Roma Pride, la Regione Lazio nega il patrocinio. Gualtieri: “Sabato sarò in piazza a manifestare”

La Regione Lazio ritira il patrocinio precedentemente concesso al Roma Pride a causa della controversia sull’utero in affitto. Immediata la risposta del Sindaco e degli organizzatori.

Marianna Chiuchiolo
Marianna Chiuchiolo
Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, una formazione da teatrante e una generale tendenza a perdersi nei vicoli di una fervida immaginazione. Ama in egual misura la scienza e la poesia e si spende da tempo per la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita.
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Negato il patrocinio al Roma Pride da parte della Regione Lazio. A soli 5 giorni dalla manifestazione più di rilievo del Pride Month, la cui partenza è prevista per sabato 10 giugno da Piazza della Repubblica, le parole del Presidente Francesco Rocca ufficializzano uno sconvolgente dietro front da parte della Regione:

La firma istituzionale della Regione Lazio non può, né potrà mai, essere utilizzata a sostegno di manifestazioni volte a promuovere comportamenti illegali, con specifico riferimento alla pratica del cosiddetto utero in affitto.

Alla base della controversa decisione ci sarebbe, quindi, l’annosa polemica sulla pratica medica della GPA, gestazione per altri, più nota a talune fazioni con la denominazione di maternità surrogata o, come menzionato poco prima, utero in affitto.

Queeresistenza, nel mirino il documento politico del Roma Pride 2023

A essere finito nel mirino è un passaggio del documento politico del Roma Pride 2023, Queeresistenza, nel quale sarebbe presente un’aperta accusa all’attuale classe governativa e alle recenti manovre messe in atto ai danni delle famiglie arcobaleno.

Vogliamo una legge che introduca e disciplini anche in Italia una gestazione per altri (Gpa) etica e solidale, che si basi sul pieno rispetto di tutte le persone coinvolte, sulla scorta delle più avanzate esperienze internazionali e in un’ottica di piena e autentica autodeterminazione.

Secondo Rocca, l’iniziale concessione del patrocinio sarebbe stata strumentalizzata dagli organizzatori della manifestazione, e le affermazioni precedenti violerebbero le condizioni per la concessione del patrocinio, precedentemente accordato in buona fede.

Fratelli d’Italia contro la maternità surrogata

Sulla questione della maternità surrogata, l’attuale Governo non ha mai fatto mistero delle proprie posizioni: non solo non è assolutamente a favore di una legalizzazione della pratica, ma ha fatto in modo di renderla reato universale, ossia perseguibile anche se effettuata in uno stato estero da parte di cittadini italiani, grazie a un disegno di legge approvato dalla Commissione Giustizia della Camera solo pochi giorni fa.

Leggi anche: Maternità surrogata sarà reato universale: “Utero in affitto perseguibile anche all’estero”

Negato il patrocinio al Roma Pride: le reazioni degli organizzatori

negato il patrocinio al roma pride dalla regione lazio

Tempi duri per i diritti umani, in un periodo nel quale la pratica della GPA diventa perseguibile mentre al potere si spinge per depenalizzare il reato di tortura. Immediate sono state le reazioni degli organizzatori del Pride, oltre che di personaggi di spicco in favore della manifestazione.

Secondo Mario Colamarino, portavoce dell’evento e presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, la Regione sarebbe stata ben consapevole dei valori veicolati dalla manifestazione, e l’improvvisa revoca del supporto precedentemente accordato sarebbe dovuta a ben altri motivi, da ricercare nei numerosi consensi raccolti da Rocca tra le file dei Pro Vita durante la campagna elettorale:

Il neo-governatore paga il debito elettorale a Pro Vita e ritira il patrocinio concesso, con delle motivazioni pretestuose, dato che la Regione Lazio conosceva le rivendicazioni e i contenuti politici della manifestazione.

Siamo ormai alla farsa: Pro Vita ordina e la politica esegue. Con l’ironia che ci contraddistingue ringraziamo Pro vita per averci offerto un servizio di ufficio stampa gratuito.

Grazie a loro siamo certi che sabato 10 giugno alla parata ci sarà una folla oceanica che crede nei diritti, nell’uguaglianza e nella laicità.

Colamarino rincara poi la dose sottolineando come la decisione sia sintomo di un governo i cui valori non si rispecchiano nell’uguaglianza e nella libertà per tutti:

Visto che la Regione Lazio è delle cittadine e dei cittadini, quindi anche nostra, e non di un manipolo di Talebani cattolici, non toglieremo il logo della Regione dal nostro sito.

Riccardo Magi, Segretario di +Europa, denuncia apertamente il primo partito:

La revoca del patrocinio al Roma Pride da parte della Regione Lazio dimostra ancora una volta che con Fratelli d’Italia al governo l’omofobia è istituzionalizzata, è un’omofobia di Stato.

Anche Alessandro Zan, dal PD, si unisce al coro parlando di “schizofrenia di odio e discriminazione che la destra vuole diffondere usando le istituzioni” e, in segno di protesta e resistenza, invita i cittadini ad accorrere numerosi alla parata.

Leggi anche: Perché il Gay Pride non è solo il Gay Pride

Roberto Gualtieri: “Il Roma Pride è importante per tutti i cittadini che combattono le discriminazioni”

roberto gualtieri patrocinio roma pride

Nonostante il polverone mediatico, all’atto pratico non dovrebbero esserci conseguenze importanti: il Roma Pride si farà, ed è stato proprio il Primo Cittadino, Roberto Gualtieri, a sottolineare il suo supporto alla manifestazione e alla comunità LGBTQIA+:

Il Roma Pride è una manifestazione importante per la comunità Lgbt+ e per tutti i cittadini che combattono le discriminazioni e sostengono i diritti. Per questo Roma Capitale ha assicurato il proprio patrocinio e per questo sabato sarò in piazza per il Pride.

Insieme a lui anche la segretaria del PD, Elly Schlein, conferma la sua presenza alla manifestazione.

Manifestazione che, come si legge in Queeresistenza, ormai non riguarda più solo i cittadini LGBTQIA, ma tutti quelli che si ritrovano ai margini e chiedono una società più inclusiva e paritaria:

Siamo donne, padri, migranti, frocie, travestitə, disoccupatə, precariə, antifascistə, studentə, operaiə, insegnanti, ateə, artistə, transgender, lesbiche, anzianə, drag queen, queer, persone al primo coming out, persone per la prima volta al Pride, persone nere, asiatiche e latine, omosessuali, fratelli, sorelle, sex worker, femministə, disabili, uomini, professionistə, genitori di figliə omosessuali, asessuali, lavoratorə, drag king, giovani, intersex, sportivə, bisessuali, rom, sinti e camminanti, gender-fluid, attivistə, intellettuali, madri, persone che praticano sessualità non convenzionali, kinky e BDSM, genitori omosessuali, persone povere, sierocoinvolte, aromantiche, non binarie…

Sentiamo la responsabilità di costruire un mondo nuovo a misura di persone con ogni disabilità e neurodivergenza.

Siamo chiunque è ai margini della società com’è ora e lottiamo per affermare le nostre esistenze, per prenderci ciò che ci spetta.

Leggi anche: I diritti LGBTQ+ raccontati attraverso 9 personalità iconiche

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Giornalista con studi in Mediazione Linguistica, una formazione da teatrante e una generale tendenza a perdersi nei vicoli di una fervida immaginazione. Ama in egual misura la scienza e la poesia e si spende da tempo per la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita.
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