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Chi sono i premi Nobel 2019: dalla pace in Africa a una nuova idea di universo

Innovatori, visionari e attivisti, i vincitori dei Nobel 2019 hanno promosso una cultura di pace e integrazione sociale a livello globale. Tra ritardi e grandi esclusi, ecco chi si è aggiudicato il riconoscimento più ambito del mondo.

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Scoperta, innovazione, visione: il progresso è volto a migliorare il mondo in cui viviamo, almeno in teoria. Come ogni strumento a disposizione delle volontà umane, le nuove tecnologie sono sempre un’arma a doppio taglio che potrebbe essere utilizzata per perseguire scopri poco nobili. Alfred Nobel, a cui dobbiamo gli studi che portarono all’invenzione della dinamite, provò in prima persona le conseguenze dell’utilizzo poco etico di innovazioni controverse. Fu proprio per questo che decise di lasciare al mondo un ricordo di sé che non fosse legato all’idea di dolore e di morte, e nel suo testamento impegnò il suo notevole patrimonio economico per l’istituzione di un premio volto a finanziare scoperte, innovazioni e invenzioni in grado di cambiare il mondo in meglio.

Col tempo, il riconoscimento assegnato annualmente dalla Fondazione Nobel di Stoccolma è diventato il premio per antonomasia, quello a cui ogni scienziato aspira quando mette piede per la prima volta in laboratorio, e che a ogni edizione attira su di sé l’attenzione dei media e del pubblico.

Ecco chi sono i vincitori per il 2019.

Economia: Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer

Da sinistra: Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer

Quando Harvard incontra il MIT non può che venirne fuori qualcosa di grandioso. I tre economisti che si sono aggiudicati il premio di quest’anno hanno “migliorato enormemente la nostra capacità di lottare in concreto contro la povertà”, per citare le parole della stessa Fondazione Nobel. Grazie ai loro studi, 5 milioni di ragazzi in India hanno potuto usufruire di un programma scolastico di tutoraggio correttivo. I metodi utilizzati nella loro ricerca sono ora al centro degli attuali studi economici sullo sviluppo.

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Fisica: James Peebles, Michel Mayor e Didier Queloz

Da sinistra: James Peebles, Michel Mayor e Didier Queloz

Il mondo volge gli occhi verso l’universo: i vincitori di quest’anno ce ne hanno donata una visione completamente nuova. James Peebles ha dedicato la sua vita allo studio della radiazione di fondo, vale a dire l’eco del Big Bang che è ancora presente nel cosmo. Mayor e Queloz, invece, hanno confermato l’esistenza di nuovi mondi scoprendo i primi pianeti esterni al Sistema Solare che ruotano intorno a una stella analoga alla nostra. Due ricerche molto diverse tra loro, ma che, tra energia oscura e nuove terre, hanno aperto nuove possibilità all’esplorazione spaziale.

Medicina: William Kailin, Peter Ratcliffe e Gregg Semenza

Da sinistra: Peter Ratcliffe, Gregg Semenza e William Kailin

Sappiamo da molto che gli esseri viventi hanno bisogno di ossigeno per sopravvivere, e i tre studiosi che si sono aggiudicati il Nobel 2019 per la Medicina sono riusciti a scoprire in che modo le cellule lo utilizzano.  Il meccanismo molecolare che, all’interno delle cellule, regola l’attività dei geni in risposta al variare dei livelli di ossigeno è stato il focus della loro ricerca, uno studio portato avanti per decenni ma di fondamentale importanza. L’abilità delle cellule di dialogare con l’ambiente, infatti, è al centro della loro capacità di adattarsi e sopravvivere ai cambiamenti.

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Letteratura: Olga Tokarczuk e Peter Handke

Da sinistra: Olga Tokarczuk e Peter Handke

Non un premio condiviso, ma il recupero di un ritardo. Il riconoscimento per l’anno 2018, infatti, non era stato assegnato a causa di uno scandalo che aveva coinvolto alcuni membri della giuria causando la sospensione dell’assegnazione. La polacca Tokarczuk, quindi, si è aggiudicata il Nobel 2018 per la sua “immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta l’andare al di là dei confini come forma di vita”. All’austriaco Handke il premio 2019 per “un lavoro influente che con ingegnosità linguistica ha esplorato la periferia e la specificità dell’esperienza umana”.

Chimica: John B. Goodenough, M. Stanley Whittingham e Akira Yoshino

Da sinistra: Akira Yoshino, M. Stanley Whittingham e John B. Goodenough

Le batterie al litio hanno cambiato la nostra vita, pertanto gli inventori di questa tecnologia si divideranno il premio per la sezione Chimica. Non solo energia per pc, cellulari, auto elettriche e ogni tipo di dispositivo smart attualmente in commercio, ma anche nuove strade per la ricerca di fonti energetiche alternative.

Pace: Abiy Ahmed Ali

Il Premier etiope Abiy Ahmed Ali

Il premio più chiacchierato, almeno fino al giorno prima della sua assegnazione. Sebbene il grande pubblico desse come favorita la – tanto sostenuta quanto odiata – giovane ambientalista Greta Thunberg, Stoccolma ha deciso di riconoscere gli sforzi del Premier etiope e della sua politica di pace e cooperazione internazionale, in particolare per quanto riguarda il conflitto con l’Eritrea. Ma non finisce qui: un Tweet pubblicato dal Comitato ha precisato che il premio 2019 “intende anche riconoscere tutte le parti interessate che lavorano per la pace e la riconciliazione in Etiopia e nelle regioni dell’Africa orientale e nordorientale”. Riconciliazione, solidarietà e giustizia sociale sono i valori promossi quest’anno, dei quali Ahmed si è fatto il perfetto portavoce.

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di Marianna Chiuchiolo

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