domenica, Maggio 16, 2021

Eurodeputati respinti al confine di Bosnia e Croazia: “Non dovevamo vedere”

Prima ingannati poi respinti dalla polizia, è ciò che denunciano gli europarlamentari Pd che hanno tentato di raggiungere i migranti al confine. Atteso l'intervento della Commissione Ue.

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

I migranti respinti al confine tra Bosnia e Croazia, non lontano dall’Italia, vivono in condizioni disperate, nel gelo dei campi o delle abitazioni di fortuna di Lipa e Bihac.

A seguito delle numerose denunce da parte di più Ong, una delegazione di parlamentari europei del Pd è partita per raggiungere uno dei punti di quel confine tra Bosnia e Croazia con l’intento di verificare di persona le reali condizioni dei migranti, ma nulla di fatto.

Le forze dell’ordine croate hanno respinto anche la delegazione degli eurodeputati che di conseguenza non sono riusciti a oltrepassare il confine. Ingannati e intimiditi dalla stessa polizia, la delegaione denuncia:

Non dovevamo vedere.

Migranti respinti, la polizia croata ferma gli eurodeputati al confine

Migranti respinti.

Dopo la denuncia da parte di più Ong su violenze e soprusi sui migranti al confine tra Bosnia e Croazia, una delegazione di europarlamentari del Partito democratico, partita appositamente per constatare la situazione dei migranti, viene bloccata dalla polizia croata al confine con la Bosnia.

La delegazione composta da Brando Benifei, Pietro Bartolo, Alessandra Moretti e Pierfrancesco Majorino, impegnati nella trasferta per verificare di persona la situazione dei migranti respinti allo sbocco della Rotta balcanica, hanno immediatamente capito che qualcosa non andava.

La polizia croata, prima gentilmente e poi con un confine inventato, ha respito il gruppo di eurodeputati che ha dichiarato:

Non ci volevano far vedere o sentire qualcosa.

A questo punto è davvero così. In quel confine c’è qualcosa che non deve essere visto.

Il limite dato dal confine che gli eurodeputati non hanno potuto attraversare è un confine inesistente: un lembo di plastica che attraversa la strada che porta dentro al bosco di Bojna.

Immediata la denuncia del segretario del Pd, Nicola Zingaretti che lo ha definito “un fatto gravissimo”.

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Migranti respinti, le condizioni

I migranti sono circa 3 mila e vagano nei boschi al freddo invernale della Bosnia-Erzegovina. Sono persone che provengono dall’Afghanistan, dal Pakistan e dalla Siria. Le condizioni dei migranti sono peggiorate dopo l’incendio del campo di Lipa, a pochi chilometri dal confine croato, causato dagli stessi migranti dopo la notizia della chiusura della tendopoli.

Peter van der Auverart, capo della missione nel Paese balcanico dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), ha denunciato il disastro umanitario.

Migranti respinti, cosa sta succedendo al confine tra Croazia e Bosnia?

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Brando Bonifei, capodelegazione del Pd all’Europarlamento, ha raccontato quel che è è accaduto ai 4 eurodeputati a 500 metri dalla frontiera.

La polizia croata li stava aspettando e, una volta che i quattro delegati hanno tentato di oltrepassare lo stesso il confine inventato, i poliziotti armati hanno creato una catena umana per non farli passare. Ha dichiarato Bonifei:

Avvertiti del nostro arrivo, gli agenti avevano allestito uno sbarramento con del nastro bianco. Si sono giustificati parlando di una possibile presenza di mine.

Visto che sulla strada passava la stessa polizia, abbiamo deciso di proseguire a piedi ma decine di poliziotti armati e muniti di guanti con le nocche rinforzate con fare minaccioso hanno formato una barriera umana impedendoci di passare.

Migranti respinti al confine tra Bosnia e Ucraina, ora sarà la Commissione europea a intervenire

Il fatto è gravissimo. Gli eurodeputati erano in diritto e, anzi in dovere, di ispezionare il confine tra Croazia e Bosnia, in quanto territorio presidiato dall’Agenzia Ue Frontex.

Ora partirà un protesta formale attraverso l’esecutivo italiano rivolta al governo croato e verrà informata dell’accaduto anche la Commissione europea. Majorino conclude:

Se siamo stati trattati così noi, figuriamoci come possono essere trattati i migranti.

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Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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