lunedì, 21 Giugno 2021

Solar Veloroute, la ciclabile fotovoltaica del futuro

Le infrastrutture urbane diventano green: ecco la pista ciclabile fotovoltaica che genera energia e protegge ciclisti e pedoni dalle intemperie.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

Ispirazione, design, ecosostenibilità e utilità: si chiama Solar Veloroute, la ciclabile fotovoltaica dell’architetto polacco Peter Kuczia, che potrebbe ridisegnare le piste per bici e pedoni di tutto il mondo, dando un nuovo volto ai percorsi urbani.

Partendo dal presupposto che nella non così troppo immaginaria città del futuro le biciclette avranno un ruolo molto importante come mezzo di trasporto, gli architetti e i progettisti in ogni angolo del globo tengono d’occhio questo fenomeno già da tempo, per tenere il passo con la trasformazione degli spazi condivisi.

Il ritorno alle due ruote

Con la crescita esponenziale della vendita di biciclette, soprattutto durante il periodo della pandemia, le amministrazioni locali e cittadine si sono mosse per aumentare le superfici ciclabili all’interno dei propri territori e lungo le vie di collegamento.

Sempre più persone eleggono le due ruote come mezzo di trasporto preferito, che permette da una parte di risparmiare su benzina e consumi dell’auto e dall’altra di tenersi in forma, nel rispetto dell’ambiente e del prossimo. Il conseguente aumento di domanda di strade dedicate alle biciclette ha quindi destato l’attenzione di urbanisti, ingegneri ed ecologisti.

La Solar Veloroute, pista ciclabile fotovoltaica

Per la Solar Veloroute, i progetti pilota sono stati pensati per alcuni distretti della Svizzera e per la città di Dubai, ma potrebbero presto invadere anche altri centri abitati, proprio perché l’idea di partenza è concepita come replicabile ed esportabile a diverse latitudini.

La ciclabile fotovoltaica di Peter Kuczia, progettista con alle spalle 20 anni di attenzione all’integrazione tra architettura e sostenibilità ambientale, sfrutta la luce solare per produrre energia elettrica che viene convogliata sia per alimentare le colonnine di ricarica di veicoli ibridi che per le stesse biciclette elettriche. Dai pannelli disposti lungo la via si ottiene anche sufficiente energia per l’illuminazione stradale e un surplus ceduto al gestore della rete locale.

Un solo kilometro di ciclabile fotovoltaica può fornire circa 2000 MWh, sufficienti per soddisfare il fabbisogno energetico di 750 abitazioni o per far muovere 1000 auto elettriche per oltre 11.000 km l’anno.

Una struttura avveniristica

Ciclabile fotovoltaica_Solar Veloroute_notturna

Sembra una struttura da film di fantascienza: la ciclabile fotovoltaica è concepita come una sorta di galleria semi aperta, realizzata grazie a un sistema modulare di pannelli solari in vetro antiriflesso disposti a forma di arco a tutto sesto, ingabbiati in una rete di tubi d’acciaio. Una membrana di materiale plastico fornisce un ulteriore strato di protezione per chi attraversa la galleria, in particolar modo dal vento e dagli schizzi.

La calotta, aperta sui fianchi, svolge la duplice funzione di proteggere i ciclisti e i pedoni sia dalle intemperie che dal sole. In ombra di giorno, specie quando pedalare si fa più faticoso per via dell’afa e dell’illuminazione, illuminata di notte, la ciclabile fotovoltaica dispone di colonnine di ricarica per smartphone e cicli lungo il percorso, in modo da assicurare il massimo confort di percorrenza durante tutto l’arco della giornata.

Sulle pareti interne del tunnel, infine, Peter Kuczia ha pensato di appendere cartelloni e display che spieghino il funzionamento della struttura, rendendo così partecipi e sensibilizzando pedoni e ciclisti dell’indispensabilità di virare verso il ricorso a fonti rinnovabili.

Grazie alla modulabilità della struttura, il progetto della ciclabile fotovoltaica può essere adattata e replicata in qualunque luogo ce ne sia bisogno: la larghezza di copertura, il numero di pannelli e l’inclinazione dei moduli sono in tutto e per tutto flessibili e adattabili alle diverse situazioni locali.

Non solo: la galleria di pannelli si può installare anche laddove già esistano piste ciclabili, in ottica di rivalorizzazione di infrastrutture e servizi al cittadino.

Un monumento urbano all’energia pulita

Ciclabile fotovoltaica_Solar Veloroute

L’idea di avvolgere una pista ciclabile in una struttura economica, dall’estetica accattivante e per di più capace di produrre energia ecosostenibile rende Solar Veloroute di Kuczia una sorta di architettura-monumento, simbolo del cambio di rotta verso una mobilità sostenibile.

Non a caso ha vinto il Silver Design Award 2020 – 2021 per la categoria Architecture, Biolding and Structure Design Award.

Leggi anche: Nel circolo polare artico aprirà Svart, il primo hotel a energia positiva

La città solare del futuro

La Solar Velotoute, la pista ciclabile fotovoltaica, si inserisce nella tendenza a coniugare felicemente la spasmodica necessità della società di oggi di energia elettrica, e quella di rendere la produzione pulita.

L’arredo urbano, a partire dall’installazione di lampioni e luci al led alimentati da piccoli pannelli solari, rientra a tutti gli effetti in questa ricerca, lanciando al mercato e ai designer sempre nuove sfide.

Presto compariranno le panchine intelligenti che, alimentate dal sole, potranno fungere anche da hotspot per il Wi-Fi libero e gratuito in parchi, piazze e luoghi di ritrovo all’aperto.

O ancora, percorsi pedonali, ponti e sopraelevate rivestiti da strutture di pannelli solari per aumentare la superficie per la generazione di corrente elettrica, ma anche sculture, decori e attrazioni urbane con la stessa tecnologia.

Leggi anche: Nuovi orizzonti del fotovoltaico: arriva l’auto solare

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

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