venerdì, Dicembre 4, 2020

Bergamo sarà più bella di prima

Il Senato ha decretato Bergamo e Brescia le nuove capitali della cultura 2023. Ma che aria si respira oggi a Bergamo, nei primi giorni liberi dall’obbligo della mascherina all’aperto?

Luca Tartaglia
Luca Tartaglia
Classe 88. Yamatologo laureato in Lingue Orientali, specializzato in Editoria e Scrittura, con un Master conseguito in Diritto e Cooperazione Internazionale. Ama dedicarsi a Musica e Cultura, viaggiare, “nerdeggiare” e tutto ciò che riguarda J. J. R. Tolkien

Nessuno di noi scorderà mai la lunga fila di carri militari al centro di Bergamo. Sappiamo cosa trasportavano, sappiamo che giorni erano quelli. Forse in alcune regioni d’Italia è stata sentita meno, in altre più. I primi giorni si guardava tutti in “su”, a settentrione. Avremmo capito da lì a breve che ciò avrebbe interessato ogni strada, campagna e borgo non solo del nostro Paese, ma del mondo. Realtà che è ancora ben presente. Ciò che è certo è che quelle immagini, quei silenzi, il mormorare dei camion, la tristezza atroce che trasportavano, tutto questo appartiene a noi, e ne dovremo far tesoro così da far di tutto perché non si ripeta. Bergamo dovrà risollevarsi, e noi con lei, insieme.

Bergamo coronavirus 2020
Una Fotografia della colonna di automezzi militari a Bergamo – Aprile 2020

Bergamo Ieri

I dati ci mostrano che su un totale ad oggi di circa 35.000 decessi, più della metà è avvenuta in Lombardia. In particolare, nel bergamasco l’Istat ha comunicato che la percentuale di morte è stata superiore del 600% circa rispetto agli anni precedenti. Percentuale tra le più gravi, se non la più grave, nel nostro Paese. A giugno 2020 si stimavano 6.000 morti solo per la provincia di Bergamo. Le responsabilità, il cosa poteva esser fatto e il cosa no, la gestione dell’emergenza sono tuttora al vaglio di inquirenti e istituzioni. Il perché non fu istituita una zona rossa in Val Seriana come a Codogno è all’attenzione della procura. Il tempo ci porterà la verità, e lì dove serve, giustizia.

Bergamo Oggi

Non è che naturale il senso di confusione, di smarrimento che avvolge la provincia lombarda dopo tutto quello che è successo in pochi mesi. Le sofferenze che hanno toccato tutti quanti, più o meno direttamente. Per questo al primo giorno senza obbligo di mascherina a Bergamo ancora tutti la indossano, ancora non c’è una forte vitalità nelle strade, come è giusto che sia. Serve tempo per elaborare i fatti dei mesi scorsi. La nomina a capitale della cultura 2023 è una fievole, per quanto positiva, notizia. Uno studio dell’Università di Bologna parla delle perdite a livello finanziario della provincia bergamasca. Il risultato:

stima infatti una forbice di minor entrate per Palafrizzoni tra il 14,4% (l’ipotesi migliore) e il 19,6% (l’ipotesi peggiore), collocando Bergamo nella top ten dei capoluoghi con la variazione più significativa a causa della pandemia (al primo posto c’è Brescia).

Leggi anche: Coronavirus, a Bergamo le famiglie delle vittime presentano le prime denunce in Procura

Mattarella Bergamo coronavirus
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Bergamo – 28 giugno 2020

Bergamo Domani

La ripresa di Bergamo, della Lombardia e come sempre di tutta l’Italia si sta dimostrando lenta e farraginosa. E questo è forse anche naturale, sia a livello economico sia a livello sociale. I tempi che verranno non devono portarci alla paralisi, ma ad avere più responsabilità e cautela. Quello che serve è una solidarietà nazionale e internazionale che permetta in tempi brevi di poter affrontare la situazione con il massimo della forza. Perché come oramai si è capito, e rappresenta una banalità, questa nuova emergenza, come molte altre, si può superare. E lo si farà unendosi e stringendosi in un unico grande “anticorpo”, perché siamo tutti inevitabilmente collegati da un filo simbiotico. Un anticorpo che avrà la forza trainante di riportarci a una nuova normalità, migliore. E magari Bergamo sarà lì in testa a condurci, più bella di prima, a questo futuro. Chiudiamo con le parole del Presidente della Repubblica Mattarella, che a Bergamo lo scorso fine giugno affermava:

Fare memoria significa anzitutto ricordare i nostri morti e significa anche assumere piena consapevolezza di quel che è accaduto. Senza cedere alla tentazione illusoria di mettere tra parentesi questi mesi drammatici per riprendere come prima. Significa allo stesso modo rammentare il valore di quanto di positivo si è manifestato. La straordinaria disponibilità e umanità di medici, infermieri, personale sanitario, pubblici amministratori, donne e uomini della Protezione civile, militari, Forze dell’Ordine, volontari. Vanno ringraziati: oggi e in futuro.

Leggi anche: Bergamhttps://www.ildigitale.it/bergamo-e-brescia-capitale-italiana-della-cultura-2023/o e Brescia si candidano insieme a Capitale italiana della Cultura 2023

Luca Tartaglia
Luca Tartaglia
Classe 88. Yamatologo laureato in Lingue Orientali, specializzato in Editoria e Scrittura, con un Master conseguito in Diritto e Cooperazione Internazionale. Ama dedicarsi a Musica e Cultura, viaggiare, “nerdeggiare” e tutto ciò che riguarda J. J. R. Tolkien

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