Alternativa plastic free per assorbenti e pannolini: ecco la spugna riciclabile

Per combattere l'inquinamento da plastica, un team di ricercatori ha elaborato una spugna riciclabile a partire da proteine, acqua e scarti di biomassa per i prodotti igienici sanitari.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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Spugna riciclabile per assorbenti e pannolini: migliorare la qualità di accessori così indispensabili nella vita di tutti i giorni è una prerogativa assoluta in vista di un mondo plastic free.

E come combattere la plastica con prodotti altrettanto resistenti, performanti e adattabili? La risposta arriva ancora una volta dalla natura e dalla ricerca tecnologica: grazie alle fibre di mais e di grano è infatti possibile ricavare un nuovo materiale con delle caratteristiche molto simili a quelle della plastica, che non faranno rimpiangere i vecchi assorbenti e pannolini.

Assorbenti e pannolini: due prodotti sanitari altamente inquinanti

Spugna riciclabile per assorbenti e pannolini_3

Sebbene non se ne possa fare a meno, assorbenti e pannolini rappresentano un fattore altamente inquinante nella società di oggi.

Le alternative, soprattutto negli ultimi anni, sono in realtà diverse, dalla coppetta mestruale e dalle mutandine per il ciclo ai pannolini lavabili in lavatrice completamente in cotone, ma la praticità delle soluzioni fin qui trovate non è paragonabile a quella fornita dai prodotti sanitari costituiti da alte percentuali di plastica.

Purtroppo però questi prodotti impiegano centinaia di anni a degradarsi, non potendo per altro essere smaltiti nella raccolta differenziata a causa degli scarti organici – categorizzabili come “rifiuti speciali” – che contengono una volta utilizzati. Non solo: anche la loro produzione è una voce di spesa considerevole per quanto riguarda l’ambiente.

Ad esempio si stima che per fabbricare un solo pannolino monouso occorrano in media 34 litri d’acqua. Un assorbente tradizionale, invece, è fatto al 90% di plastica, e, considerando che le stime mondiali annuali indicano un consumo di 480 miliardi di tamponi, il peso sull’ambiente diventa non trascurabile.

Leggi anche: Riciclo della plastica: 5 soluzioni innovative per liberarsene

Spugna riciclabile: un colpo di fortuna

Grazie alla ricerca e al caso, però, oggi è possibile ottenere un materiale molto simile per caratteristiche alla plastica usata per i prodotti sanitari in questione.

La notizia arriva dagli studi di un team di ricercatori svedesi del Kth Royal Institute of Technology presentati al congresso American Chemical Society pochi giorni fa.

Tutto è nato durante una lezione, in cui Antonio Capezza, parte dell’équipe, ha fortuitamente trovato il modo di realizzare una spugna riciclabile partendo da dei filamenti di bioplastica e cotone bagnato.

La “pozione magica” ha creato una schiuma porosa e, una volta asciutta, igroscopica, utile per l’appunto a beni come assorbenti e pannolini: un colpo di fortuna che ha destato l’interesse della comunità scientifica e che potrebbe cambiare radicalmente la vita di tutte le donne, le mamme e i bambini che devono combattere con l’utilizzo di materiali inquinanti ogni giorno.

Dalla biomassa di scarto alla spugna riciclabile

Spugna riciclabile per assorbenti e pannolini_3

Non solo, una volta trovata la miscela giusta, il team ha deciso di approfondire la ricerca per trovare un sostituto del cotone, perché è una fibra che richiede processi chimici piuttosto impattanti per il suo utilizzo sanitario, oltre ai problemi derivanti dalla coltivazione intensiva e dal consumo di acqua che ne deriva.

E qui entrano in gioco gli scarti alimentari delle biomasse, specialmente quelli che provengono da prodotti agricoli come mais e grano: le proteine, zeina e glutine in primis, sono state mischiate ad acqua, bicarbonati e glicerolo per ottenere, grazie all’utilizzo di particolari macchinari, fogli di spugna riciclabile applicabile non solo in assorbenti e pannolini, ma anche per rivestimenti impermeabili di indumenti e similari.

Il risultato è stato un successo inaspettato: i prodotti sanitari in spugna riciclabile hanno superato tutti i test di assorbenza e quelli che riguardano la praticità d’uso, ma soprattutto hanno abbattuto il tempo di degradazione: bastano poche settimane perché assorbenti e pannolini vengano biodegradati in natura e, all’occasione, possono persino essere riciclati.

Leggi anche: Cos’è il free bleeding: le donne si liberano del tabù mestruale abbandonando gli assorbenti

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Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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