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Licenziata da scuola senza preavviso: “Forse è perché sono transessuale”

Licenziata in tronco apparentemente senza motivazioni valide, l'insegnante si sfoga sul web e divide l'opinione pubblica.

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Il fatto è questo: dopo appena due settimane di servizio, ieri la scuola paritaria che mi ha assunta mi ha licenziata in tronco, con motivazioni confuse, nebulose e, in sostanza, poco credibili. 

Esordisce così il lungo post dai toni amareggiati e risentiti pubblicato due giorni fa su Facebook da Giovanna Cristina Vivinetto. Poetessa, vincitrice del Premio Viareggio, 25 anni, neolaureata e insegnante di letteratura. Anzi, ex insegnante per la precisione. La ragazza, dopo appena quindici giorni di lavoro, è stata licenziata dall’istituto paritario Kennedy di Roma, senza alcun preavviso. Le ragioni dell’allontanamento dall’incarico, come ha sottolineato, sarebbero futili, tanto da pensare che la ragione principale fosse un’altra: la sua transessualità.

Una serie di motivazioni non convincenti alla base del licenziamento

Giudicata inesperta e inadeguata dalla direttrice del liceo e dopo un’assenza per malattia di tre giorni, Cristina ha ricevuto la brutta e inaspettata notizia. A seguito del colloquio con il dirigente scolastico, è emerso che numerosi studenti e genitori si fossero lamentati delle sue lezioni. Troppo indietro con il programma ma troppo veloce nelle spiegazioni, confusa e insicura, evasiva, incapace di autorità e, soprattutto, troppo “artistica”. Sono questi i punti su cui hanno basato il licenziamento. E proprio sull’ultimo Giovanna ha avuto le riserve più accese, inducendola a sospettare che il suo orientamento sessuale fosse alla base di tutto. La ragazza ha infatti accumulato, a suo dire, esperienza in termini di conoscenza e di oratoria, grazie anche alle sue numerose performance in pubblico in qualità di poetessa.

In più, la docente si era convinta di aver conquistato la stima dei suoi studenti, diventandone modello e confidente. “Giovanna, i ragazzi sono infami, ti dicono una cosa e poi a noi vengono a dirne un’altra: non devi mai credergli”, la lapidaria replica della preside.

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A costarle il posto potrebbe essere stata la sua transessualità

Probabilmente c’entra il fatto che io sia una donna transessuale, e questo sarebbe già molto più triste e ingiusto. E non voglio pensarci. Non hanno mai mandato via nessun docente, e l’unica allontanata è quella transessuale.

Come di consueto in questi casi, il mondo mediatico si è diviso tra chi pensa che usi il suo orientamento come scudo al licenziamento e chi nutre sincero biasimo nei confronti della decisione della scuola.

Rispondendo ai post di chi ha espresso solidarietà alla sua causa, Giovanna ha fatto delle precisazioni:

Circa la metà del corpo docente è stato assunto quest’anno e si tratta di professori giovani come me e senza abilitazione. A differenza di altri, in queste settimane non sono mai stata richiamata, anzi venivo additata come un esempio positivo di dolcezza e comprensione per i ragazzi. Parlando con i docenti più anziani, ho saputo che mai nessuno è stato cacciato.

La risoluzione con cui la scuola l’ha allontanata, interropendo il contratto a progetto firmato fino a giugno 2020, desta non poche perplessità sul ruolo e professionalità degli insegnanti.

Pur non volendone fare a tutti costi un caso di discriminazione, la situazione dovrà essere approfondita in modo da fugare ogni dubbio. Resta il fatto che, in diversi contesti, l’accettazione della diversità di genere e orientamento sia lungi dall’essere assodata. Troppo spesso dominano ignoranza e cultura reazionaria. E spesso accade in seno a quell’istituzione dove, come ricorda Giovanna, “la serietà e la professionalità dovrebbero essere date per scontate perché da lì passa la cosa più preziosa che abbiamo, il nostro futuro”.

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di Enrica Vigliano

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