martedì, Maggio 11, 2021

L’Europa pagherà il debito del Montenegro alla Cina? Ecco di cosa si discute

La strategia di espansione cinese sfocia in Europa: se il Montenegro non ripagherà il suo debito, dovrà cedere parti del territorio dello Stato alla Cina.

Mara Bruni
Mara Bruni
Ama scrivere di tutto ciò che riguarda l'analisi economica, anche in un'ottica green. Nel tempo libero produce cosmetici ecosostenibili.

Il governo del Montenegro ha un debito con la Cina, contratto per la costruzione di un nuovo tratto autostradale.

Si avvicina la scadenza del debito e il Montenegro, non potendo restituire la somma prestata, chiede aiuto all’Europa. S

e il debito non dovesse essere saldato, la Cina prenderebbe il controllo di alcune sezioni del territorio montenegrino.

In Montenegro c’è l’autostrada più costosa al mondo

Nel piano infrastrutturale per far crescere l’economia del Montenegro c’è la costruzione di un’autostrada di 170km che dovrebbe collegare la città di Bar alla Serbia attraversando in pratica tutto il Paese. E la costruzione di questa autostrada non è tra le più semplici, per il  fatto che il territorio si presenta molto montuoso.

Secondo il Financial Times, infatti, i primi 41 km di autostrada costerebbero 20 mln di euro a km, il che rappresenterebbe uno dei tratti autostradali più costosi al mondo.

Il costo totale dell’intero progetto è di 809 mln.

La beffa del debito con la Cina

Nel 2014 il governo montenegrino decise di prendere in prestito soldi dalla Cina. Ciò fece impennare il debito pubblico e costrinse il governo ad aumentare le tasse e tagliare sussidi.

Le condizioni per il prestito imposte dalla Cina sono state le seguenti:

  • tasso al 2%
  • estituzione del prestito in 20 anni
  • 6 anni senza rate né gli interessi.

A Giugno 2021 scadranno i 6 anni e il Montenegro dovrà iniziare a ripagare il debito al governo cinese, ma non solo non ha denaro per ripagare la Cina, ma la grande opera autostradale non è stata realizzata.

A costruire l’autostrada doveva essere un’azienda cinese, la China Road & Bridge Corporation: il prestito è stato concesso a patto che fosse un’azienda cinese con materiali e lavoratori cinesi a occuparsi del progetto. Ma questa azienda non è riuscita a concludere l’autostrada.

Il Montenegro rischia il default, ma l’Europa non interviene

Montenegro

Il Montenegro quindi si ritrova con un debito verso la Cina per un’opera infrastrutturale che nemmeno è stata completata e con la distruzione della possibilità di aumentare la domanda di lavoro locale, dato che a gestire l’intera costruzione sono stati impiegati solo lavoratori cinesi.

Inoltre, sottolinea Reuters come in caso di controversia legale, sarebbe un tribunale in Cina a gestire la causa.

Il Montenegro, pur non essendo membro dell’Unione europea, chiede aiuto all’Europa per riuscire a saldare il debito e contrastare così l’influenza cinese. Ma l’Europa ha rifiutato ribadendo come i debiti contratti dai singoli stati appartengono solo ai singoli stati.

Peter Stano, portavoce della politica estera dell’Unione europea, ha dichiarato infatti che gli stati membri “sono liberi di stabilire i propri obiettivi di investimento”, aggiungendo come:

L’Ue è già il maggiore fornitore di assistenza finanziaria, il maggiore investitore e il maggiore partner commerciale del Montenegro, e la stessa cosa vale per gli altri Paesi dei Balcani.

Reinhard Bütikofer, membro tedesco del Parlamento europeo, però, afferma che sarebbe da irresponsabili se l’Unione europea non facesse nulla e lasciasse il Montenegro.

Cosa pensare della risposta europea al problema montenegrino?

Se l’Europa ricoprisse un ruolo da protagonista in questa situazione finanziando il Montenegro, l’Unione potrebbe scongiurare una possibile forte influenza di Pechino sul Montenegro.

Infatti, se il Montenegro non pagasse il debito alla Cina, essa prenderebbe il controllo di alcune sezioni del territorio, ottenendo così un perfetto punto strategico sul mare Adriatico e quindi sul Mediterraneo.

In realtà questa sembrerebbe proprio la strategia intrapresa dal governo cinese: ossia concedere prestiti a piccole economie, consci dell’alta probabilità che non ripagheranno il loro debito e che quindi saranno costretti a cedere parte della loro sovranità.

Il New York Times riporta ciò che accade in Sri Lanka: impossibilitato nel ripagare il debito verso la Cina, è stato costretto a firmare un accordo con il quale cede il 70% del controllo del porto di Hambantota alla Cina.

Questo si inserisce nel progetto di espansione dell’economia cinese, chiamato anche “Belt and Road Initiative” (BRI). E il Montenegro è stato il primo paese europeo a trovarsi vittima della strategia di Pechino.

Leggi anche: Mondiali 2022, in Qatar morti almeno 6.500 lavoratori immigrati durante i lavori

Mara Bruni
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Ama scrivere di tutto ciò che riguarda l'analisi economica, anche in un'ottica green. Nel tempo libero produce cosmetici ecosostenibili.

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