sabato, Aprile 17, 2021

Milano come Whuan, 700 nuovi posti di terapia intensiva in una settimana

Domenico Di Sarno
Domenico Di Sarno
Informatico e amante dei libri di ogni genere perché fortemente convinto che la cultura sia come il cibo, ne serve ogni giorno per nutrire la mente.. Appassionato di storia e diritto costituzionale.

A mali estremi, estremi rimedi. Potrebbe essere questo in sintesi il significato delle misure che la Regione Lombardia si prepara a mettere in campo per garantire l’assistenza in terapia intensiva a tutti i cittadini che dovessero averne bisogno a causa di eventuali complicanze dovute all’infezione da coronavirus. Non più tardi di 7 settimane fa la Cina, con uno sforzo collettivo degno del sistema produttivo di un gigante industriale quale è, si apprestava a realizzare un ospedale nella città di Wuhan dedicato alla esclusiva cura degli ammalati da Covid-19. Il gigante asiatico è riuscito a realizzare in circa un mese ben 16 ospedali impiegando una forza lavoro e capitali senza precedenti.

L’accesso alla sanità, un diritto formale per tutti i cittadini

La nostra Costituzione garantisce l’assistenza sanitaria a tutti coloro che ne abbiano bisogno ma l’elevato livello di ospedalizzazione dei pazienti affetti da Covid-19 sta mettendo sotto stress il sistema ospedaliero ed in maniera particolare i reparti di terapia intensiva. In tutta Italia i posti si stanno esaurendo anche perché, il trattamento intensivo è necessario non solo per chi ha contratto l’infezione da coronavirus ma anche per altre patologie.

Il caso lombardo, sarà creato un ospedale temporaneo

La Regione Lombardia, con le dovute proporzioni, si appresta a fare lo stesso sforzo proprio nell’ottica di aumentare i posti disponibili per dare l’assistenza sanitaria necessaria a coloro che saranno affetti da Covid-19 nei prossimi giorni. Il progetto dell’assessore regionale al welfare della regione Lombardia, Giulio Gallera, è quello di creare un ospedale temporaneo nei locali della vecchia fiera di Milano. L’obiettivo sarebbe di dividere lo spazio della ex fiera in 20 reparti ognuno dei quali avrebbe 30 posti letto. Si potrebbe fare addirittura di più. Leggi anche: Tocilizumab, l’anticorpo umanizzato che fa ben sperare

Si potranno sfruttare i sotteranei per ottenere più posti letto

Secondo l’assessore Gallera la struttura è adatta a montare ventilatori meccanici e a ospitare i letti per la terapia intensiva, inoltre le pareti consento il montaggio dei sistemi di respirazione e la presenza di un apparato elettrico che garantisca la continuità del funzionamento e dell’assistenza, così com’è indispensabile che sia in sistemi life critacal. Se poi si riuscisse a sfruttare anche lo spazio nei sotterranei sarebbe addirittura possibile incrementare il numero di posti fino a 700. Nella struttura temporanea sarebbero impiegati circa 500 medici e 1200 infermieri e i costi sarebbero condivisi anche con la fondazione fiera.

Gli eventuali altri scenari in Lombardia

Un incremento di circa il 26% dei posti disponibili c’è già stato seppure al momento il rischio saturazione è reale. Altre città lombarde come Brescia stanno seguendo l’esempio di Milano ipotizzando la conversione temporanea dell’area fiera in un’area per l’assistenza dei malati. Il governo e la Consip, dal canto loro, hanno velocizzato le procedure per le gare d’appalto per le apparecchiature di terapia intensiva e per i dispositivi di protezione del personale medico.

La necessità delle unità di terapia intensiva

Per rendersi conto della necessità di questi posti e dei dispositivi occorre considerare la patologia polmonare. Nei casi più gravi il paziente è impossibilitato a respirare autonomamente e si deve ricorrere all’ossigenazione diretta del sangue per garantire l’irrorazione e quindi l’ossigenazione del cervello che impedisce le ischemie. Quando i polmoni sono completamente congestionati si ricorre quindi alla tecnica ECMO, l’ossigenazione extracorporea a membrana. Questa tecnica prevede di estrarre il sangue del paziente dal circolo venoso, di eliminare l’anidride carbonica che esso trasporta e sostituirla con l’ossigeno grazie ad un polmone artificiale e infine, immetterlo nuovamente nel circolo venoso o arterioso a seconda della tecnica di ossigenazione. Leggi anche: Coronavirus, “Imprenditori non licenziate, il governo aiuterà tutti”

I nuovi posti di terapia intensiva avranno il via?

La Regione Lombardia è in attesa del via libero definitivo da parte della protezione civile che dovrebbe fornire i mezzi ma al momento la cosa pare ferma in quanto, secondo il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, la Protezione Civile è impegnata a coprire con personale e mezzi altri ospedali e non può garantire la copertura della fiera da questo punto di vista. Quello che tutti ci auguriamo è che la situazione possa rapidamente sbloccarsi magari anche con l’aiuto del Governo in nome del principio unitario e di leale collaborazione che fa parte dei rapporti costituzionali tra i vari livelli di governo. Leggi anche: Germania shock: verso la fine dell’Euro? di Domenico Di Sarno

Domenico Di Sarno
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Informatico e amante dei libri di ogni genere perché fortemente convinto che la cultura sia come il cibo, ne serve ogni giorno per nutrire la mente.. Appassionato di storia e diritto costituzionale.

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