martedì, Aprile 20, 2021

Morti di Coronavirus: tutte le bugie dell’Europa

Clarice Subiaco
Clarice Subiacohttps://medium.com/@ClariceSubiaco
Classe 1986, passato di studi umanistici e presente nel mondo dei dati. In mezzo, esperienze di lavoro come Digital PR, Content Strategist e Project Manager per startup e agenzie internazionali. Ama raccontare l'innovazione che ha un forte impatto sociale.

Ogni giorno siamo abituati ad ascoltare i bollettini quotidiani della Protezione Civile che ci informano sul numero di contagi, decessi e guarigioni dal Covid-19 nel nostro Paese. Dati simili vengono diffusi anche dagli altri paesi europei e ad oggi l’Italia risulta il paese più colpito dopo la Spagna. In questi giorni abbiamo imparato che i numeri vanno presi con le pinze. Da un lato c’è un rischio concreto di sottostima, dall’altro vi è il fatto che i diversi paesi europei raccolgono i dati in maniera differente e non li comunicano all’esterno come nel caso della Germania o del Belgio. Diventa molto difficile a questo punto poter fare un reale confronto.

Le morti sommerse: 1 decesso ogni 3 non viene conteggiato

Per cercare di comprendere meglio i numeri del contagio, l’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale, ha confrontato le morti tra il 2015 e il 2019 di sette paesi europei con quelle di quest’anno. Tale differenza, indicata con il termine “eccesso di mortalità” dovrebbe indicarci il numero di morti da Covid.

Confronto tra eccesso di mortalità e morti Covid-19. Fonte: Ispi
Questo grafico ci mostra che in ogni paese c’è una differenza tra le morti accertate da Covid-19 e l’eccesso di mortalità. In totale nei 7 paesi analizzati quest’anno sono morte 86.510 persone in più rispetto alla media dei cinque anni precedenti, mentre le morti da Coronavirus registrate dagli istituti preposti in ogni paese sono state 58.314. Insomma, sembrerebbero mancare all’appello oltre 28.196 persone decedute nel corso dell’epidemia. In altre parole, facendo una media, in questi sette paesi è come se fosse stato contato un morto ogni tre. Leggi anche: Covid, la corsa verso il vaccino da Oxford agli Stati Uniti: in vendita dal 2021

I decessi di Regno Unito e Paesi Bassi sono sottostimati di oltre il 100%

Naturalmente non tutti i decessi in eccesso possono essere imputati al Coronavirus, ma questo numero è quanto di più attendibile abbiamo per comprendere il reale tasso d’incidenza della pandemia sulla popolazione.

Confronto fra eccesso di mortalità e decessi Covid-19, valori normalizzati. Fonte: Ispi
Nel secondo grafico, il numero dei decessi in eccesso e delle morti da Covid-19 certificate sono stati normalizzati in modo da poter ottenere un confronto più chiaro. Quello che salta all’occhio è che la situazione in Italia, Francia, Spagna, Svezia e Svizzera risulta abbastanza omogenea. Per ogni quattro morti conteggiati, uno tende a sfuggire all’osservazione. Appare nettamente più preoccupante la situazione di Regno Unito e Paesi Bassi: in entrambi i paesi, oltre un decesso su due sfugge al conteggio, ovvero il 100% per il Regno Unito e il 104% per i Paesi Bassi.

Il caso del Belgio e i dati non comunicati

In Belgio non è possibile calcolare il numero reale di morti causati dalla pandemia poiché il registro dei decessi non è stato aggiornato negli ultimi due mesi. Il governo belga, però, afferma di essere il più trasparente e di includere anche gli asintomatici e le morti sospette nelle case di riposo, nei 7.200 morti da Covid dichiarati. Anche volendo attenersi solo ai dati ufficiali comunicati, la situazione del Belgio resta la più grave: 597 decessi per milione di abitanti, contro i 480 della Spagna e i 430 dell’Italia. Un dato preoccupante se si pensa che il paese conta soltanto 11 milioni di abitanti e che è la sede delle istituzioni europee. Leggi anche: Ansia, attacchi di panico, depressione: in quarantena colpiscono il 63% degli italiani

Matteo Villa dell’Ispi: “manca un approccio sistematico alla Fase 2”

Cosa ci fanno capire questi dati? Innanzitutto che a dispetto di quanto si dica, l’Italia non è il paese che sottostima maggiormente l’entità dell’epidemia in Europa. Al contrario, risulta essere del tutto in linea con altri quattro paesi. Le vere eccezioni in negativo sono Regno Unito e Paesi Bassi. Inoltre il dato dell’eccesso di mortalità è utile a stimare il numero reale di decessi da Covid-19 che saranno circa il 30% in più rispetto ai dati ufficiali di morti accertate. Matteo Villa, ricercatore dell’Ispi, sottolinea:

Qui capiamo, ancora, cosa manca per un approccio più sistematico alla Fase 2: riuscire a tener traccia delle persone decedute è cruciale per poter comprendere come stia procedendo realmente l’epidemia in ciascun Paese

Raccogliere e comunicare i dati in maniera corretta è fondamentale. Delle sottostime che arrivano fino al 100% non sono tollerabili. Le autorità sanitarie di ciascun paese devono impegnarsi a raccogliere e a tracciare i dati che consentano di avere una fotografia più accurata della pandemia per poterne uscire prima e meglio. Leggi anche: L’Unione Europea sarà vittima del Covid-19? di Clarice Subiaco

Clarice Subiaco
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Classe 1986, passato di studi umanistici e presente nel mondo dei dati. In mezzo, esperienze di lavoro come Digital PR, Content Strategist e Project Manager per startup e agenzie internazionali. Ama raccontare l'innovazione che ha un forte impatto sociale.

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