi Valerio Campi socio fondatore dello studio:

Abbiamo molto apprezzato la lettera – che di fatto ci rappresenta tutti – da parte del Consiglio Nazionale degli Architetti, inviata al Governo Conte. Stiamo vivendo una situazione eccezionale che necessita di misure nuove che possano garantire a tutti di proseguire nel migliore dei modi il proprio lavoro, con le dovute tutele anche a livello economico.

Lo studio con base sia a Roma sia a Milano e che vanta progetti in Europa, Africa, Asia e America, vede impegnati attivamente anche altri 10 collaboratori che non hanno smesso neanche per un attimo di portare avanti i loro progetti. Il nome dello studio, Obicua non a caso deriva dal latino “ubique”, ovvero “in ogni luogo”. È la chiara sintesi della loro vision che si impronta da sempre al superamento dei confini geografici e non solo, come ci spiega ancora Valerio Campi:

Insieme ai miei due soci proseguiamo il nostro lavoro. Siamo ottimisti per natura e, paradossale che possa sembrare, siamo ancora più focalizzati sui nostri obiettivi, sia sul territorio italiano sia all’estero. I nostri progetti tra Italia, Europa, Africa, Asia e America sono in continua evoluzione, fermarsi non è quindi possibile. Tuttavia –come tutti del resto- noi, insieme ai nostri collaboratori stiamo adottando al dettaglio le nuove direttive volte a tutelare non solo la nostra salute ma anche quella degli altri. Lavoriamo sia in modalità-smart working sia in studio dove, a volte, è importante per forza di cose incontrarsi. Ripeto, sempre con tutte le cautele del caso.

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Lo smartworking visto da Lucia, mamma e architetto

A questo proposito ci rivolgiamo a Lucia Catenacci anche lei co-founder dello studio. Insieme a lei professionista del settore e mamma di due bambini, cerchiamo di avere un altro punto di vista su come è cambiato il suo modo di lavorare. Lucia infatti come lei stessa ammette è un vulcano di idee che difficilmente riesce a star ferma, abituata a progettare, viaggiare e confrontarsi da sempre con nuove e stimolanti realtà, ora deve rimodulare le sue attività:

Oggi più che mai, ci viene chiesto di essere ubiqui e di fare largo uso di tutte le tecnologie, prima utilizzate per svolgere il nostro lavoro in collaborazione con partner dall’altra parte del mondo, ora anche per parlare con chi è solo dall’altra parte della strada. Sicuramente il lavoro da casa non è sempre semplice come possa sembrare dal suo nome “smart-working”, ma credo che questa situazione ci consentirà di rivedere, semplificare e ottimizzare il lavoro. Per prendere una decisione con altri colleghi può bastare una video call di cinque minuti, per revisionare un progetto dei rapidi schizzi trasmessi via whatsapp. Mi piace pensare che la lunga quarantena ci arricchirà molto più di quanto ci impoverirà.

Il team come detto prima è costantemente ‘in giro per il mondo’ nella progettazione e realizzazione dei loro progetti che portano la loro firma anche in paesi emergenti a più rapida crescita urbana come ad Acca in Ghana, Kuala Lampur in Malesia e Ulan Bator in Mongolia.

Obicua, i nomadi dell’architettura adesso in smartworking

Headquarter Ghana National Petroleum Company (GNPC) Foto di: Luigi Filetici
A raccontarci il loro essere ‘nomadi dell’architettura’ è Massimiliano Brugia, co-founder anche lui dello studio:

L’attuale crisi sanitaria sta mettendo a dura prova il mondo economico come lo conosciamo oggi e probabilmente avrà delle ripercussioni nei mesi e negli anni a venire, mettendo in discussione il nostro modo di lavorare, interagire e vivere. Sono tuttavia molto ottimista perché dalle crisi vengono poi delle grandi opportunità di cambiamento. Chi saprà essere positivo e sarà capace di fantasia forse avrà nuove possibilità di crescere e migliorarsi.

Una crisi per rinascere

Continua Massimiliano sottolinendo il valore dell’oppurtunità che durante questo autoisolamento dobbiamo cogliere:

In questo noi italiani siamo brillanti. Forse proprio questa crisi potrà essere l’occasione per una rinascita del paese. È un’idea che sta nell’aria, qualcuno lo sta già scrivendo sui social. In questo momento c’è la sensazione che il Paese stia ritrovando se stesso e il vero senso di comunità coesa verso un fine comune. Si è improvvisamente aperto un periodo in cui abbiamo ritrovato del tempo per riflettere su come migliorarci, riaggiornarci e, se sarà necessario, anche riconvertirsi. In questa fase siamo attentissimi ad ogni segnale per capire in quale direzione stiamo andando. Ad esempio siamo stati tra i pochi ad anticipare le richieste del Governo di qualche giorno e a far lavorare da casa tutto il team, non appena abbiamo capito che ci sarebbe stato un problema sanitario. Cosi abbiamo organizzato il lavoro in modo flessibile. C’è da dire che per noi non è stato difficile implementare tale condizione. Sono anni che lavoriamo in remoto con progetti in tutto il mondo. Io e miei partner viaggiamo molto e siamo sempre costretti a interagire attraverso le macchine.

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Le difficoltà non mancano ma si possono superare

Ma ovviamente le difficoltà non mancano in questa situazione che, come prosegue a spiegare Massimiliano si possono comunque superare:

Non nego che stiamo avendo delle difficoltà, come tutti. Il nostro ufficio di Milano è praticamente isolato, non possiamo viaggiare nei paesi dove abbiamo progetti in corso, i cantieri vanno a rilento o chiudono. Per una firma il cui nome si ispira all’essere ovunque può sembrare una catastrofe ma non è così. Molto dipende dalle prospettive. A ogni problema c’è una soluzione creativa. Da architetti siamo abituati a pensare cosi. Quello che proprio tutti dobbiamo evitare e’ l’ incertezza.

I problemi della globalizzazione ora sono davanti ai nostri occhi

Conclude Massimiliano Brugia:

L’incertezza è distruttiva perché non consente di pianificare. E per un imprenditore o chiunque abbia un’attività poter pianificare è assolutamente cruciale. Sto pensando al periodo di shut down in corso. Credo che non ci saranno problemi se ci verranno comunicate date certe. Gli italiani sono forti e resilienti, temprati da una lunga crisi economica decennale, questa nuova crisi ha messo a nudo i problemi della globalizzazione. Forse sarà l’occasione per redimerne i vizi, gli sfruttamenti, le disparità, gli eccessi che comunque ci stavano portando verso il baratro e verso una direzione sbagliata.

Insomma quello che abbiamo potuto capire interfacciandoci direttamente con i tre professionisti è che, nonostante le difficoltà, il limitarsi negli spostamenti, soprattutto all’estero dove le frontiere sono al momento off-limits per tutti, il loro entusiasmo anziché spegnersi è ancora più acceso. Siamo certi che grazie a professionisti come loro, oltre a garantire il meglio del made in Italy anche ‘oltre confine’, verrà garantita la cosa più importante ora: la rinascita del Paese che, oggi più che mai necessita di speranza e collaborazione. E per chi vuol saperne di più sulla realtà di Obicua, bastano pochi scatti. Se questo è un esempio di eccellenza italiana giudicate voi.

Leggi anche: Coronavirus e smart working: la rivoluzione digitale del lavoro in Italia Ph: Luigi Fiketici  

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