lunedì, 13 Luglio 2020

Roma, ad aprile il 71% di smog in meno. Crolla il valore di NO2

2
Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Gli indicatori di Kyoto Club e CNR-IIA, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico, hanno rilevato, nei mesi di fermo per lockdown, un netto miglioramento della qualità dell’aria nelle città italiane. I risultati, pubblicati nello studio annuale MobilitAria 2020 che monitora l’inquinamento e le politiche di mobilità urbana nelle 14 principali città e aree metropolitane italiane, restituisce una fotografia incoraggiante. In particolare, a Roma i livelli di biossido di azoto, NO2, sono scesi del 59% nel mese di marzo e fino al 71% nel mese di aprile, rispetto agli stessi mesi del 2019. Bene anche Torino che ad aprile registra un 51% di smog in meno, seguita da Milano e Napoli. Il vicepresidente di Kyoto Club, Francesco Ferrante, ha commentato così i dati a disposizione:

Sembra evidente che l’uscita dalla crisi pandemica ci pone di fronte a un bivio. Solo uscendo dall’era fossile potremo tornare a vivere in città di nuovo belle, accoglienti, piene di vita e di aria pulita.

Il ritorno alla normalità

Il blocco del traffico nel periodo del lockdown ha avuto effetti assolutamente positivi sulla qualità dell’aria. Le maggiori città italiane hanno registrato un significativo abbassamento del tasso d’inquinamento. Una conquista destinata, però, a svanire in fretta. Le attività stanno ripartendo a gran velocità, le persone ricominciano a circolare e nel Dl Rilancio il Governo non ha previsto norme volte a contrastare la crescita della congestione e del traffico. E mentre i Comuni pensano ai molti modi per incentivare la mobilità sostenibile, i cittadini riaccendono le automobili, preferendole ai mezzi pubblici. Bisogna accelerare la transizione verso la mobilità sostenibile, consiglia il vicepresidente di Kyoto club, e rendere questi miglioramenti strutturali. Leggi anche: Milano, più spazi all’aperto per combattere il Covid

Le proposte sul tavolo

Kyoto Club e CNR-IIA hanno elaborato delle proposte per intervenire sui fattori critici che influenzano il traffico. Promuovere e offrire servizi per una mobilità alternativa è già metà dell’opera. Tra le proposte: allargare i servizi di sharing mobility, favorire gli spostamenti in bici attraverso l’ampliamento delle piste ciclabili e dei servizi ai ciclisti, potenziare il trasporto pubblico. E infine, puntare sull’elettrificazione dei veicoli e mantenere ZTL e low emission zone. Si pensa, inoltre, a pianificare dei cambiamenti volti a decongestionare le città potenziando lo smart working, pianificando gli orari di ingresso nel lavoro, nelle scuole, nei servizi commerciali e nei servizi pubblici e privati in modo tale da non avere più il traffico nelle ore di punta. Abbiamo due modi per affrontare la questione dello smog nelle città. Dice Ferrante:

Prevarrà la spinta ‘conservatrice’ di chi pensa che la migliore risposta alle esigenze di distanziamento sociale sia quella di rinchiudersi nella propria auto privata? O piuttosto vincerà un modello più moderno che si basa sul forte potenziamento del trasporto pubblico locale, dello sharing, delle forme di mobilità dolce e sostenibile?

Leggi anche: Piste ciclabili: in bici da Lecce a Venezia, presto sarà possibile di Elza Coculo  

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Correlati

Unilever, annunciato un miliardo di investimenti per azzerare le sue emissioni

Il colosso anglo-olandese vuole ridurre a zero le emissioni nette di gas serra entro il 2039, anticipando la scadenza prevista dagli accordi di Parigi.

Spreco d’acqua: il consumo italiano è tra i più alti d’Europa

L’Italia usa più acqua di quanto la natura ne possa restituire al Paese. Tra le cause, l’agricoltura, ma anche il consumo medio dei cittadini: 220 litri ciascuno, il 25% in più sulla media dell’Unione.

Puglia, l’inaspettata invasione delle coccinelle

Si sono riprodotte durante il lockdown, complici anche le alte temperature. E si sono mosse numerose in cerca di nutrimento, arrivando anche in città.