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“Niente è impossibile”: parla Valeria Cagnina, giovane promessa della robotica

A 11 anni ha creato il suo primo robot, oggi è fra le più influenti donne nel mondo tech.

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Oggi, nonostante si parli tanto di disparità di genere o gender gap, il mondo scientifico non è più un universo dominato dal sesso forte. La matematica, la scienza, l’ingegneria sono settori che attraggono sempre più  giovani donne che, sin da piccole, iniziano ad appassionarsi a formule ed esperimenti. Una giovanissima che ha saputo ascoltare le proprie passioni, nonché ormai una fra le donne più influenti nel mondo tech in Italia è Valeria Cagnina. Classe 2001, Valeria è riuscita a trasformare quella che era la sua naturale propensione per la scienza, nella sua ragione di vita, fino a riuscire oggi nell’impresa di rivoluzionare l’insegnamento proprio attraverso la robotica e la tecnologia. La costruzione del suo primo robot è stato solo il primo passo di una serie di successi: da piccoli eventi ai primi discorsi in pubblico, dalla partecipazione al TEDx a soli 14 anni, e infine la partecipazione all’estate al Mit di Boston al Dipartimento di Robotica l’anno seguente. Poi a 16 anni la svolta decisiva chiamata OFpassiON, una scuola diversa dalle altre, fondata ad Alessandria insieme al socio Francesco Baldassarre. Valeria inizia così a insegnare robotica e tech ai bambini a partire dai 3 anni, per poi far crescere il suo progetto fino ai corsi di team building per le aziende. L’obiettivo è stravolgere il mondo dell’education per fare in modo che i “dreamers”, ossia i partecipanti ai corsi di questa scuola speciale, riescano a essere positivi, curiosi e alla scoperta delle proprie passioni. La redazione de Il Digitale ha avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Valeria Cagnina per parlare del suo percorso, della sua idea di rinsegnamento e scienza al femminile.

Hai costruito il tuo primo robot a soli undici anni. In che modo ti sei avvicinata a questo mondo? Cosa ti ha portato a scoprire la tua più grande passione?

A 11 anni, al Coderdojo di Milano, ho visto una semplice pianta disegnata sul computer in grado di interagire con il mondo circostante tramite Arduino, una semplice piattaforma hardware. Questo dispositivo era capace di percepire, tramite i suoi sensori, le persone nella stanza e l’umidità, diventando triste o felice. L’idea mi ha subito affascinato e così, seguendo dei video su Youtube all’epoca disponibili solo in lingua inglese, ho costruito il mio primo robot in grado di andare in giro da solo ed evitare gli ostacoli.

Valeria, sei una giovane donna nel settore tech, riconosciuta come una tra le 50 più influenti in Italia. Qual è la tua opinione sul gender gap nell’universo scientifico?

A parole è tutto bello, tutti si riempiono la bocca di inclusione e pari opportunità, ma a volte gli stereotipi sono assurdi perché vistosi ed eclatanti nella loro follia e altre volte si insinuano subdoli e sono i peggiori perché può essere difficile riconoscerli. Le ragazze da un lato subiscono questi stereotipi, dall’altro li accettano passivamente per comodità o per mancanza di voglia di contrastarli. Un esempio banale? Quante ragazze vedete che guidano o fanno benzina quando sono col compagno/marito accanto? Provate a fermarvi mezz’ora in un distributore qualsiasi e poi fate la stessa cosa in Norvegia o negli USA. Non avrete gli stessi risultati. E guarda caso questi paesi non hanno gli stessi risultati di gender gap nel mondo del lavoro. È un circolo vizioso di cui tutti sono responsabili. Personalmente quello della disparità di genere è un problema che non mi sono mai posta. Quando incontravo a scuola queste battutine o quando a volte le incontro oggi, le prendo come una sfida per dimostrare il contrario e dopo averlo dimostrato. L’importante è frequentare la rete giusta e circondarsi di persone intelligenti.

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Valeria Cagnina insieme al suo socio Francesco Baldassarre.

Come è nata l’idea di OFpassiON?

