venerdì, Aprile 23, 2021

Consumi degli italiani: hai notato la “tassa Covid” sugli scontrini?

Catiuscia Ceccarelli
Catiuscia Ceccarelli
Catiuscia Ceccarelli, giornalista e imprenditrice, si occupa di personaggi, interviste, attualità e lifestyle. Segni particolari? Mamma di Matilde

Il Codacons e l’Unione Nazionale Consumatori stanno indagando sulla tassa covid. Hanno ricevuto numerose segnalazioni in merito a strani rincari sugli scontrini fiscali delle attività appena riaperte. Gli esercenti sembrerebbero applicare un extra, spiacevole sorpresa per gli italiani.

Cos’è la tassa Covid?

Secondo il Codacons, si tratta di un extra che va da 2 a 4 euro, applicato da alcune attività commerciali sullo scontrino fiscale, al momento del conto. Un “far west illegale” per recuperare gli ammanchi economici dovuti al lungo periodo di chiusura per coronavirus e per sostenere le spese di sanificazione. A rimetterci, sarebbero inconsapevolmente i clienti. Secondo Carlo Rienzi dell’Associazione a tutela dei consumatori, la tassa covid sugli scontrini:

Sarebbe un balzello inserito in scontrino, spesso sotto la dicitura di “Covid”, “che sarebbe imposto come contributo obbligatorio per sostenere le spese degli esercenti per sanificazione e messa in sicurezza dei locali.

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Tassa covid, prassi corretta

Questo costo extra aggiunto ad alcuni servizi all’interno di alcune attività, applicata da parrucchieri, estetisti e alcuni dentisti, secondo il Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona, è:

Una sorta di tassa di sanificazione, una prassi scorretta che si sottrae forse anche da un punto di vista fiscale alla somma dovuta al consumatore.

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Rincari dei consumi

Già da settimane, il Codacons denuncia un rincaro dei prezzi al consumo per bar e ristoranti, allargato anche a parrucchieri e centri estetici, in alcune città italiane. Dall’Associazione dichiarano:

Stiamo ricevendo decine di segnalazioni sugli incrementi dei listini. Le prime riguardano i bar, con molti esercenti che hanno ritoccato al rialzo il prezzo di caffè e cappuccino: al centro di Milano, dove il prezzo medio di un espresso è 1,30 euro, si arriva fino a 2 euro (+53,8%). A Roma (1,10) fino a 1,5 euro (+36,3%). A Firenze (1,40) fino a 1,7 euro (+21,5%).

Per shampoo e piega:

In base ai costi medi nelle grandi città, il prezzo di un taglio passa da una media 20 a 25 euro (+25%), ma con punte che arrivano al +66%, dove secondo una segnalazione a Milano il taglio donna in un salone è passato da 15 a 25 euro.

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Cos’altro è aumentato

Il difficile lockdown che ha costretto alla chiusura temporanea molte attività commerciali e produttive, ha messo a dura prova la tenuta economica di queste realtà. Una volta iniziata la Fase 2 della ripartenza, c’era da aspettarsi anche se non fa piacere, il rincaro dei beni alimentari. Coldiretti evidenzia un notevole incremento dei prezzi specialmente di frutta (+8,4%), verdura (+5%). Secondo Federconsumatori, si è trattato:

Di un rincaro molto più marcato dei beni alimentari e per la cura della casa e della persona con aumenti pari a +35% rispetto ai normali prezzi applicati in questa stagione.

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Catiuscia Ceccarelli, giornalista e imprenditrice, si occupa di personaggi, interviste, attualità e lifestyle. Segni particolari? Mamma di Matilde

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