lunedì, Settembre 27, 2021

L’obesità agli occhi degli altri: l’esperimento della fotografa Haley Morris-Cafiero

Sdegno di fronte all'obesità? Haley fotografa passanti che sembrano disgustati dal suo sovrappeso, ma in questa sede si è deciso di non accettare questa supposizione. Ecco le nostre ipotesi.

Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

L’obesità agli occhi degli altri: dagli sguardi di stima a quelli di deplorazione e persino disgusto.

Quanto sei bello grasso“, si diceva alle persone in carne: l’adipe, almeno fino alla fine del secolo scorso e almeno nel Sud Italia, era segno di ricchezza e bellezza. Il grasso era un privilegio.

“Formosa” era la donna bella, largamente formata e dal perimetro curvilineo: seno prosperoso e bei fianchi.

Oggi tutto ciò si guarda con sdegno, o così soltanto sembra?

L’obesità non è un problema di apparenza

Non si discute che dall’essere formosi all’obesità vi sia un grande salto: l’obesità è di fatto una malattia dovuta all’accumulo patologico di grasso corporeo che ha conseguenze importanti sia sullo stato di salute che sulla qualità della vita delle persone che ne sono affette.

Come tale, alla vista di persone in sovrappeso, si dovrebbe provare preoccupazione, apprensione, non ripugnanza o ribrezzo.

Malgrado dalle passerelle e dai giornali siano ormai diffusi e resi ‘belli’ e ‘desiderabili’ canoni di bellezza che celebrano la magrezza, risulta difficile credere che nel XXI secolo non si riesca ancora ad andare oltre l’apparenza.

“Negli USA l’obesità uccide più delle armi”

Secondo i dati offerti dalla OMS, dal 1975 a oggi sono quasi triplicate in tutto il mondo le persone affette da obesità e in sovrappeso: nel 2016 si contavano 650 milioni di obesi e 1,9 miliardi di adulti in sovrappeso.

Gli Stati Uniti sono il Paese in cui si registra il più alto numero di persone non solo affette da obesità, ma anche diabetiche: rispettivamente, si parla del 67,9% e del 36,2% di adulti in sovrappeso o obesi e oltre 30 milioni di diabetici.

Le previsioni per il futuro parlano chiaro: nel 2030 un cittadino statunitense su due sarà obeso e uno su quattro in grave sovrappeso.

Il 20 Settembre 2019, Massimo Gaggi, in un articolo uscito sul Corriere della sera, riportava una delle provocatorie uscite di Bill Maher. Il presentatore ai suoi spettatori disse:

Ad agosto le vittime degli assalti in luoghi pubblici sono state 51.

Sapete in quei giorni quanti americani sono stati uccisi dall’obesità? Quarantamila.

E la verità è che non si tratta soltanto di un fenomeno americano.

L’obesità in Italia e l’effetto pandemia sul peso

Oltre al Coronavirus, da anni, negli USA così come in Italia e nel mondo, c’è un’altra epidemia che uccide: si tratta proprio dell’obesità.

Secondo il rapporto ISTAT presentato il 6 ottobre 2020, malgrado l’Italia conti livelli di obesità e sovrappeso inferiori a quelli di altri paesi europei, negli ultimi 30 anni, si è comunque registrato aumento dell’incidenza di sovrappeso e obesità del 30 per cento.

E, anche se il fenomeno nel nostro stivale riguarda soltanto 1 minore su 4, le percentuali, se si considerano gli adulti, sono ad ogni modo preoccupati: dai 18 anni in su, il 46,1 per cento della popolazione ha problemi di peso.

I dati più allarmanti arrivano poi se si considera l’effetto-pandemia: se, come riportato dal New York Times, il 76% della popolazione statunitense ha preso fino a 8 chili durante il primo lockdown, in Italia, secondo dati diffusi da Coldiretti, il Covid, con lo smart working, le restrizioni imposte dal lockdown e la maggiore propensione alla cucina, ha fatto aumentare di peso il 44% della popolazione italiana.

Insomma, l’obesità non è uno scherzo.

Haley Morris-Cafiero, la fotografa in sovrappeso davanti alla camera e al volto dei passanti

Fotografa americana e assistente universitaria al Memphis College of Art, di Memphis, Tennessee, ma anche donna in sovrappeso: è Haley Morris-Cafiero.

