lunedì, Ottobre 25, 2021

La cancel culture contro la statua di Marilyn con la gonna al vento: è un’immagine sessista, va abbattuta

Contro l'oggettivazione della donna, dal museo di Palm Spring parte la petizione per rimuovere la statua di Marilyn Monroe con la gonna al vento e la biancheria all'aria.

Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

La cancel culture attacca ancora e si scaglia contro la statua di Marilyn con la gonna al vento: l’immagine viene giudicata sessista e diseducativa.

Esposta a Palm Springs all’ingresso dell’Art Museum, la statua, che richiama la scena del film “Quando la moglie è in vacanza”, è emblema di Marilyn Monroe come icona sexy. Per la cancel culture va eliminata: è offensivo lasciarla permanentemente davanti al museo.

Statua di Marilyn con la gonna al vento: è un’immagine iconica, ma maschilista e sessista

Statua di Marilyn con la gonna al vento: un'immagine iconica, ma maschilista e sessista.

Era il 1955 quando Joe Di Maggio, campione di baseball e marito di Marilyn, si arrabbiò per via di quella scena del film “Quando la moglie è in vacanza” di Billy Wilder, quella in cui il vento sollevava la gonna dell’attrice e tanti curiosi cercarono di intrufolarsi sul set e sbirciare le riprese.

Alla fine la scena venne girata in studio, lontano da sguardi indiscreti, ma ancora oggi è ben impressa nell’immaginario collettivo e ci restituisce un’immagine iconica della bella attrice.

La statua, che proprio a quella scena si ispira, si trova oggi di fronte all’Art Museum di Palm Spring nonché nel mirino della cancel culture. Secondo i fanatici del movimento, che negli ultimi mesi come non mai si sta scagliando contro la cultura occidentale, l’opera sarebbe maschilista e denigrerebbe la donna.

Louis Grachos, il direttore del museo, incalza:

Trovo che sia estremamente offensiva, al pensiero dei ragazzi che escono dal nostro museo e la prima cosa che si trovano davanti è la biancheria intima di questa scultura enorme di Marilyn.

Il politicamente corretto non lascia scampo alla cultura del nostro passato.

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La petizione della cancel culture contro la statua di Marilyn con la gonna al vento: “Pura misoginia”

La petizione della cancel culture contro la statua di Marilyn con la gonna al vento: "Pura misoginia".

Elisabeth Armstrong, ex direttrice del museo, è la portavoce della petizione che vuole la rimozione dell’iconica statua. A sostenerne l’abbattimento oggi ci sono già 40mila firme.

Secondo i sottoscriventi, l’opera dell’artista Seward Johnson sarebbe “pura misoginia, sotto le spoglie della nostalgia, è emblema di una fantasia antiquata o un’illusione di pochi uomini che ricordano i bei vecchi tempi a Hollywood, quelli che però non erano bei tempi per le donne… Un’opera palesemente sessista, costringe quasi le persone a fare Upskirting (guardare sotto le gonne, ndr). Sollecitiamo la città a trovare modi più appropriati per onorare la vera eredità di Marilyn e la sua memoria.

Insomma, la statua a Palm Spring non solo ricorderebbe i tempi in cui le donne erano sottomesse all’autorità maschile, ma ne autorizzerebbe, ne renderebbe lecito lo strapotere. Guardare sotto le gonne non è un gesto consentito, seppur negli anni Cinquanta poteva destare persino riso.

Oggi, almeno secondo la cancel culture, esistono altri modi per omaggiare un’attrice di talento come Marilyn e il suo ricordo dovrebbe andare ben oltre la celebrazione della sua sola bellezza.

Ed ecco che contro l’oggettivazione della donna si scaglia “Stop the misogynist #MeTooMarilyn statue in Palm Springs Dimmi”.

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La censura mancata di allora attacca oggi: è davvero lecito?

Nota come Forever Marilyn e opera dell’artista statunitense John Seward Johnson II, la scultura che risale al 2011 è sin dalla sua creazione un’attrazione per moltissimi amanti del cinema e dell’attrice.

L’opera ha viaggiato molto e ovunque ha riscosso successo. Tuttavia, il suo essere stabilita permanentemente a Palm Spring non sta riscuotendo l’entusiasmo che ci si sarebbe aspettato.

Se dalle firme alla petizione emerge che per molti la statua di Merilyn sia effettivamente da incriminare, per molti altri si sta assistendo all’ennesima esagerazione di una corrente ideologica che con forza si scaglia contro tutto ciò che emblema del nostro passato, e che come tale andrebbe considerato e preservato.

Il film di cui è simbolo la statua oggi tanto discussa mostrava una borghesia americana vittima di tante tentazioni e desideri, eppure nessuno allora ne fece del moralismo. Sembra per molti inevitabile domandarsi: perché farne oggi? perché condannare ancora una volta ciò che ha caratterizzato il nostro passato? non disponiamo di sufficiente intelligenza e capacità critiche per valutare quelli che erano e resteranno modelli del passato?

Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

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