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“Mi avete rubato i sogni e l’infanzia”, le accuse di Greta Thunberg al vertice ONU

“Siamo sull’orlo di un’estinzione di massa e voi non fate altro che parlare di denaro”, la giovanissima attivista per il clima accusa pubblicamente l’attuale classe politica di non avere a cuore il futuro delle nuove generazioni durante il summit per il clima.

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Tutto questo è sbagliato. Io non dovrei essere qui, dovrei essere a scuola dall’altra parte dell’oceano.

Così si è aperto l’intervento che Greta Thunberg ha tenuto ieri al vertice ONU sul clima in corso a New York. La giovanissima attivista svedese, fondatrice del movimento dei Fridays for Future, sta scuotendo le coscienze di mezzo mondo da quando, circa un anno fa, ha cominciato a scioperare per sensibilizzare sul problema del surriscaldamento globale. Da allora ha continuato a denunciare il fallimento delle attuali politiche di prevenzione dei cambiamenti climatici incontrando i principali leader mondiali e portandosi dietro una schiera di sostenitori e altrettanti contestatori.

Il suo discorso di ieri si è aperto con un’accusa che l’ha portata sull’orlo delle lacrime:

Tutti voi venite da noi giovani chiedendoci di sperare.  Con che coraggio? Mi avete rubato i sogni e l’infanzia con le vostre parole vuote… e io sono stata anche fortunata! La gente soffre, muore, interi ecosistemi sono al collasso, siamo sull’orlo di un’estinzione di massa e voi non riuscite a parlare d’altro che di denaro e di favolette su una crescita economica senza fine. Con che coraggio?

La giovanissima attivista ha poi continuato:

Sono più di 30 anni che la scienza lo dice chiaramente. Con che coraggio continuate a guardare dall’altra parte, a venire qui a dire che state facendo il possibile quando siamo ancora ben lontani da politiche e risultati concreti? Dite che ci state ascoltando, che vi rendete conto dell’emergenza, ma per quanto io possa essere triste o arrabbiata, non voglio credervi. Perché, se davvero vi rendeste conto del problema, continuare a non fare nulla di concreto vorrebbe dire che siete in malafede, e io mi rifiuto di crederci.

Leggi anche: Le prossime tappe di Greta: parteciperà al vertice sul clima delle Nazioni Unite 

Il tema del futuro sta particolarmente a cuore alla Thunberg, che è tra i firmatari di una denuncia ufficiale presentata al Comitato dell’Onu sui diritti dell’infanzia. Lei e un gruppo di rappresentanti tra gli 8 e i 17 anni provenienti da Argentina, Brasile, Francia, Germania e Turchia hanno denunciato l’incapacità degli attuali governi di mettere in pratica politiche che tutelino la qualità ambientale nel lungo termine. La noncuranza dell’attuale classe politica, infatti, andrà a danno delle nuove generazioni, che dovranno vivere in un mondo devastato dall’inquinamento da essi prodotto.

Nel suo discorso la giovanissima attivista ha infine ricordato che ci stiamo avvicinando a un punto di non ritorno oltre il quale i livelli di CO2 in atmosfera non saranno più recuperabili, nemmeno con gli sforzi combinati di tutta la popolazione.

Leggi anche: Di Caprio contro i cambiamenti climatici: due documentari per sensibilizzare il mondo

 

di Marianna Chiuchiolo

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3 Comments

  1. […] Settembre 2019 Elza Coculo CHANGE/Digital […]

  2. […] Fino a qualche anno fa gli ambientalisti erano considerati dalla cultura di massa come hippie da osservare con un misto di tenerezza e sottile ammirazione. Un gruppetto di sognatori convinti, impegnati e fondamentalmente inoffensivi. Poi è arrivata lei, Greta Thunberg, e d’un tratto gli attivisti per l’ambiente hanno cominciato a far rumore. Chi si schiera in favore della giovanissima svedese e scende in piazza il venerdì per salvare il futuro, chi la attacca sulla base di diverse convinzioni sostenendo che “è troppo giovane”, “ha l’Asperger, non può capire”, “è manipolata”, “è una marionetta”, “dovrebbe andare a scuola”, “dovrebbe lasciar parlare gli scienziati che davvero sanno qualcosa”, “inquina come tutti gli altri”, “è inquietante questa ragazzina”. Poche figure hanno raccolto negli ultimi mesi tanto odio quanto questa sedicenne che, dai gradoni di una scuola svedese, è arrivata a parlare all’ultimo vertice ONU sul clima. […]

  3. […] Ma cosa c’entra il consumo di carne con la coscienza ecologica? Il nostro Pianeta negli ultimi anni ci sta inviando continuamente degli SOS, dai drastici cambiamenti climatici all’estinzione di specie animali e vegetali. Da una parte c’è chi cerca di nascondere la testa sotto la sabbia, minimizzando il problema, ma dall’altra sono migliaia gli scienziati impegnati nello studio di possibili soluzioni. Così da tempo sappiamo che dovremmo cercare di limitare l’uso della plastica, usare mezzi pubblici per inquinare meno e impegnarci nel riciclare i nostri rifiuti. A queste semplici abitudini, si aggiunge la riduzione del consumo di carne, che avrebbe conseguenze enormi sul climate change. […]

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