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Il caso Coding Girls, investire sul digitale per la parità di genere

La ricetta per risollevare il mercato del lavoro italiano potrebbe avere come ingrediente principale le donne. Il progetto Coding Girls punta a ridurre il gender gap nelle professioni digitali.

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Sono passati più o meno cent’anni da quando, in diversi Paesi del mondo, le donne hanno ottenuto il diritto di esprimere il proprio pensiero con un voto politico. Un’eternità se si ragiona in un’ottica di sviluppo civile, sociale ed economico. Questa lentezza ha un peso economico considerevole secondo un recente dossier del Comitato economico e sociale europeo di Bruxelles, che rileva nel carente coinvolgimento delle donne nel mercato del lavoro il motivo di una perdita di ricchezza nel mondo pari a 140 trilioni di euro. L’inuguaglianza di diritti, opportunità e salari fra i due sessi è una realtà ancora difficile da superare in molti i settori come l’educazione, la carriera e l’imprenditorialità. Vi chiedete a che punto è l’Italia con la parità di genere? Fra i tanti indicatori presenti nel Rapporto sullo sviluppo sostenibile l’indicatore composito ASviS relativo al Goal 5, “Parità di genere ed empowerment delle donne e delle ragazze”, registra un peggioramento nel nostro Paese sul fronte del tasso di occupazione femminile nella fascia d’età tra i 25 e i 49 anni. I dati riportati finora mettono in evidenza in che misura l’universo femminile sia ancora penalizzato a livello di identità di genere e di ruolo in ambito lavorativo.

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Il caso Coding Girls: programmatrici del futuro

Nonostante i progressi fatti negli ultimi decenni, il gender gap nel mondo è ancora molto marcato. La strada per raggiungere la parità fra uomini e donne è ancora lunga e in salita, ma ci si può arrivare facendo un passo alla volta. Un modello da seguire in questo percorso verso l’obiettivo è quello della Fondazione Mondo Digitale, un’organizzazione senza scopo di lucro che mira a promuovere la condivisione della conoscenza, l’innovazione l’inclusione sociale. Prestando particolare attenzione all’importanza della formazione di giovani donne in materie solitamente considerate più adatte ai maschi, la Fondazione ha dato vita all’iniziativa Coding Girls. Il progetto, promosso anche dall’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, coinvolge bambine e ragazze, dalla primaria alla secondaria superiore, in laboratori e attività che gli permettono di avvicinarsi al mondo del coding e valutare un possibile futuro di studi e lavorativo nell’ambito delle STEAM.

Solo il 24,9% delle donne si laurea in settori legati alla tecnologia, mentre la quota di uomini impiegata nel digitale è tre volte superiore a quella femminile.

Queste le parole di Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale. Un motivo valido, quindi, per partire dalla formazione delle giovani affinché possano programmare al computer e immaginare il proprio futuro alla pari dei loro coetanei dell’altro sesso.

Negli anni l’evento, giunto alla sua quinta edizione a novembre del 2018, è riuscito a catturare l’attenzione di migliaia di studentesse in decine di scuole da nord a sud Italia. Oltre alle lezioni di coding, le ragazze hanno anche avuto la possibilità di partecipare a maratone digitali regionali di programmazione e creatività con il coinvolgimento delle università. La rete creata a sostegno di Coding Girls ha potuto contare anche sul mondo delle aziende, le quali potevano scegliere di “adottare” una studentessa per sostenerla nel percorso di studi e contribuire così a far emergere nuovi talenti, competenze e profili professionali. In definitiva, si può parlare di un progetto che dimostra quanto sia importante per le ragazze giocare d’anticipo, programmare il futuro, guardando al traguardo della parità di genere come una meta da raggiungere passo dopo passo sin dai banchi di scuola.

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