domenica, Agosto 7, 2022

Usa, Corte Suprema abolisce la sentenza sul diritto all’aborto. Cosa accadrà ora

La Corte Suprema degli Usa ha abolito il diritto all'aborto, con 6 voti a favore e 3 contrari. Quali conseguenze porterà questa storica sentenza?

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

La Corte Suprema degli Usa, con un pronunciamento storico, ha revocato la sentenza Roe vs Wade del 1973 sul diritto all’aborto. Ora i singoli Stati saranno liberi di applicare le leggi in materia e potranno decidere se consentire gli aborti, vietarli sempre o in alcuni casi.

L’intenzione dei giudici, annullando i precedenti sui quali si basa da 49 anni la legalità dell’aborto, e di far tornare la questione alla decisione politica e legislativa.

Pochi minuti dopo la sentenza è scoppiata la protesta fuori dalla Corte e i manifestanti, con il trascorrere del tempo, stanno aumentando sempre di più, mentre un gruppo di anti-abortisti ha iniziato ad abbracciarsi ed esultare.

Diritto all’aborto: ora torna reato praticarlo

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Ad appoggiare la sentenza, secondo la quale la Costituzione non garantisce il diritto all’aborto e che ribadisce che “l’autorità di regolare l’aborto torna al popolo ed ai rappresentanti eletti”, è stata la maggioranza conservatrice della Corte Suprema con sei voti a favore (tra i giudici nominati dall’ex presidente, Donald Trump, durante il suo mandato) e tre contrari.

In pratica negli Usa si torna all’epoca in cui l’aborto era considerato reato in alcuni Stati e non poteva essere praticato neanche nei casi di incesto, stupro o malformazioni.

L’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha così commenta su Twitter la sentenza:

La Corte Suprema non solo ha annullato quasi 50 anni di precedenti, ma ha relegato la decisione più intensamente personale che qualcuno possa pendere ai capricci di politici e ideologi: (sono state) attaccate le libertà fondamentali di milioni di americani.

Mentre il giudice della maggioranza, Samuel Alito, ha scritto:

La Roe è stata sbagliata in modo eclatante sin dall’inizio. La sua argomentazione era eccezionalmente debole e ha avuto dannose conseguenze.

E piuttosto che portare a un accordo nazionale sulla questione dell’aborto, ha infiammato il dibattito ed aumentato le divisioni.

Occorre ribadire che la decisione della Corte non significa vi sia ora una legge nazionale a stabilire il divieto all’aborto. Spetterà al Congresso decidere, secondo le cui previsioni è costituito, sia alla Camera che al Senato, da una maggioranza di repubblicani anti-abortisti.

Affinché vi sia una legge sarà necessaria la maggioranza alla Camera e almeno 60 voti al Senato, oltre alla firma del presidente degli Stati Uniti, Biden, il quale pur essendo cattolico non è favorevole nel negare i diritti alle donne.

Leggi anche: Usa: “La Corte Suprema è pronta ad abolire il diritto all’aborto”

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

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