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Crollo di iscrizioni a scuola per donne migranti, i mariti non vogliono

L'Istituto Francesca Amoni di Milano, unica scuola d'italiano per stranieri tutta al femminile, segnala un calo delle iscrizioni di quasi il 50%. Tra le cause anche la discriminazione tra le mura domestiche.

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Arrivano come fuggitive, il più delle volte sono scappate da condizioni insostenibili, ma hanno la forza e la voglia di rimettersi in gioco. Sono ragazze che la vita ha già reso donne, migranti spesso vittime della tratta a scopi di prostituzione provenienti da tutto il mondo. Un barlume di speranza le muove, alla ricerca di un posto migliore, verso la nuova terra dove vivono. Per integrarsi, prima di tutto hanno bisogno di capire, di comprendere la lingua, di imparare l’italiano. Sempre più fondazioni, associazioni, parrocchie, comitati di quartiere e comunità organizzano scuole di italiano per stranieri, nell’ottica di offrire un supporto concreto all’integrazione.

La Scuola Francesca Amoni a Milano è l’unica per sole donne

La Casa delle donne di Milano, per esempio, ha istituito dal 2014 la Scuola Francesca Amoni, una scuola di italiano al femminile, l’unica dedicata a sole donne di ogni cultura ed età. Il dettaglio non è da trascurare: nel panorama degli enti che offrono il servizio, la Scuola Amoni permette alle donne di condividere anche quell’intimità e libertà di espressione che nel mondo promiscuo è precluso a gran parte delle partecipanti. L’istituto diventa così un luogo di incontro e  di conoscenza reciproca, uno strumento per le migranti e per il loro inserimento nella comunità e la loro emancipazione. Le donne che frequentano la Scuola provengono dai centri di accoglienza o da quelli di protezione per le vittime di tratta, ma ci sono anche richiedenti asilo e persone già inserite nel tessuto sociale. Una trentina sono i paesi di origine delle ragazze, in gran parte dell’Africa subsahariana, America Latina, Nord Africa, Asia ed est Europa. La partecipazione alle lezioni è gratuita, previa una piccola quota annua, ed è aperta a tutte coloro che vogliono imparare o approfondire la conoscenza dell’italiano.

Una vita in fuga per potersi emancipare

Anche per beneficiare di un’opportunità del genere, queste donne devono scappare: non più da guerre e faide o da terreni inospitali, ma dai loro stessi compagni. Il vero ostacolo all’emancipazione diventano i mariti: quest’anno solo 30 donne si sono iscritte alla Scuola, la metà rispetto al 2018, dato che conferma l’andamento negativo degli ultimi anni.

Le volontarie e il presidente Roberta Larghi, spiegano:

Capisci il loro disagio: i mariti le costringono a restare a casa. Cerchiamo di comunicare la possibilità che hanno, ma qualche giorno fa all’Asl non hanno accettato i nostri volantini perché non abbiamo il logo del Comune o della Regione. Al mercato di via Eustachi ho dato il volantino a una venditrice velata che aveva un banchetto. Il marito mi ha cacciato.

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Il ruolo delle donne migranti

La femminilizzazione dei flussi migratori è un fenomeno complesso, che comprende implicazioni sociali, economiche e psicologiche. Negli ultimi anni le ondate migratorie al femminile sono aumentate, tanto che la componente femminile dei flussi supera quella maschile. Le tipologie di immigrazione sono diverse, da motivi di lavoro a ricongiungimenti familiari, da richieste di asilo a fughe da persecuzioni. In quasi tutti i casi le donne che emigrano in Italia sono inattive o svolgono lavori poco qualificati in settori come l’assistenza domestica.

Nell’era della globalizzazione, infatti, persistono pregiudizi e tradizioni difficili da sradicare. Spesso a pagarne le conseguenze sono in primo luogo le donne. Nonostante il settore delle scuole per stranieri sia perennemente in crescita, indice della necessità di comprendere le differenze e capirsi per comunicare, fattori politici, religiosi e sociali incidono ancora profondamente sulla buona riuscita delle iniziative. Inevitabile dunque elaborare politiche legislative e giuridiche sensibili alle tematiche di genere, alla tutela da forme di violenza intesa in ogni senso, allo sfruttamento e alla discriminazione multipla.

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di Enrica Vigliano

 

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