Ho passato l’intera estate a Boston a 15 anni grazie a una borsa di studio. Al MIT ero senior tester del progetto Duckietown con il compito di seguire i tutorial universitari per realizzare un robot autonomo in grado di muoversi lungo un percorso, evitando gli ostacoli, mediante un solo sensore: la telecamera. Arrivando da una formazione tradizionale scolastica italiana, completamente avulsa dalla realtà, questa esperienza è stata folgorante per me. Lì ho visto professori universitari, nonché alcuni tra i maggiori cervelli della terra, fare tante cose davvero complesse, ma esser sempre guidati da una sola parola d’ordine: divertimento. Questa è la cosa principale che ho imparato dopo l’esperienza in America: la scuola non deve essere per forza noiosa e nemmeno formale, ma può essere giocosa e creativa. Il MIT mi ha insegnato che niente è impossibile se lo si vuole con determinazione e duro lavoro e questo concetto è diventata la prima delle 10 regole di OFpassiON.

Ho cominciato a dare semplici lezioni di robotica ai bambini e la cosa funzionava. In pochissimo tempo le richieste erano tantissime e non riuscivo più a gestirle da sola. Ho fatto una call sui social per cercare collaboratori e così ho incontrato Francesco Baldassarre. La naturale evoluzione è stata OFpassiON. Io nel frattempo ho compiuto 18 anni e in soli quattro mesi siamo passati da semplici sconosciuti a soci fondatori della nostra Azienda di Robotica Educativa.

In cosa consiste l’approccio Learn by doing? Quali punti di forza?

È un metodo semplicissimo nella sua potenza. Imparare attraverso l’azione pratica è il metodo che funziona meglio a qualsiasi età. Quando le persone, soprattutto i bambini, sperimentano attività in laboratorio nella loro mente rimane un ricordo positivo dell’esperienza, quindi in futuro saranno più felici di usare quella competenza.

È più facile divertirsi facendo qualcosa e vedendone il risultato, piuttosto che stando davanti a una pagina di numeri o parole. Questo non significa rifiutare la teoria, bensì capovolgere completamente l’apprendimento. Se si comincia dall’applicazione pratica e se ne valutano i risultati, sarà molto più facile appassionarsi a un determinato argomento e a quel punto essere interessati ad approfondirlo teoricamente.

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Valeria a 17 anni diventa la più giovane premiata dall’Inspiring Fifty, il riconoscimento alle 50 donne più influenti in Italia in ambito tech.

“Nulla è impossibile” è il tuo motto, si addice molto al tuo percorso e ai traguardi raggiunti. Quali progetti per il futuro?

In Italia la scuola è ancora mnemonica e arretrata. La nostra idea ambiziosa è quella di stravolgere il mondo dell’education per fare in modo che ogni bambino e ogni persona in generale possa imparare in modo positivo e divertente. Per questo abbiamo deciso di stabilire la nostra sede ad Alessandria e partire proprio dalla provincia italiana, dove ci sono meno possibilità e dove la mentalità è ancora chiusa, per dimostrare che la rivoluzione è possibile. Francesco e io nei nostri speech e laboratori cerchiamo di utilizzare la robotica, che è la nostra passione, per aiutare i “dreamers” a essere curiosi e scoprire le proprie passioni. 

In futuro, mi piacerebbe ingrandire la nostra azienda. Attualmente, stiamo lavorando a una rete di Ambassador a marchio OFpassiON che abbraccino la nostra filosofia educativa delle 10 regole e ci aiutino a replicarla in Italia, in Europa e nel mondo. Più a lungo termine, l’obiettivo è farla diventare una scuola strutturata in cui tutte le materie vengano apprese secondo il nostro metodo: per terra, scalzi, senza banchi, liberi di muoversi e usando il metodo del learn by doing

Quale consiglio daresti ai giovanissimi che vogliono avvicinarsi a robotica, coding e intelligenza artificiale? In particolare da donna cosa consiglieresti a una coetanea che desidera affacciarsi a questo mondo?

Alle ragazze posso solo dire di non farsi condizionare troppo da chi si ha intorno e vi dice che si è sempre fatto in un certo modo, così le cose non cambieranno proprio. Se ne avete modo uscite dal vostro orticello, andate a vedere altrove come gira il mondo. Oggi si raggiungono ambienti e persone stimolanti anche soltanto con un computer e una connessione. Viaggiate, esplorate, contaminatevi in luoghi diversi dai vostri. Siate curiose, scoprite le vostre passioni e inseguitele sempre, perché fare ciò che amate vi renderà davvero felici. 

Il segreto è credere fermamente nella prima regola della nostra scuola: niente è impossibile. Non arrendetevi mai, non credete a chi vi dice che è impossibile, che siete troppo giovani o che non è il momento giusto. Niente è impossibile. Con tanta determinazione, fatica e duro lavoro si arriva dove si vuole, ricordando sempre che solo sul dizionario successo viene prima di sudore.

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di Federica Tuseo

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