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Realizzato il primo cuore artificiale stampato in 3d

L’università di Tel Aviv ha realizzato un prototipo di cuore artificiale completamente compatibile stampato in 3d. Una conquista che potrebbe rivoluzionare il modo di intendere i trapianti di organi.

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Gli uomini amano meravigliarsi, e questo è il seme della scienza.

Così diceva nel XIX secolo Ralph Waldo Emerson, e mai come in questa occasione ci sentiamo di dargli ragione.

Cosa può esserci di più meraviglioso che tenere nel palmo della mano un cuore pulsante perfettamente formato con i suoi vasi sanguigni, i rivestimenti e le camere che si contraggono pronte a pompare il sangue? No, non stiamo recensendo la scena madre di uno splatter di infima categoria, ma l’ultima conquista dei ricercatori Tal Dvir e Assaf Shapira dell’Università di Tel Aviv, che sono riusciti nell’impresa di creare il promo cuore battente stampato completamente in 3d.

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La ricerca, che se portata avanti rivoluzionerà il modo di intendere i trapianti di organi, non è che la più recente delle innovazioni in un campo che in molti stanno esplorando. La stampa 3d applicata all’ambito medico è una realtà già da diversi anni, e la direzione prevista dagli addetti ai lavori era esattamente questa. Fino a poco tempo fa, però, si era riusciti a realizzare in 3d soltanto tessuti o cartilagini, strutture molto meno complesse rispetto a organi interni completamente formati.

Come dalle cellule staminali si ottiene un organo completo

Il cuore stampato che sta facendo innamorare del futuro i medici di tutto il mondo è in verità solo un prototipo – le sue dimensioni sono molto più piccole rispetto a quelle di un normale cuore umano – ma il modo in cui è stato ottenuto è di certo il primo passo verso la realizzazione nei prossimi anni di organi impiantabili.

I ricercatori, che hanno pubblicato i risultati degli esperimenti sulla rivista Advanced Science, hanno fatto uso di materiale acellulare prelevato dal tessuto adiposo del paziente. Le materie così ottenute sono state poi manipolate per la creazione di un idrogel impiegato per la stampa di tessuto biologico. Lo stesso idrogel è stato utilizzato per creare cellule cardiache in grado di contrarsi e pulsare. Ciò vuol dire che l’organo è compatibile al 100% con il paziente, poiché realizzato a partire dalle sue stesse cellule, con un rischio di rigetto pari allo zero. Il prossimo passo, ora che la tecnologia di stampa è stata messa a punto, sarà educare i cuori artificiali a pompare sangue fino a diventare del tutto funzionali.

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Se portata avanti, questa ricerca non rappresenterà solo una svolta nel campo della cardiochirurgia, ma spianerà la strada alla messa a punto di altri organi artificiali completamente compatibili e realizzabili a partire direttamente dal tessuto del paziente, eliminando le terapie anti rigetto e le lunghe liste d’attesa per i trapianti.

 

di Marianna Chiuchiolo

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