Era il ‘lontano’ 2010, si trovava a Times Squares e, mentre si stava scattando una foto, si rese conto che uno sconosciuto la guardava in modo strano.

Nacque così l’idea della serie Wait Watchers in cui la fotografa raccoglie le espressioni dei passanti mentre la guardano scattarsi fotografie in luoghi pubblici.

La stessa, pur conoscendo bene il significato dell’espressione inglese “fat-shaming”, ovvero l’umiliazione di una persona in sovrappeso a causa soltanto del suo aspetto fisico (che forse la sua stessa esistenza ‘potrebbe’ aver trovato giustificazione nel reale), ammette di non poter effettivamente sapere cosa le persone catturate dall’istantanea stessero realmente pensando in quel momento.

In questa sede si faranno delle ipotesi.

Leggi anche: Covid-19, vaccino sia prioritario per le persone obese

Non è l’obesità, ma la felicità che stupisce

Obesità

Haley Morris-Cafiero è in strada e sorride quasi beata alla camera. A sorprendere i ragazzi che le arrivano di spalle è quella posa senza dubbio curiosa per una fotografia, mentre il primo giovane a sinistra, quello che appare più stupito, è sicuramente colpito dal sorriso della giovane.

Ecco lo shock: Haley non è grassa, è solo felice.

D’altronde, la felicità degli altri, come il benessere e la ricchezza, spesso turba.

Il vestito non è piccolo, è solo fuori moda

Obesità.

Haley in un negozio di abbigliamento. Ha fretta quindi, invece che provare il vestito, cerca di prenderne le misure. Ed ecco che arriva l’elegante dama in tailleur bianco, tacchi a spillo e borsetta al braccio come solo una donna di classe saprebbe portare.

Il volto della donna lascia trapelare un chiaro: “Mmmh”. Ma Haley, non è che tu sia troppo grassa e il vestito che stai scegliendo troppo piccolo, stai solo guardando la collezione sbagliata: quell’abito è fuori moda.

Mangiare il gelato per strada fa male, agli altri

Obesità.

Al semaforo, Haley sa come ingannare l’attesa: gustandosi un bel gelato. E mentre la signora si preoccupa per le macchine in arrivo, la ragazzina dietro di lei è presa da una famelica voglia di dolce. La mano, proprio sulla pancia, tradisce quella che all’apparenza può sembrare repulsione ma che invece altro non è che golosità.

D’altronde dovrebbe essere illegale consumare in strada prelibatezze e soprattutto con così tanto libidinoso gusto: come possono non soffrirne i passanti, soprattutto, magari, se a dieta?

Nuova moda, la calvizie: si copra chi ha i capelli

Obesità.

Il grasso come la calvizie è motivo di orgoglio e il poliziotto è così fiero della sua testa lucida da voler scaricare al più presto il suo berretto da qualche parte. Chi ha i capelli deve coprirli.

Insomma, Haley, non sono le forme che devi coprire, ma il caschetto biondo: con il cappello staresti benissimo.

Leggi anche: La storia di Terence Biffi: “Ho superato la depressione viaggiando, ero anche obeso”

Conclusioni

La serie fotografica di Haley continua e sono moltissime le foto in cui i passanti vengono sorpresi con espressioni ‘ambigue’.

L’attento scrutino di alcune fotografie, nonché la formulazione di alcune probabili ipotesi, consentono di proporre sulla percezione dell’obesità, in generale, e sul caso Haley, in particolare, tre possibilità:

  1. Le ipotesi sopra formulate sono, non solo possibili, ma assolutamente realistiche e veritiere.
  2. Haley, quindi le persone in sovrappeso, più che di obesità, soffrono di egocentrismo e vari complessi che le portano a pensare che gli sguardi e le espressioni di disgusto delle persone siano una nauseabonda manifestazione di disprezzo verso la loro persona e i loro strati adiposi.
  3. Haley è una normale ragazza in sovrappeso che fotografandosi ha colto ‘curiose’ espressioni e in questa sede sono state elaborate fantasiose giustificazioni per non ammettere quella che ancora oggi è, purtroppo, una verità: non si sa andare oltre l’apparenza, o almeno farlo con riserbo.

Leggi anche: Videocracy e potere mediatico: come la TV del disimpegno mina le basi della coscienza civile nazionale

Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

Ultime notizie