giovedì, 1 Dicembre 2022

Giornata mondiale per l’aborto: cos’è e perché deve essere celebrata

Il 28 settembre si celebra un diritto che troppo spesso viene negato alle donne. É necessario ancora parlare e riparlare di aborto per promuovere iniziative a tutela della Legge 194.

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

La giornata mondiale per l’aborto libero e sicuro viene celebrata ogni anno nel mondo il 28 settembre.

Nel 2022, purtroppo, il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza viene ancora ostacolato e, in alcuni casi addirittura impedito. Dopo il ribaltamento della sentenza statunitense Roe contro Wade e la proposta di Orbàn di far ascoltare il battito del feto a chi intende abortire, ci ritroviamo ancora incastrate in una gabbia fatta di sentenze retrograde e maschilistiche.

Ed oggi, più che mai, dopo la dichiarazione della leader di FdI, Giorgia Meloni, che vuole modificare la prima parte della Legge 194, è necessario celebrare questa data.

Giornata mondiale per l’aborto: che cos’è

La giornata mondiale per l’aborto sicuro e libero è la festa che ogni donna dovrebbe conoscere. Fu istituita per la prima volta nel 2011, quando il gruppo mondiale della rete delle donne, Women’s Global Network for Reproductive Right, scelse il 28 settembre come giorno internazionale.

Questa data coincide con un evento accaduto nel 1990, quando Campaña 28 Septiembre, movimento femminista latino, combatteva per ottenere il riconoscimento della depenalizzazione dell’aborto nei paesi dell’America Latina e dei Caraibi.

La questione degli aborti clandestini causa ancora molte vittime in ogni paese. Il Guttmacher Institute ha registrato che nel mondo si verificano 121 milioni di gravidanze indesiderate e il 61% si conclude spesso con un aborto.

Le operazioni illegali portano alla morte di 39.000 donne ogni anno e all’ospedalizzazione di 7 milioni di persone per complicanze. Negli ultimi 30 anni, il numero di aborti è aumentato del 15%.

Leggi anche: A Malta l’aborto è ancora illegale: ecco la legge più restrittiva d’Europa

Giornata mondiale per l’aborto: perché si festeggia

La giornata mondiale per l’aborto è stata istituita per difendere i diritti di tutte le donne e per garantire un’interruzione libera e sicura, dal momento che la clandestinità delle operazioni causa ancora un numero elevato di vittime.

Ogni donna che decide di abortire, in Italia e nel mondo, si scontra con una realtà altamente tossica e nociva che incarna in tutto e per tutto lo spirito diabolico di uno stigma sociale, mascherato da senso di colpa e vergogna, che non lascia scampo a nessuna.

Gli aborti clandestini esistono ancora e generano, purtroppo molte morti. Celebrare la giornata mondiale per l’aborto significa ascoltare un diritto, temuto ed odiato allo stesso tempo, che viene negato, polemizzato, criticato e contestato senza alcuna ragione.

Leggi anche: Usa: “La Corte Suprema è pronta ad abolire il diritto all’aborto”

Giornata mondiale per l’aborto: le manifestazioni in Italia

Il movimento femminista “Non una di meno” combatte da sempre contro la tutela della Legge 194. Quest’anno ha deciso di sviluppare una campagna chiamata “Furios3”, per l’aborto libero e sicuro, per sensibilizzare nelle varie piazze italiane questa problematica.

Le sostenitrici del progetto hanno commentato così l’iniziativa:

Vogliamo quello che ci spetta, vogliamo diritti e garanzie. Vogliamo gli obiettori fuori dai consultori e ospedali pubblici. Vogliamo il diritto alla salute, al welfare e al reddito per l’autodeterminazione.

Il 28 settembre torniamo nelle piazze di tutta Italia per la Giornata internazionale per l’aborto libero, sicuro e gratuito perché in questo scenario politico, tra guerre, crisi economica e climatica e campagna elettorale, i nostri corpi continuano ad essere un campo di battaglia.

Nel comunicato che è stato diffuso sui social, gli attivisti hanno sottolineato l’importanza di difendere la Legge 194 e di investire sull’educazione sessuale, sull’affettività e sulla contraccezione gratuita.

Leggi anche: Usa, Corte Suprema abolisce la sentenza sul diritto all’aborto. Cosa accadrà ora

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

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