giovedì, Dicembre 2, 2021

Il Pentagono e i droni militari al Qatar: tensioni con Arabia ed Emirati

Il Pentagono spinge per la vendita di droni armati per mezzo miliardo di dollari al Qatar, ma il Dipartimento di Stato per adesso frena sulla transazione. I funzionari del Dipartimento sono infatti preoccupati per la reazione dei principali acquirenti militari (nonché alleati) degli Stati Uniti, come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Il Pentagono amplia la rete della vendita delle armi in Medio Oriente. Il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti da un po’ di tempo spinge per una particolare transazione militare. Gli alti funzionari del Pentagono starebbero infatti cercando di incoraggiare la vendita di droni armati per un valore di oltre 500 milioni di dollari (circa 430 milioni di euro) al Qatar.

Il Dipartimento di Stato è però cauto sulla vendita e ha per il momento fermato l’intenzione di vendere al Qatar, questo è quanto stato dichiarato fino ad ora da tre funzionari statunitensi e un assistente del Congresso che ha familiarità con le discussioni e riportato dalla NBC uno dei principali network americani.

Droni militari dal Pentagono al Qatar: quanto influirà sulle alleanze americane in Medio Oriente?

Droni militari dal Pentagono al Qatar: quanto influirà sulle alleanze americane in Medio Oriente?

Gli Stati Uniti sono il maggior produttore ed esportatore di armi al mondo questo è risaputo. Le prime 100 aziende produttrici di armi mondiali sono americane e solo nel 2018 secondo il SIPRI (Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma) hanno generato introiti per 420miliardi di dollari.

Le prime cinque aziende hanno tutte sede negli Stati Uniti e contano vendite per 148miliardi di dollari, il 35% del totale delle prime 100. Le aziende classificate dal 6 al 10 rappresentano invece il 15% del totale, il restante 50% è suddiviso fra le restanti 90.

Il Pentagono ha dei fornitori militari, giacché le aziende che riforniscono l’esercito americano sono tutte private e il Dipartimento della Difesa U.S.A. rende pubblici da parecchi anni tutti i contratti che vengono firmati con i propri fornitori, a differenza dell’Italia con Leonardo (la principale azienda italiana produttrice di armi) di cui il Ministero dell’economia e delle finanze italiano possiede una quota di circa il 30%.

Il Qatar ha chiesto per la prima volta agli Stati Uniti droni armati MQ-9 Reaper l’anno scorso, ma la richiesta fatta a Washington non ha trovato tutti d’accordo

A distanza di un anno il Qatar sta nuovamente facendo pressione sul Pentagono per la vendita, facendo leva diplomatica sull’aiuto che lo stato persico ha fornito durante l’evacuazione degli Stati Uniti dall’Afghanistan. Tra l’altro la questione è ritornata sotto prepotentemente quando manca un mese alla visita del’emiro del paese, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani proprio a Washington.

Tralasciando l’aspetto ideologico e sociale perché una transazione del genere non dovrebbe avvenire, e questo riguarderebbe ogni vendita di armi in Medi Oriente compiuta dagli Stati Uniti, il Pentagono vede il Qatar come un partner affidabile che si è dimostrato responsabile nell’uso di armi avanzate come i droni armati. 

Sempre secondo quando riportato dalla NBC un funzionario americano ha aggiunto che “il Qatar potrebbe essere utile nel mondo dell’antiterrorismo e con ‘attacchi oltre l’orizzonte’ in Afghanistan”, cioè attacchi aerei per conto degli Stati Uniti senza la presenza di questi ultimi in parole povere.

I funzionari del Dipartimento di Stato, d’altra parte, temono che la vendita possa far arrabbiare alcuni alleati degli Stati Uniti, tra cui l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti.

Facile quindi immaginare che durante la visita dell’emiro del Qatar il mese prossimo, quello dei droni dovrebbero essere in cima alla sua agenda quando incontrerà il presidente americano Joe Biden.

Per una questione di politica, il Dipartimento non commenta pubblicamente né conferma le proposte di vendita o trasferimento della difesa fino a quando non sono state formalmente notificate al Congresso – ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato.

Il Pentagono ha già fatto sapere non si opporrà alla vendita, ma ha anche cercando di mandare un messaggio direzione emirati, affermando che non la sta sostenendo in modo aggressivo. 

Oltre ad assistere il Pentagono durante il ritiro dall’Afghanistan, il Qatar ospita anche le forze armate statunitensi presso la base aerea di Al Udeid, sede del quartier generale del comando centrale degli Stati Uniti e del centro operativo aereo delle forze armate statunitensi per la regione. 

Il Qatar ha contribuito con circa 8 miliardi di dollari dal 2003 allo sviluppo della base e ha ospitato migliaia di rifugiati afgani. Fa anche parte della Global Coalition to Defeat ISIS. Va da se quindi che la realizzazione di una vendita militare di tale portata verrà probabilmente portata a termine senza troppi intoppi.

Tra l’altro al momento il Qatar è già il secondo partner di vendita militare estero del Pentagono con oltre 26 miliardi di dollari in casi attivi. Infatti gli Stati Uniti vendono i sistemi di difesa missilistica a lungo raggio Qatar Patriot, l’aereo da combattimento F-15QA e gli elicotteri d’attacco Apache AH-64E.

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Se il Pentagono vende al Qatar i paesi del golfo arabo potrebbero non prenderla bene

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L’ipotetica vendita di droni di americani da parte del Pentagono al Qatar potrebbe suscitare l’opposizione degli alleati americani in Medio Oriente, ovvero l’alleanza dei paesi del golfo arabo.

Il Qatar ha avuto relazioni tese con l’alleanza araba a causa del suo sostegno all’organizzazione dei Fratelli musulmani nella regione (una delle più importanti organizzazioni egiziane islamiste internazionali con un approccio di tipo politico all’Islam) e delle relazioni che il paese coltiva inoltre con l’Iran.

Nel giugno 2017, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrain e l’Egitto hanno interrotto le relazioni con il Qatar e imposto un costoso embargo, sostenendo di aver sostenuto i terroristi

Alle navi battenti bandiera del Qatar è stato vietato l’attracco in molti porti regionali e agli aerei del Qatar sono stati banditi dallo spazio aereo in gran parte della regione araba.

Le relazioni sono state ripristinate a gennaio scorso e l’embargo è stato revocato, ma persistono attriti tra il Qatar e gli altri governi del Golfo, in particolare con gli Emirati Arabi Uniti.

Inoltre Israele, alleato degli Stati Uniti, ha già fatto sapere al Dipartimento di Stato americano e al Pentagono di essere preoccupato anche per i legami del Qatar con Hamas

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Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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