sabato, Dicembre 5, 2020

Marzo 2020, tutto quello che è successo nel mondo

Cecilia Capanna
Cecilia Capanna
Direttrice di Othernews, appassionata di temi globali e madre di tre figli del cui futuro sente un grande senso di responsabilità.

Marzo 2020, esplode il Covid-19 in tutto il mondo e viene dichiarata la pandemia. La condizione di isolamento che sta interessando la popolazione mondiale è ben espressa nella foto qui sopra: un simbolo delle distanze che ci proteggono dal rischio di contagio. Altro che marzo “pazzerello”, questo marzo è stato totalmente folle. C’è un prima e un dopo e tutto si trasforma in questo mese, è il mese cruciale.

USA, dal negazionismo di Trump al primato mondiale per numero di contagi

Negli Stati Uniti all’inizio di marzo non si sentiva parlare d’altro che di propaganda per le elezioni presidenziali del prossimo ottobre, con il testa a testa tra Sanders e Biden che si contendono le primarie Dem e con mosse eclatanti di Trump, tra cui la firma del tanto sospirato trattato di pace con i talebani, finito poi in un nulla di fatto. L’atteggiamento del Presidente nei confronti del Coronavirus era negazionista, troppo sconveniente una pandemia in piena campagna elettorale. Si è dovuto ricredere però e ordinare il lock-down del paese, che ora è tristemente primo nel mondo per numero di contagi, mentre la Cina ha finalmente raggiunto quota zero e si concentra sul controllo delle frontiere per evitare che riprenda l’epidemia.

UK, il contagio non guarda in faccia a nessuno

Forse inconsciamente Johnson non voleva rinunciare a godersi il momento di gloria del il via alla Brexit e, all’arrivo del Coronavirus anche nel Regno Unito, ha seguito il suo alleato americano nel negare il problema, successivamente affrontato con la strategia dell’immunità di gregge, con le parole “preparatevi a veder morire i vostri cari” e finito con la scoperta di essere positivo al tampone e con il lock-down anche in UK.

Europa: come la pandemia ha riscritto le priorità

Il Parlamento europeo stava giusto facendo i conti con l’uscita della Gran Bretagna, cercando di capire come far fronte all’ammanco dei 75 miliardi di euro con cui il Regno Unito non contribuisce più, quando nel nord Italia sono esplosi i contagi diffondendosi a macchia d’olio in tutta Europa e nel mondo. Nel frattempo Erdogan apriva i confini della Turchia ai profughi siriani lanciando una bomba umana contrastata dall’Eu con Frontex al confine tra Turchia e Grecia, con respingimenti anche violenti dei migranti e scontri tra le due polizie. La Grecia è “lo scudo dell’Europa”, si è declamato, e centinaia di migliaia di persone ora restano intrappolate in condizioni disumane in campi ormai oltre la saturazione. “È la morte della civiltà”, “è la morte dell’Europa”, è stato detto, ma la catastrofe umanitaria potrebbe avere un peggio con l’arrivo della pandemia. Altissimo pericolo anche per le ONG, per i volontari, per i giornalisti. La solidarietà veniva criminalizzata tanto che Amnesty International aveva stilato un rapporto allarmante. Paradossalmente però, con l’arrivo del Coronavirus oggi viene chiesto aiuto proprio alle ONG e ai volontari per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Quante cose cambiano.

Siria, una situazione ad altissimo rischio

Nonostante nei primi giorni del mese ci sia stato un vertice Russia-Turchia per tentare di fermare il fuoco e scongiurare lo scontro diretto tra i due paesi che sostengono l’una e l’altra fazione nel conflitto siriano, i combattimenti a Idlib sono ripresi quasi subito e la guerra in Siria è ormai al suo decimo anno. Ospedali distrutti sotto i bombardamenti, collasso del sistema sanitario, la situazione è rischiosissima e l’arrivo del Covid-19 potrebbe causare una vera tragedia nella tragedia.

Libia, la quarantena volontaria sotto le bombe

Anche in Libia anni di guerra hanno portato la sanità al collasso e, all’arrivo della pandemia, la popolazione si è messa in quarantena volontaria sotto le bombe di Haftar. È impossibile immaginare cosa succederebbe in questi teatri di guerra, come anche in Yemen, se non si imponesse una tregua ai bombardamenti. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha fatto un appello per “l’immediato cessate il fuoco globale in tutti gli angoli del mondo” e in Libia si accende la speranza perché anche il comando generale dell’esercito libico opta per fermare le bombe per rispondere al Covid-19. Leggi anche: Febbraio 2020, tutto quello che è successo nel mondo

Come il mondo vive la pandemia

La cosa paradossale è che si parla ovunque della pandemia come di una guerra. Prima ancora di poter fronteggiare la gravissima crisi economica che travolgerà l’intero pianeta, hic et nunc si deve pensare a sfamare le persone, i più vulnerabili come senzatetto e immigrati irregolari ma anche tutti i cittadini che non stanno percependo uno stipendio e si trovano sul lastrico. Ogni paese sta stanziando cifre paraboliche per sostenere le popolazioni ed evitare che esplodano vere e proprie bombe sociali. Alcuni governanti, come Orban, mettono in quarantena la democrazia ed esercitano poteri speciali, proprio come in tempo di guerra. Tutto il mondo è sospeso in quarantena, il lavoro, la scuola, i rapporti umani si digitalizzano, nelle città il silenzio è rotto solo dalle sirene delle ambulanze. L’uomo è sotto schiaffo della natura che fino a ieri pensava di avere in pugno. E la natura si riprende gli spazi, l’ambiente ringrazia.

“Siamo tutti sulla stessa barca”

Rispetto alla crudeltà tra esseri umani che caratterizzava la prima parte del mese, si scatena una gara di solidarietà per cui tutti corrono in soccorso di tutti. VIP, Cinesi, russi, cubani, tedeschi, coreani, americani, italiani, albanesi, tutti si tendono finalmente una mano dicendo “siamo tutti nella stessa barca”. Tutto il mondo è in recessione. Il Parlamento europeo ha ufficialmente sospeso le regole del Patto di Stabilità e si discute senza successo sull’introduzione del Coronabond, La BCE ha stanziato 1.800 miliardi di euro per famiglie e aziende, in tutto il mondo si cercano soluzioni, quanto meno tamponamenti a quella che minaccia di essere la più grande crisi dopo la II Guerra Mondiale. Improvvisamente la scienza diventa protagonista, c’è da augurarsi un nuovo illuminismo. Da che venivano denigrati dai negazionisti del Climate Change, scienza e scienziati ora sono l’unico faro in questa notte lunghissima. I siti dell’OMS e dei vari istituti di sanità dei vari paesi sono i più cliccati, si dà retta solo ad epidemiologi e virologi per capire cosa sia il Covid-19. Si sperimentano farmaci, si lavora incessantemente alla ricerca del vaccino che salvi l’umanità da questa piaga. Da parte sua anche Papa Francesco interviene ad integrare gli sforzi con una benedizione urbi et orbi e l’indulgenza plenaria globale in una Piazza San Pietro deserta in modo surreale. Tutti ci auguriamo che la pandemia finisca il prima possibile ma una cosa è certa: niente sarà più come prima. Leggi anche: Gennaio 2020, tutto quello che è successo nel mondo di Cecilia Capanna

Cecilia Capanna
Cecilia Capanna
Direttrice di Othernews, appassionata di temi globali e madre di tre figli del cui futuro sente un grande senso di responsabilità.

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