sabato, Maggio 8, 2021

Sommarøy, l’isola norvegese che vuole abolire il tempo

Marianna Chiuchiolo
Marianna Chiuchiolo
Laureata in Mediazione Linguistica, con un passato nella musica e nel teatro e un'avida curiosità per tutto ciò che riguarda scienza, arte e scrittura. Ha abbracciato da tempo la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita. Autrice di racconti, poesie e sceneggiature perché l'immaginazione lo pretende, giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

Cosa succede quando si vive nell’estremo nord del pianeta, oltre il circolo polare artico? Succede che il concetto di tempo perde di significato. È per questo motivo che da Sommarøy, una piccola isola norvegese al largo di Tromsø, arriva una singolare richiesta: liberarsi formalmente degli orari. “Qui è sempre giorno e ci comportiamo di conseguenza”, spiegano gli abitanti. La decisione è stata presa durante un’assemblea cittadina che si è tenuta la scorsa settimana. Kjell Ove Hveding, leader della Time-Free Zone Campaign, si è occupato di raccogliere le firme e consegnare la petizione al Parlamento di Oslo. Il nome “Sommarøy” significa letteralmente “isola dell’estate”, e in effetti la vita dei suoi poco più di trecento abitanti si svolge secondo ritmi completamente diversi da quelli a cui siamo abituati. Da metà maggio alla fine di luglio il sole non tramonta per 69 giorni consecutivi, mentre da novembre a gennaio l’isola è avvolta da una notte ininterrotta. Per questo motivo i residenti, particolarmente nei mesi estivi, vivono seguendo i ritmi della natura: anche alle 2 di notte ci sono bambini che girano in bicicletta o persone che tosano il prato. Manca solo l’approvazione ufficiale dal governo per diventare la prima time-free zone permanente del mondo, ma in effetti gli isolani sono già liberi dalle costrizioni del tempo, e hanno appeso i propri orologi al ponte che li collega al continente come simbolo della liberazione dalle costrizioni degli orari. Leggi anche: In viaggio dentro se stessi: 7 mete per scoprire il mondo meditando

Turismo, economia e lavoro sull’isola senza orari

Gli orologi degli abitanti, appesi al ponte che collega l’isola al continente come simbolo di liberazione dalla schiavitù del tempo.
La singolare iniziativa della cittadina di pescatori è appoggiata dal Northern Norway Tourist Board e sta già incidendo sull’economia dell’isola: sempre più turisti sono attratti dalla vita senza orari di Sommarøy, e si recano sull’isola per godersi le spiagge e il mare cristallino ogni volta che ne hanno voglia. Anche gli alberghi sembrano accettare di buon grado l’idea di non avere più orari per il check-out pur di accogliere più visitatori. Se la time-free zone venisse ufficialmente approvata, tutte le aziende e i negozi potrebbero permettersi di lavorare secondo orari estremamente flessibili. Lo stesso per le scuole, dove gli studenti potrebbero recarsi a qualsiasi ora sulla base dei propri ritmi personali, a patto di superare test ed esami durante l’anno per verificarne il rendimento. Utopia? Hveding non sembra d’accordo ed espone così il suo punto di vista:

In tutto il mondo, le persone sono oppresse da stress e depressione. In molti casi perché ci si sente in trappola e in questo l’orologio svolge un ruolo importante. I bambini andranno sempre a scuola, ma in modo flessibile. La scuola e il posto di lavoro non devono diventare gabbie.

Anche altre regioni dell’estremo nord, il Finnmark e il Nordland, sembrano pensarla allo stesso modo e si stanno adoperando per mettere in atto misure simili. Se, quindi, siete in cerca di un luogo dove poter davvero dimenticare lo stress e i ritmi frenetici della vita quotidiana, sapete cosa fare: dirigetevi a Nord e appendete – letteralmente – l’orologio al chiodo. Leggi anche: La storia di Terence Biffi: “Ho superato la depressione viaggiando, ero anche obeso”   di Marianna Chiuchiolo

Marianna Chiuchiolo
Marianna Chiuchiolo
Laureata in Mediazione Linguistica, con un passato nella musica e nel teatro e un'avida curiosità per tutto ciò che riguarda scienza, arte e scrittura. Ha abbracciato da tempo la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita. Autrice di racconti, poesie e sceneggiature perché l'immaginazione lo pretende, giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

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