sabato, 21 Maggio 2022

Pillola contraccettiva maschile: a fine anno i test sull’uomo

Una pillola contraccettiva maschile è stata sperimentata sui topi e ha avuto ottimi risultati prevenendo le gravidanze, senza riscontrare effetti collaterali.

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

Una pillola contraccettiva maschile è risultata efficace per prevenire le gravidanze al 99%.

La scoperta è partita da ricercatori dell’Università del Minnesota, coordinati dal dottor Abdullah Al Noman dell’Institute for Therapeutics Discovery & Development, che hanno creato una pillola contraccettiva maschile chiamata YCT529. Lo studio è stato presentato durante l’American Chemical Society (ACS) Spring Meeting 2022.

Per il momento i test di laboratorio sono stati effettuati sui topi e visti i risultati sicuri ed efficaci, entro la fine dell’anno potrebbero essere approvati, da parte della Food and Drug Aministration statunitense (FDA) e Agenzia Europea per i Medicinali, i trial sull’uomo.

Per la commercializzazione si dovranno invece attendere cinque anni.

Pillola contraccettiva maschile: la sperimentazione sui topi

pillola contraccettiva maschile_topi

Finora sono state sempre le donne a farsi carico dell’onere della contraccezione. Gli studi per una pillola anticoncezionale maschile risalgono al 1960, quando si realizzò l’equivalente per le donne, costituito da ormoni che interrompono il ciclo mestruale. Per gli uomini, a parte il preservativo, esistono poche possibilità, tra le quali la vasectomia, che oltre ad essere costosa spesso rappresenta una via di non ritorno. Ci sono anche i metodi ormonali per il controllo del testosterone, ma prevedono pesanti effetti collaterali, come depressione, aumento del peso e aumento dei livelli di colesterolo LDL, e sono sconsigliati.

Per creare la pillola contraccettiva maschile YCT529, da come ha dichiarato il dottor Noman in un comunicato stampa, i ricercatori si sono impegnati nel trovare, tramite un metodo computazionale, una molecola specifica che fosse in grado di inibire la proteina RAR-α, chiamata recettore alfa dell’acido retinoico. I topi che ne sono privi infatti, sono sterili.

Il composto è stato somministrato per quattro settimane, per via orale, riducendo in modo drastico il numero di spermatozoi prodotti dai topolini e prevenendo le gravidanze del 99%. Inoltre non sarebbero stati riscontrati effetti collaterali e a distanza di quattro-sei settimane dalla conclusione del trattamento, gli esemplari trattati potevano tornare a generare prole.

Leggi anche: Eliminare le mestruazioni è possibile: le conseguenze non sono quelle che ti aspetti

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

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