lunedì, Agosto 8, 2022

Bin Laden, la lettera del 2010: “Non uccidete Biden, porterà gli Stati Uniti alla rovina”

Undici anni fa, il Leader dell'organizzazione terroristica Al Qaida scriveva in una lettera indirizzata al suo successore di non toccare il vicepresidente americano Biden perché considerato un incapace.

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

In una lettera inviata nel maggio del 2010, Osama Bin Laden, fondamentalista islamico e fondatore di Al Qaida, la più famosa organizzazione terroristica internazionale, aveva avvisato i componenti del suo movimento di non prendere di mira l’attuale Presidente in carica degli Stati Uniti Joe Biden.

Il documento è stato pubblicato dal Combating Terrorism Center (Ctc) di West Point, un Istituto che si trova sotto la guida dell’Accademia militare degli Stati Uniti.

All’epoca dei fatti, Joe Biden ricopriva il ruolo di Vicepresidente nel governo Obama. Nella missiva, lo sceicco suggeriva di non dare troppa importanza alla sua figura, era convinto infatti che in caso di successione, si sarebbe rivelato “totalmente incapace”.

Bin Laden: previsione e piano d’attacco

Sono ben 49 le pagine inviate e indirizzate da Bin Laden al successore Mustafa Abu’l-Yazid, in cui indicava come possibili bersagli l’ex Presidente Barack Obama e l’ex capo della Cia, David Petraeus.

Riferendosi alle visite di rappresentanza di americani in terra afgana, il leader terrorista chiedeva esplicitamente di non colpire il Vicepresidente Biden perché, se fosse salito al governo del Paese, avrebbe condotto gli americani alla rovina.

La ragione per concentrarsi su di loro è che Obama è il capo e ucciderlo automaticamente farà assumere la presidenza a Biden per il resto del mandato, com’è di norma laggiù. Biden è totalmente impreparato per quel posto, e porterà gli Stati Uniti in una crisi. Quanto a Petraeus, è l’uomo di casa in quest’ultimo anno di guerra, e ucciderlo cambierebbe il corso della guerra

La lettera è stata scovata in un fascicolo di documenti trovato nel nascondiglio pakistano del terrorista, durante un raid statunitense il 2 maggio del 2011. Scritti tra il 2006 e il 2011, i contenuti sono riaffiorati in questi giorni di la cattiva gestione americana. Bin Laden stava pianificando un altro attentato, capace di simulare quello dell’11 settembre: uccidere il Presidente Barack Obama. Un colpo probabilmente fallito poiché il fondatore dell’organizzazione terroristica venne arrestato e ucciso dalle forze speciali americane nel suo nascondiglio.

Mentre si avvicinava il decimo anniversario dell’11 settembre, il suo obiettivo principale era quello di portare a termine un altro spettacolare attacco terroristico contro gli Stati Uniti”

Come spiega l’analista della sicurezza nazionale Peter Bergen, uccidere Obama era una priorità assoluta dal momento che rappresentava la minaccia occidentale.

Leggi anche: G7 sull’Afghanistan: Biden conferma ritiro truppe il 31 agosto. Von der Leyen: “Coordinare sforzi per ridistribuire migranti”

La crisi di Biden era stata già prevista da Bin Laden?

La guerra in Afganistan è appena iniziata, i talebani hanno di nuovo riconquistato la capitale ed hanno dato un ultimatum agli Stati Uniti: abbandonare il territorio afgano entro il 31 agosto.

In questo scenario disastroso riemerge sfortunatamente la lettera di Bin Laden che fa tremare l’intera amministrazione Biden, già duramente criticata e compromessa dall’opinione pubblica per le scelte militari degli ultimi giorni. La vigliacca ritirata degli Stati Uniti dall’Afganistan è costata molto al Presidente americano in termini di credibilità. Per la prima volta dal suo insediamento, l’inquilino della Casa Bianca è stato seriamente contestato per mancanza di fiducia, è bruscamente calato il consenso degli elettori.

Secondo un sondaggio, il tasso di approvazione è sceso di ben 7 punti, toccando il suo livello più basso. Molti speravano che la vittoria di Biden su Trump avrebbe rappresentato il ritorno ad uno stato “più giusto”, ad un’America affidabile, benevola e fedele. Questa nuova dottrina ha messo le spalle al muro a tutti gli alleati europei e aperto gli occhi sui concreti interessi politici ed economici degli Stati Uniti.

Nella parole di Maurizio Molinari possiamo ritrovare tutta la disfatta americana.

La decisione disastrosa sulle modalità di ritiro dei soldati americani è stata presa dal presidente Biden, il quale era anche stato messo al corrente da intelligence e Pentagono sui rischi che si correvano se si fosse agito in maniera affrettata. La prima decisione importante presa da Biden in questi primi sette mesi di mandato è quindi stata sbagliata. Ora ci sono 15mila cittadini Usa ancora a Kabul e che devono essere riportati a casa

Come si evince dal grafico riportato a inizio paragrafo, il 27 gennaio, l’approvazione per il governo Biden era al 55,5 % mentre la disapprovazione al 36%. Lo scorso 20 agosto per la prima volta abbiamo assistito ad una clamorosa discesa registrando il 48,6 % degli sfavorevoli e il 47,8% dei favorevoli. Sarà forse vera la previsione di Bin Laden? Sarà l’inizio della discesa per l’amministrazione Biden?

Ultimi aggiornamenti dall’Afghanistan

Il portavoce dei talebani, Zabihullau Mujahid, durante la conferenza stampa di oggi 24 agosto ha intimato il governo americano di lasciare l’Afganistan entro il 31 agosto. Nel frattempo continuano le corse disperate dei civili verso l’unico aeroporto operativo del paese. Donne e uomini non si fidano delle parole rassicuranti comunicate durante l’evento pubblico.

Non stiamo inseguendo e dando la caccia a nessuno, nessun incidente si è verificato in nessuna parte del paese, non abbiamo nessuna lista, non stiamo inseguendo nessuno, abbiamo annunciato l’amnistia e cerchiamo di portare pace e sicurezza

Il direttore della Cia, William Burns, ha incontrato lo scorso lunedì a Kabul, il capo dei talebani Abdul Ghani Baradar. Si tratterebbe di una visita super riservata, la Cia non ha ancora commentato l’indiscrezione ma è possibile che al centro del colloquio ci sia stata la possibilità di estendere oltre il 31 agosto la scadenza per il ponte aereo per il salvataggio dei cittadini afgani.

L’Unione Europea, in occasione del vertice del G7 previsto per la giornata odierna, annuncerà un aumento della somma destinata agli aiuti umanitari a favore della popolazione: da 50 milioni a 200 milioni di euro.

Leggi anche: Afghanistan, il portavoce dei Talebani in conferenza stampa: “Nessuno raggiungerà più l’aeroporto di Kabul”

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

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