lunedì, 8 Agosto 2022

La Danimarca punta tutto sull’eolico: nel Mar del Nord nasce la più grande isola energetica al mondo

Entro il 2033 la Danimarca sarà il più grande produttore mondiale di energia eolica grazie al progetto dell’isola artificiale nel mare del Nord.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

La Danimarca costruirà la prima isola energetica artificiale al mondo in grado di produrre energia eolica. Un progetto in fase di sviluppo che verrà ultimato nel 2023.

La centrale entrerà in funzione nel 2030 ed entro il 2033 comincerà a produrre energia.

Un progetto che permetterà al paese scandinavo di ridurre le emissione di gas serra del 70% entro il 2030.

Il fine ultimo dell’isola energetica sarà quello di rendere la Danimarca neutrale climaticamente entro il 2050.

Il Paese ha già messo fine alle operazioni per le esplorazioni di gas e petrolio nel mare del Nord.

L’energia eolica in Danimarca copre l’81% del fabbisogno energetico

isola energetica nel mar del Nord, Danimarca

La Danimarca oggi è considerata la più grande sviluppatrice di energia eolica al mondo.

Il colosso danese “Vestas Wind Systems” fondato nel 1945, rappresenta uno dei più grossi produttori e installatori di turbine eoliche sul Pianeta. Azienda che nel 1991 ha installato la prima turbina eolica in Italia.

L’81% del fabbisogno di energia elettrica della Danimarca proviene infatti dal settore eolico.

Secondo l’Eart Policy Institute il primo stato europeo, e il secondo al mondo, a produrre e superare i 100 megawatt di energia eolica (il fabbisogno energetico di circa 29 mila case) è stata proprio la Danimarca nel 1987.

Il primo paese al mondo a varcare questa soglia furono gli Stati Uniti nel 1983, che è pero 230 volte più grande del paese europeo.

L’Italia ci arriverà nel 1999.

Nel 2020 la Danimarca è riuscita a raggiungere l’obiettivo di produrre metà della sua energia elettrica attraverso l’uso di fonti rinnovabili, il 40% deriva dall’energia eolica, il livello più alto di tutto il continente europeo.

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Un’isola energetica che produca energia pulita: il progetto danese

isola energetica danese produrrà energia eolica

L’isola energetica verrà realizzata a circa 80km dalla costa della penisola di Jütland. Il costo complessivo dell’opera sarà di 28,1 miliardi di euro (210 miliardi di corone).

La costruzione dell’isola eolica avviene in cooperazione tra lo stato danese e aziende del settore privato. Lo Stato è l’azionista di maggioranza del progetto, detiene il 51% delle quote.

Oltre alla grandezza dell’isola, paragonabile a 18 campi da calcio messi insieme, collegata a 200 turbine eoliche, impressiona il potenziale di produzione energetica.

Inizialmente verranno prodotti 3 gigawatt di energia, il fabbisogno di energia elettrica di 3 milioni di famiglie.

In seguito la capacità di produzione stimata potrebbe toccare i 10 gigawatt di energia e quindi soddisfare la domanda di energia elettrica di 10 milioni di famiglie non solo in Danimarca, ma anche all’estero.

L’energia eolica in Italia e in Europa

Secondo un’analisi “Strategic Energy Review” (Revisione strategica della politica energetica), eseguita dalla Commissione Europea, nel 2020 l’energia eolica ha rappresentato il 12% della crescita totale delle energie rinnovabili, con una produzione di 160 gigawatt.

Le migliori realtà europee sulle quali investire, e questo è facilmente deducibile, si trovano in Danimarca e sono le aziende “Orsted” e “Vestas”.

Anhe in Italia l’energia eolica rappresenta una gran risorsa.

Secondo l’Eni l’Italia nel 2017 era al decimo posto nella classifica mondiale per la produzione di energia eolica, circa 9,5 gigawatt.

Nel 2020 siamo riusciti a toccare la soglia dei 10 gigawatt, in grado di soddisfare il 7% delle utenze domestiche, l’obiettivo e quello di raggiungere il 12% entro il 2030.

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Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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