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Vivere insieme per aiutarsi a vicenda: la sfida di Coinquilini Solidali

Genitori single, studenti, richiedenti asilo, anziani rimasti vedovi, da Torino arriva un nuovo modo di pensare i concetti di abitazione e di inclusione.

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Coinquilini Solidali fa incontrare chi offre e chi cerca casa, sulla base delle esigenze di entrambi i richiedenti. È un’iniziativa che vuol far fronte alle difficoltà abitative di persone che, per motivi diversi, vivono un momento di difficoltà e hanno bisogno di un aiuto: genitori single, studenti, richiedenti asilo, lavoratori part time, anziani rimasti vedovi. E risponde al desiderio di chi, credendo nel valore dell’ospitalità e dell’accoglienza, vorrebbe aprire la propria casa ad altri, ma ha difficoltà a trovare coabitanti. Coinquilini Solidali è un progetto ricco di storie, ricco di vite che si incrociano. È la prova che una società più inclusiva è possibile e si sta già realizzando.

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Vivere insieme per superare le difficoltà

La prima convivenza organizzata sotto l’ala di Coinquilini solidali è iniziata a gennaio. Una giovane dottoressa di Torino e una ragazza albanese con un lavoro part time si sono incontrate, si sono piaciute e hanno deciso di coabitare. E una nuova convivenza potrebbe iniziare a breve. L’associazione ha messo in contatto due mamme con figli. Ora dovranno conoscersi e valutare se le rispettive esigenze coincidono. Il progetto nasce da un’idea di Refugees Welcome Italia, che si occupa di ospitalità e accoglienza dal 2015. Fabiana Musicco, cofondatrice e direttrice dell’associazione ha raccontato in un’intervista per Italia Che Cambia:

Sin dall’inizio abbiamo pensato che, sebbene i rifugiati rappresentassero il nostro primo target, ci sarebbe piaciuto nel tempo occuparci di altre persone in difficoltà abitative, sociali, relazionali ed economiche.

Il progetto riporta al centro il tema dell’abitare. Le persone che hanno difficoltà a garantirsi una sistemazione idonea sono tante e appartengono a categorie eterogenee. Sono persone che non sono in carico ai servizi sociali, perché non vivono uno stato di vulnerabilità molto alta, ma che potrebbero diventare più fragili nel tempo. Basti pensare a chi è solo o alle famiglie monoreddito che hanno difficoltà ad accedere al mercato immobiliare privato. Continua Fabiana Musicco:

Interloquendo con i comuni, e in particolare con quello di Torino, abbiamo saputo che stavano riflettendo sulla possibilità di prevedere delle coabitazioni temporanee tra alcune categorie di persone.

L’intuizione di Refugees Welcome è stata quella di creare un ponte, un tramite tra coloro che vogliono offrire e coloro che cercano una casa. Il progetto Coinquilini Solidali è stato presentato alla Compagnia di San Paolo di Torino e avviato il luglio scorso.

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Come funziona il progetto

Aderire al progetto è semplice. Sia per cercare sia per offrire una sistemazione le persone interessate possono iscriversi sul sito del progetto compilando una scheda. I volontari di Refugees Welcome Italia contattano l’iscritto, fanno un primo colloquio telefonico  per poi fissare un appuntamento con l’interessato. L’associazione si occupa anche di individuare il miglior abbinamento possibile tra chi offre e cerca casa, sulla base delle caratteristiche e le necessità di entrambe le parti. Valutato il matching, gli aspiranti coinquilini vengono presentati e decideranno dopo l’incontro se andare avanti e avviare un percorso di convivenza oppure no. L’associazione rimane sempre a disposizione per qualsiasi eventualità. Da luglio si sono iscritte sul portale dell’associazione più di un centinaio di persone che cercano e offrono una sistemazione. Prosegue nell’intervista la direttrice di Refugees Welcome:

Crediamo che questo lavoro possa essere utile anche a livello nazionale. Se ci sono amministrazioni che intendono confrontarsi con noi su questo progetto ne siamo felici. Con le adeguate risorse, è un’iniziativa replicabile in vari contesti e alcune realtà che si sono già mostrate interessate.

In quest’ottica è stato pensato l’incontro del 12 marzo, durante il quale Refugees Welcome incontrerà altre realtà del territorio in cui verrà avviata una coprogettazione. Al termine dell’evento sarà disponibile sul sito dell’associazione un report che spiegherà le strategie per attuare e far funzionare percorsi di convivenza sul modello di Coinquilini Solidali. Affinché un simile progetto funzioni bisogna ritrovare la fiducia. Coabitare è un atto di fiducia. Investire sulla convivenza e sulla condivisione con l’altro per aiutarsi in momenti di difficoltà è un primo passo per realizzare una società più solidale e inclusiva.

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di Elza Coculo

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